'paesi tuoi' segnò l'avvio dell'opera narrativa di pavese; pubblicato nel 1941, fu una delle prime prove di quel neorealismo di cui tanto si parlerà in seguito. Fece subito rumore, suscitò entusiasmi, scandali, discussioni, stroncature; ma soprattutto rivelò un solido nuovo scrittore. 'il racconto di pavese è così intimamente mosso e commosso, scrisse allora pietro pancrazi che, nel complesso, vince anche la difficoltà dell'arte poetica che si è imposto. Si sente che i personaggi e i paesi del suo dramma gli hanno parlato nel sangue prima ancora che nell'arte. C'è in 'paesi tuoi' un'esigenza umana, e un movimento, un piglio di scrittore serio, che non ingannano. '
Senza nome è uno degli esempi più belli di 'melodramma contenuto', secondo la definizione di thomas s. Eliot, dell'opera di wilkie collins. Capolavoro di minuziosa osservazione psicologica e allo stesso tempo critica decisa alle storture della società vittoriana, ha un posto di primo piano nella letteratura inglese del secolo scorso. Protagoniste ne sono due sorelle, magdalen e norah vanstone che, per una sfortunata serie di circostanze, alla morte improvvisa dei genitori si trovano private di una cospicua eredità e sono costrette a guadagnarsi da vivere. Sullo sfondo di questa contrastata vicenda, scandita da perizie legali e tradimenti, emergono i personaggi, mirabilmente caratterizzati, di una storia intensamente drammatica, ma anche venata di umorismo. Una strepitosa narrazione, ricca di innumerevoli colpi di scena, in cui ogni elemento si ricollega all'altro in una dinamica continua e incessante. Un romanzo che per tutto il 1862 ha tenuto in sospeso migliaia di lettori che ne seguivano gli sviluppi sulla rivista 'ali the year round'.
Il romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima un giovane studente narra l'incontro e il controverso rapporto di amicizia instaurato con un individuo, di età imprecisata e senza nome, chiamato con il solo appellativo di 'maestro'. Nella seconda parte l'attenzione di sposta sui rapporti familiari del giovane protagonista, esaminati attraverso la lente prospettica della malattia. L'opera si conclude con la narrazione da parte del 'maestro' delle drammatiche vicende che ne hanno lacerato l'esistenza, climax narrativo del romanzo. In questo romanzo di introspezione psicologica è espresso il senso di angoscia, di smarrimento esistenziale e di crisi che opprime l'essere umano che, costretto a scrutare nell'intimo suo essere, si trova dinanzi al desolante spettacolo della propria 'umanità'.
Una sontuosa festa da ballo, il lusso della villa di una famiglia parigina, un uomo in compagnia di una giovane dama, e poi un bizzarro centenario che compare d'improvviso come presenza inquietante in tanto splendore, eppure circondata di premure e rispetto. Non può che suscitare la perplessità degli ospiti, che si interrogano sulla sua vera identità. Inizia così, come un racconto del mistero, questo breve romanzo di scene della vita parigina di balzac. Protagonista ne è un giovane scultore francese di belle speranze, ernest jean sarrasine, il quale a metà del settecento si reca a roma e qui fa la conoscenza della celebre cantante zambinella. Sarà un incontro folgorante e dagli esiti drammatici, in un mondo dove la realtà non è quella che appare, i diritti dell'arte prevalgono su quelli dell'individuo e, per chi è ignaro delle regole del gioco e della società, il sesso e la passione possono condurre in terreni liminari tra i generi, e schiudere le porte del ridicolo o del terrore. La novella, che è un piccolo gioiello per eleganza di scrittura e per la ricchezza di spunti che offre, che se ne dia una lettura in chiave psicoanalitica o come discorso sull'arte, da alcuni è considerata uno dei capolavori della comédie humaine; ha comunque suscitato l'interesse critico di autori come georges bataille e michel serres, e ha indotto roland barthes a dedicarle un intero saggio, 's/z'.
Incentrato sulla figura di paul dombey, ricco e arido commerciante incapace di qualsiasi sentimento, vittima dell'orgoglio e del desiderio di potere ed escluso dalla vita, dall'amore, dalla tenerezza e dalla paternità, il romanzo affronta il tema della punizione dell'orgoglio esemplificata nell'opulenza e nella caduta del protagonista, contro cui la sfortuna sembra accanirsi irrimediabilmente. Rimasto vedovo, egli concentra tutte le sue esperienze e tutto il suo amore sul figlio che però, debole e delicato, muore. In seguito a una serie di disavventure, dombey, umiliato, vive in una disperata solitudine.
Ogni giorno che il signore regala al creato, reb abraham hirsh ashkenazi, commerciante di stoffe e capo della comunità ebraica di lodz, lo zucchetto in testa e una barba lunga quanto l'esilio, siede alla scrivania del suo piccolo ufficio scuro e medita sui sacri testi cercando di trarne saggezza da dispensare alle schiere di commercianti ebrei che fanno ressa alla sua porta. Poco più di uno shtetl tra i tanti nella polonia di fine ottocento dominata dalla russia, lodz pullula in quegli anni di mercanti provenienti da ogni parte dell'impero. In questo piccolo e operoso mondo, nascono i due figli di reb hirsh ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: jakob bunin, vitale e generoso, simcha meyer, introverso e abile negli affari. Il turbine della vita porterà jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre simcha, miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto, sarà protagonista di una spregiudicata ascesa economica. Attorno a loro si svolgono i grandi eventi della storia, le passioni e le vicende minime di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica. Nelle pagine di questo imponente romanzo-fiume apparso nel 1936, israel j. Singer seppe dare la rappresentazione di un mondo e di una civiltà che di lì a poco sarebbe stata ferocemente annientata. Introduzione di claudio magris.
In un'epoca in cui l'amore eterno sembra passato di moda sia come mito romantico che come sogno degli adolescenti, mark twain ce ne rinnova la speranza. Il segreto è quello della tolleranza, che nell'accettazione delle reciproche fastidiose diversità consente di raggiungere il traguardo faticoso di una vita in comune. L'amore eterno qui sulla terra non è un tenero idillio, ma una laboriosa conquista.
Il racconto 'morfina', che si ispira ad un'esperienza personale dello stesso bulgakov, apparve per la prima volta nel 1927, sulla rivista 'il lavoratore medico'. Dopo aver assunto la morfina al fine di calmare una forte allergia, bulgakov aveva infatti potuto sperimentare sulla propria pelle la tragica dipendenza dal farmaco, arrivando a farsi sino a due punture al giorno. Il racconto servì dunque allo scrittore anche per esorcizzare definitivamente quella penosa esperienza. Fatto sta che bulgakov teneva tantissimo a questa sua opera, che, come è stato detto, forse mascherava anche i suoi sentimenti nei confronti della rivoluzione d'ottobre.
Vincitore premio campiello 1968pietro da morrone, umile frate eremita, salì al soglio pontificio nel 1294 con il nome di celestino v, ma - convinto dell'impossibilità di conciliare lo spirito evangelico con i doveri del trono - rinunciò all'incarico. Agli occhi del suo conterraneo ignazio silone, il papa del