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Julien Tromeur


Classifica Libri di Han Kang

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Libri in questa classifica: 4

Pagina 1 di 1

Posizione in classifica: 1

Atti Umani

Han Kang

Narrativa estera - Recente

Atti Umani
Vincitore premio malaparte 2017 atti umani è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in occidente. Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l'aria di un «orribile tanfo putrido». Siamo a gwangju, in corea del sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di stato di chun doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l'insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; atti umani è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in occidente. Conosciamo il quindicenne dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il «rullo inchiostratore» della censura e i «sette schiaffi» di un interrogatorio; l'anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l'indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.
Punteggio: 966
               

Ultimo aggiornamento punteggio: 11/04/2023

Posizione in classifica: 2

Convalescenza

Han Kang

Narrativa estera - Recente

Convalescenza
Col suo tocco elusivo, la prosa scabra di han kang sfiora ancora una volta l'orrore senza spiegarlo e ci lascia, attoniti, a contemplare la disturbante malìa del rifiuto di sé. «le due novelle che adelphi pubblica in convalescenza tratteggiano ancora situazioni e figure dolenti» - marco del corona, la lettura una donna cerca risposta agli interrogativi che la morte della sorella ha lasciato insoluti: perché, senza un motivo apparente, aveva cominciato a detestarla? Perché, pur essendo in tutto più dotata, si sentiva inferiore a lei? Perché sembrava tenere la vita a distanza, «come se scansasse del cibo dall'odore nauseante»? E nel secondo pannello di questo dittico di racconti un'altra donna, per sfuggire a un'esistenza che la intossica, a poco a poco si trasforma in una pianta: la sua inquietudine si placa, il suo corpo sofferente fiorisce e dà frutti – prima di appassire, forse per sempre. Ci sembra di conoscerle, queste figure femminili che richiamano i motivi e l'aura della vegetariana, ma non cessano di stupirci per la loro straniata singolarità. Creature dolenti, sedotte dal richiamo dell'autoannientamento come unica forma di difesa dalla violenza insita nel nutrirsi, nel sentire, nel vivere. «presto, lo so, perderò anche la capacità di pensare, ma sto bene. È da tanto tempo ormai che sognavo questo, poter vivere solo di vento, sole e acqua». Col suo tocco elusivo, la prosa scabra di han kang sfiora ancora una volta l'orrore senza spiegarlo e ci lascia, attoniti, a contemplare la disturbante malìa del rifiuto di sé.
Punteggio: 834
               

Ultimo aggiornamento punteggio: 11/04/2023

Posizione in classifica: 3

La Vegetariana

Han Kang

Narrativa estera - Recente

La Vegetariana
La scrittura cristallina di han kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell'ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi. «io non lo sapevo. Pensavo che gli alberi stessero a testa in su. L'ho scoperto solo adesso. In realtà stanno con entrambe le braccia nella terra, tutti quanti. Guarda, guarda là, non sei sorpresa? » yeong-hye era balzata in piedi e aveva indicato la finestra. «tutti quanti, stanno tutti a testa in giù. » era scoppiata in una risata incontenibile, e a in-hye erano tornati in mente alcuni momenti della loro infanzia in cui la faccia della sorella aveva esattamente la stesa espressione. Momenti in cui i suoi occhi dalla palpebra singola si restringevano e diventavano completamente neri, e dalla sua bocca prorompeva quella sua risata innocente. «sai come l'ho scoperto? Be', ho fatto un sogno, e stavo sulla testa. Sul mio corpo crescevano le foglie, e dalle mani mi spuntavano le radici. E così affondavo nella terra. Sempre di più. Volevo che tra le gambe mi sbocciassero dei fiori, così le allargavo; le divaricavo completamente. » sgomenta, in-hye aveva guardato gli occhi esaltati della sorella. «devo dare acqua al mio corpo. Non ho bisogno di questo genere di cibo, sorella. Ho bisogno di acqua. » «ho fatto un sogno» dice yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l'ideale di un'estatica dissoluzione nell'indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di han kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell'ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.
Punteggio: 767
               

Ultimo aggiornamento punteggio: 11/04/2023

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