Buio, qui dentro. Il buio è sempre pieno di rumori. Il buio non sta mai zitto. Erano i peggiori poliziotti della città. Sono stati riuniti in una squadra con la certezza che avrebbero fallito, e loro hanno sorpreso tutti. Li chiamano i bastardi di pizzofalcone. Nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da gigi palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. Le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l'uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti piú profondi. Anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. I bastardi dovranno essere piú uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato piú chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere.
L'adolescenza di miriam/maria smette da un'ora all'altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c'è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. L'amore smisurato di giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt'altro. Miriam/maria, ebrea di galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille. L'enorme mistero della maternità. Una lettura della storia di maria che restituisce alla madre di gesù la meravigliosa semplicità di una femminilità coraggiosa, la grazia umana di un destino che la comprende e la supera. De luca al vertice della sua sapienza narrativa.
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, sumire, una una ragazza con il mito di kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche myu, pur attratta da sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
A kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia win, giovane newyorchese appena sbarcata a kalaw, se ne tornerebbe volentieri in america, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin win, arrivato negli stati uniti dalla birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido. Un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa mi mi residente a kalaw, in birmania, e cominciava con queste struggenti parole: 'mia amata mi mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta'.
Harry bosch ha sempre avuto un rapporto di odio/amore con il dipartimento di polizia di los angeles, ma ora quel rapporto è finito. «harry bosch è uno degli ultimi eroi romantici. » - the new york times «uscirono da sotto la copertura di erba elefante e corsero a perdifiato verso la zona di atterraggio, cinque diretti ai due lati dello slick, l'elicottero da trasporto truppe, e uno in mezzo che gridava:
L'inalienabile aspirazione umana alla felicità, alla libertà, al riscatto, al diritto di esistere senz'altra giustificazione che la propria inviolabilità e insieme la disperata consapevolezza che rimarranno irraggiungibili: è questa la toccante confessione di uno scrittore malato del male di vivere e che ha sempre sentito di 'attirare il dolore come un amante'. Benché il nostro bisogno di consolazione non sia l'ultima opera di dagerman, appare come un vero e proprio testamento spirituale, in cui si leggono fra le righe i motivi del suo silenzio finale e del suo suicidio. Schiavo del proprio nome e del proprio talento al punto di non avere 'il coraggio di farne uso per il timore di averlo perso', ossessionato dal tempo e dalla morte, incapace di sottrarsi alle pressioni che si sente imporre dalla società e più ancora dalla propria intransigenza, resta tuttavia convinto che il valore di un uomo non può essere misurato dalle sue prestazioni e che nessuno può richiedergli tanto da intaccare la sua voglia di vivere. Vi sono sempre le parole da opporre a ogni tipo di sopraffazione, 'perché chi costruisce prigioni s'esprime meno bene di chi costruisce la libertà'. Ma se anche queste non bastano, rimane il silenzio, 'perché non esiste ascia capace di intaccare un silenzio vivente'.
Vincitore del premio bancarella 2021per la prima volta ema stokholma racconta il suo passato, il tempo in cui il suo nome era ancora morwenn moguerou. E lo fa scrivendo un libro che attraverso la sua esperienza individuale riesce a raggiungere sentimenti universali, a insegnare che dal dolore si può uscire, che si può sbagliare e cambiare, che il lieto fine è possibile.
A lansquenet, quieto villaggio al centro della francia, la vita scorre placida. Un po' troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato francis reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla chiesa - quando nel villaggio arrivano vianne rocher e la sua giovane figlia anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata 'la celeste praline', che ben presto diviene - agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione guillaume, l'adolescente ribelle jeannot, la cleptomane josephine, l'eccentrica armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra benpensanti e golosi, tra le delizie terrestri offerte da vianne e quelle celesti promesse da padre reynaud, tra carnevale e quaresima, diventa inevitabile.
L'autore italiano di thriller storici più letto nel mondo. Vincitore del premio bancarella dalla firenze di cosimo de' medici ad alghero, fino a uno sperduto monastero della catalogna. Un'avventura sulle tracce di un tesoro per cui molti hanno perso la vita. 13 marzo 1460, porto di alghero. Un mercante ebreo incontra in gran segreto l'agente di un uomo d'affari fiorentino, messer teofilo capponi. Vuole vendergli un'informazione preziosissima: l'esatta ubicazione del leggendario tesoro di gilarus d'orcana, un saraceno agli ordini di re marsilio, scomparso ai tempi di carlo magno. Venuta per caso a conoscenza della trattativa, bianca de' brancacci, moglie di capponi, intuisce che suo padre era coinvolto nella ricerca di quel tesoro prima di morire. Elabora così un piano e per realizzarlo chiede aiuto a tigrinus, il noto ladro con cui ha già avuto a che fare. Tigrinus dovrà partire alla volta di alghero e, spacciandosi per teofilo capponi, dovrà mettersi sulle tracce dell'oro di gilarus e scoprire anche la verità sulla morte del padre di bianca.