Fine anni cinquanta. Paul kemp ha trent'anni e lascia new york per porto rico sperando di dare nuovo impulso a una asfittica carriera letteraria e seguire le orme dei suoi idoli: hemingway e fitzgerald. Si ritrova però nella calda e deprimente redazione del 'san juan daily news' a scribacchiare fiacchi articoli in mezzo a colleghi sfaccendati e rum che scorre a fiumi. E quando conosce moberg, un giornalista scombinato e perennemente sbronzo, inizia un folle, delirante sodalizio all'insegna di scorribande etiliche, avventure erotiche e scoop che non si realizzano mai. In una vertiginosa girandola di eventi verrà catapultato in un mondo fatto di corruzione e avidità dove tutto è permesso, perfino l'omicidio.
'lo hobbit' è il libro con cui tolkien ha presentato per la prima volta, nel 1937, il foltissimo mondo mitologico del signore degli anelli, che ormai milioni di persone di ogni età, sparse ovunque, conoscono in tutti i suoi minuti particolari. Tra i protagonisti di tale mondo sono gli hobbit, minuscoli esseri 'dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari', timidi, capaci di 'sparire veloci e silenziosi al sopraggiungere di persone indesiderate', con un'arte che sembra magica ma è 'unicamente dovuta a un'abilità professionale che l'eredità, la pratica e un'amicizia molto intima con la terra hanno reso inimitabile da parte di razze più grandi e goffe' quali gli uomini. Se non praticano la magia, gli hobbit finiscono però sempre in mezzo a feroci vicende magiche, come capita appunto a bilbo baggins, eroe quasi a dispetto di questa storia, che il grande 'mago bianco' gandalf coinvolgerà in un'impresa apparentemente disperata: la riconquista del tesoro custodito dal drago smog. Bilbo incontrerà così ogni sorta di avventure, assieme ai tredici nani suoi compagni e a gandalf, che appare e scompare, lasciando cadere come per caso le parole degli insegnamenti decisivi. E il ritrovamento, apparentemente casuale, di un anello magico, è il germe della grande saga che tolkien proseguirà nei tre libri del 'signore degli anelli' illuminando nel suo durissimo senso un tema segreto de 'lo hobbit': cosa fare dell'anello del potere?
Sei alto e robusto e il tuo miglior amico è basso e magro? Hai la faccia tonda e il collo corto e il tuo amico ha la faccia quadrata e il collo lungo? Porti gli occhiali o usi la sedia a rotelle per spostarti? Questo libro con alette ed elementi mobili mostra che non ha importanza il modo in cui appariamo: sotto la pelle siamo tutti uguali. E ciascuno di noi, a modo suo, è speciale. Età di lettura: da 3 anni.
Aprile 1938. L' austria è stata da poco annessa di forza al terzo reich, vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia anna, portata via dalla gestapo. Ma l'angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con sigmund freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che dio, lo stesso dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: freud ci crede e non ci crede; dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta freud a formulare la domanda fatale: se dio esiste, perché permette tutto ciò?
Il volume è una raccolta di racconti che, come i capitoli di un romanzo, compongono un'unica, grande storia: quella della conquista di una maturità che per il giovane isaac mccaslin si compie quando uccide la prima preda, o forse nell'istante in cui la preda lo riconosce abbastanza uomo e accetta di farsi uccidere da lui. Perché la foresta di faulkner è luogo fisico e proiezione metafisica, e l'uomo, attraverso il rituale della caccia, vi giunge a comprendere se stesso e la propria identità in rapporto agli altri e soprattutto rispetto alla natura. Una natura selvaggia e nobile, potente e senza tempo, il cui simbolo è il grande orso zoppo, old ben, inseguito e braccato da cani e cacciatori anno dopo anno.
Shirin-gol ricorda ancora le montagne dell'indu kusch non devastate dalle bombe. Viveva, da bambina, in uno sperduto villaggio di montagna a cui era stato dato il nome di
La sontuosa dimora che si erge all'estremità orientale della 53rd street di manhattan appartiene ai greene, una delle più importanti famiglie della città. In base alle disposizioni testamentarie del vecchio tobias, il patriarca deceduto da una dozzina d'anni, tutti i membri della famiglia devono restare sotto quello stesso tetto per almeno venticinque anni dopo la sua morte, pena la perdita dell'eredità. Così nel palazzo vivono ancora la vedova, costretta su una sedia a rotelle, e i cinque figli: julia, chester, sibella, rex e la giovane ada, l'unica a essere stata adottata. La storia inizia all'indomani di una notte drammatica in cui un ladro è penetrato nella casa e, forse preso dal panico, ha spararato a due delle sorelle. Julia, la più grande, è stata uccisa, mentre ada ha riportato una brutta ferita. Ma la tesi del tentativo di furto finito in tragedia non convince philo vance.
In 'senza volo' si battono strade diverse. Si seguono i percorsi e si affrontano i modi di viaggiare per chi ha paura di volare. E per chi vuole smettere di inquinare. Senza usare mai alcun velivolo si recupera, lontani dalla precarietà del cielo, il viaggio di terra e di mare. Ci si libera per sempre dalla noia e dall'alienazione del volo. Per chi è stanco dei viaggi mordi e fuggi. Per chi vuole vedere i paesaggi, le città e i paesi. Per chi vuole ascoltare la natura, scoprire i fiumi, i monti perduti e quei territori di mezzo a cui non si presta alcuna attenzione. Quello che c'è in serbo fuori dalle rotte delle linee low-cost. I luoghi dove si pensava di non potere mai arrivare. I modi per muoversi da un luogo all'altro impiegando il tempo necessario per osservare, conoscere e vivere. Ogni singolo capitolo del libro svela i segreti di un mezzo di trasporto e le tante specie in cui si diversifica. I pregi e gli inevitabili difetti. I viaggi possibili e quelli impossibili. Tra riferimenti cinematografici, rimandi letterari e testimonianze, i percorsi storici e le nuove vie.
Questo volume presenta al lettore tutto ciò che seneca ha scritto in prosa e in poesia. L'introduzione di giovanni reale è una vera e propria monografia in cui vengono spiegate le novità del neostoicismo senecano e la struttura concettuale che ne sorregge i messaggi.
Alessandro e silvia sono due ragazzi appena ventenni che stanno vivendo quello che sembra essere l'amore della loro vita. Poi, improvvisamente, da un giorno all'altro le loro strade si dividono. Da quel momento i due vivranno ognuno la propria vita ma quel sentimento che li legava sarà sempre presente spingendoli di tanto in tanto a cercarsi, volersi ma anche evitarsi e mancarsi. Un giorno però, il casuale ritrovamento di un'agenda sulla quale da ragazzi attaccavano foto e scrivevano intime frasi sembra dare una possibilità a quell'amore nato dieci anni prima ma mai entrato nel passato. Una possibilità in cui entrambi hanno sempre silenziosamente sperato.