Un romanzo che affronta con un'onestà spiazzante la violenza sulle donne, la colpevolizzazione della vittima e la cultura del consenso verso l'abuso sessuale. «un libro intenso e indispensabile» – new york times «un romanzo forte e scioccante che centra il cuore del sempre più attuale dibattito sul consenso sessuale» – stylist «grazie a louise o'neill per aver scritto questo libro. È talmente importante» – the guardian in una cittadina di provincia dove tutti si conoscono, emma o'donovan è diversa. Lei è speciale: bellissima, popolare, potente. E si dà un gran da fare perché le cose restino così. Fino a quella notte. Emma era troppo ubriaca per rendersi conto di cosa stava accadendo, troppo ubriaca per dire basta, troppo ubriaca per ricordare. Ma quelle immagini, quelle fotografie che tutti hanno visto, significano che non potrà mai dimenticare. Emma era speciale. Ma ora è solo una fonte di imbarazzo. Ora è una sgualdrina. Ora non è niente.
Poco nota in italia, joy williams è universalmente riconosciuta come una delle maestre del racconto americano insieme a scrittori quali raymond carver, john cheever, grace paley e ann beattie. «una delle opere più ardite e sferzanti che la nostra letteratura abbia mai conosciuto» – ben marcus, new york times l'ospite d'onore riunisce gran parte dei racconti, alcuni apparsi in precedenti raccolte, altri inediti, composti dall'autrice nell'arco di quasi cinquant'anni. Le sue storie ruotano tutte intorno a un momento di trasformazione, che spesso ha luogo al di fuori della pagina scritta e di cui intravediamo solo un barlume: il mistero ribolle in superficie, per un istante, e poi torna a inabissarsi. Il mondo di joy williams è pervaso di un orrore esistenziale, che tuttavia trova redenzione in lampi di feroce umorismo. Che siano ambientate nei paesaggi riarsi del sud-ovest, in una piccola isola al largo delle coste del new england o del massachusetts, o ancora, in un'auto malconcia che sfreccia su un'interstatale polverosa, le sue storie mettono a nudo l'inadeguatezza umana dinanzi al cambiamento e alla perdita. Leggerle è come affacciarsi sull'orlo di un precipizio: spaventoso e al contempo illuminante.
La stagione in cui si diventa grandi rievocata in quello che è uno dei romanzi più personali e poetici di ray bradbury. Il mondo scivolava, lucido, davanti al chiarore cristallino dei suoi occhi avere l'aria di sapere tutto è il vanto degli adulti. Accorgersi di essere vivi è la sconvolgente scoperta dei bambini. In mezzo, c'è l'incanto di una lontana estate piena di meraviglie e terrori. Come è piena di meraviglie e terrori green town, la piccola città dell'illinois dove nel 1928 il dodicenne douglas spaulding vive l'ultima stagione della sua infanzia, tra alberi di mele e petardi mezzo scoppiati, denti di leone in fiore e scarpe nuove. Una stagione attraversata da ricordi dolci e sognanti, ma anche da segrete inquietudini, ombre nere e dolori senza nome.
'la vita è crudele, l'unica fortuna che hai è quella di accorgertene tardi e così, se proprio non sei un imbecille, riesci ogni tanto a essere felice. ' pietro rinaldi ha ottant'anni, sente che la sua vita è al capolinea e vuole solo essere lasciato in pace. Un giorno però nel suo mondo irrompe diego, il nipotino quindicenne con cui non ha mai avuto molti rapporti. Lui ha l'entusiasmo degli adolescenti e la forza di chi non si lascia abbattere dagli eventi. E non ha paura di zittire i malumori del nonno. Da genova partono in direzione di roma a bordo di una citroën ds pallas decapottabile su cui sembra di volare, insieme a sid, un enorme cane attira-guai. Un'avventura on the road, piena di deviazioni e ripensamenti, vecchi amori e nuove gioie. Una di quelle esperienze che, proprio quando credevi di aver visto tutto, ti fanno scoprire quanto la vita riesca ancora a sorprenderti.
La vecchia hollywood degli ultimi divi, la città dei sogni, rivive in un racconto ammaliante sulla ricerca della verità. Chi è stato il vero amore della sua vita? È quella la madre di tutte le domande. L'esca del libro. Sette mariti. Quale ha amato di più? Qual è stato il suo vero amore? Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex
Con 'canto della pianura' si torna a holt, dove tom guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza. Intanto victoria roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un'insegnante della scuola, maggie jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli mcpheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all'allevamento di mucche e giumente. Come in 'benedizione', le vite dei personaggi di holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d'amore. In particolare, in questo libro kent haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.
'mi chiamo enzo. Adoro guardare la tv, soprattutto i documentari del national geographic, e sono ossessionato dai pollici opponibili. Amo il mio nome, lo stesso del grande ferrari, anche se d'aspetto non gli assomiglio per niente. Però, come lui, adoro le macchine. So tutto: i modelli, le scuderie, i piloti, le stagioni. Me lo ha insegnato denny. Denny è come un fratello per me. Per sbarcare il lunario lavora in un'autofficina, ma in realtà è un pilota automobilistico, un asso, anche se per ora siamo in pochi a saperlo. Perché lui ha delle responsabilità: deve prendersi cura della sua famiglia e di me, perciò non può dedicarsi interamente alle gare. Eppure è un vero campione, l'unico che sappia correre in modo impeccabile sotto la pioggia. E, credetemi, è davvero difficile guidare quando c'è un tempo da cani: io me ne intendo. Tra noi è stato amore a prima vista. Ne abbiamo passate tante, negli anni che abbiamo trascorso insieme. Ci sono stati l'incontro con eve, la nascita di zoè, il processo per il suo affidamento. Ah, ho dimenticato di dirvi una cosa importante: sono il cane di denny, e questa è la mia storia'.
Il male è in ognuno di noi. Per esplorare questa terrificante idea, il romanzo segue le vite parallele dell'hitler vero e di un hitler fittizio e 'buono'. Quale sarebbe stato il corso della storia se l'8 ottobre del 1908 adolf hitler fosse stato ammesso all'accademia di belle arti? Lungi dal ricostruire la storia del terzo reich, schmitt duplica la figura del triste cancelliere, gioca sull'artificio di due vite distinte che corrono in parallelo e getta una luce straniante e violenta sul retroscena affettivo, sessuale e caratteriale di un eccezionale egolatra che cerca di incarnare l'eroe nietzschiano. Sull'altro binario scorre la vita del pittore adolf h. , disgustato dalla grande guerra, il quale, trasferitosi a parigi, frequenta gli artisti di avanguardia di montparnasse, sposa un'ebrea americana e muore poi nel pacifico oblio di santa monica. In questa prodigiosa macchina scenica dal geniale ingranaggio costruito su un paradosso, schmitt riesce ancora una volta a gettare nel lettore il seme del dubbio. Se fosse vissuto soltanto il pittore adolf h. E non il suo mostruoso doppio seminatore di odio e distruzione, che cosa saremmo noi oggi?
Urania cabral, figlia dell'ex presidente del senato di trujillo, torna in patria dopo trentacinque anni e, dalla sua stanza dell'hotel jaragua parte per un viaggio nella memoria, per una non rinviabile chiusura dei conti con il passato. Di continuo, però, cede la scena ad altre voci protagoniste e a un irrefrenabile bisogno dell'autore di percorrere il tempo, avanti e indietro con incalzanti flash back. Ne viene fuori una ricostruzione dal vivo dell'attentato in cui il chivo (trujillo) perse la vita, ma soprattutto un quadro della condizione umana a santo domingo, quando la corruzione era un obbligo e il libero arbitrio non era più praticabile.
Il labirintico mondo della banca, con i suoi personaggi frustrati, gli sconcertanti retroscena, i ritmi alienanti di un lavoro spersonalizzante, è al centro di questo romanzo breve. Il protagonista, poco più che un adolescente, è costretto dalla difficile situazione economica ad entrare in un universo che gli è alieno e inizialmente spera di poter conciliare il lavoro quotidiano con le sue aspirazioni segrete. Ma presto si accorge dell'irrealizzabilità del suo progetto e si confina nel grigiore della sua condizione di impiegato. Al lungo racconto che dà il titolo al volume seguono sedici storie: immagini realistiche e grottesche dei nostri vizi quotidiani, realizzate con ironia e distacco.