Sono due tra i maggiori romanzi di tozzi ed hanno al centro lo scontro con la famiglia: quello di pietro con suo padre, nel primo romanzo; quello di leopoldo con la famiglia, nel secondo. Una lotta tra due mentalità inconciliabili: una che impone le proprie ragioni con la violenza e una che cerca la via della liberazione. Questo volume, preceduto da una prefazione di gianni celati e curato da ottaviano cecchi, è corredato da un'ampia documentazione biografica e bibliografica e può essere un'utile chiave per entrare nel mondo di tozzi. Prefazione di gianni celati.
'gente in aspromonte', capolavoro di alvaro, è una raccolta di tredici racconti pubblicata nel 1930, che prende il titolo dal primo e più importante di essi. Nel solco del realismo meridionalista, le pagine di alvaro danno voce a un mondo arcaico, chiuso, primitivo, elementare, in cui i rapporti sociali sono duri e spietati, e le ingiustizie profonde. Un mondo che, però, possiede anche i suoi valori, una sua bellezza, le sue segrete dolcezze, di cui bisogna custodire generosamente la memoria. Ed è per questo motivo, anche, che quello descritto in 'gente in aspromonte' è un mondo severamente giudicato, ma in pari tempo amorosamente rivissuto, in un perpetuo ondeggiamento dei sentimenti, in un continuo oscillare tra il moralismo e il lirismo e in un altrettanto continuo contrasto tra l'uomo moderno e l'antico che convivevano in alvaro. Presentazione di mario pomilio.
Un grande classico della letteratura americana. «un capolavoro ora struggente, ora brutale, ora divertente». - the wall street journal e mentre tu eri fuori a lavorare per pagare l'affitto di quel posto squallido e puzzolente la strada faceva da balia a tuo figlio. E anche molto di più. Diventava madre e padre, educava tuo figlio per te, ed era un padre malvagio e una madre crudele. E, ovviamente, parlandogli di soldi, la strada tu la aiutavi. Siamo negli anni della seconda guerra mondiale e lutie johnson è una giovane donna nera che vive a harlem con bub, il figlio di otto anni. Quella di lutie non è certo una vita facile: si è lasciata alle spalle un marito infedele e irresponsabile e deve tirare avanti da sola. Ma è sorretta da un'idea: crede nel sogno americano ed è convinta di poter aspirare a un'esistenza migliore grazie a una vita di duro lavoro. 'la strada' è la storia di una lotta: la lotta di lutie alla ricerca di una casa per il figlio, per farlo crescere lontano dalla paura e dalla violenza, per tenerlo lontano dalla strada, insomma. Le vicende di lutie e bub si intrecciano con quelle di diversi personaggi, che vivono nella stessa casa o nella stessa via, tutti alle prese con la stessa disperata lotta per la sopravvivenza. E le loro vite disegnano il ritratto doloroso di una realtà così lontana nel tempo eppure ancora così vicina. A più di settant'anni dalla pubblicazione di questo romanzo, lutie johnson resta una figura potentissima - nera e sola è alle prese con un mondo ostile alle donne e pervaso di razzismo -, e la sua vicenda cruda e vibrante ci racconta la storia amara dell'altra faccia del sogno americano, mostrandoci una new york troppo spesso dimenticata. Quando venne pubblicato nel 1946, 'la strada' fu il primo romanzo di un'autrice afroamericana a vendere più di un milione di copie, ed è tuttora considerato un grande classico della letteratura americana, nel quale la potenza della testimonianza e la forza della letteratura si sommano regalandoci pagine indimenticabili.
Come molti altri della sua generazione, dalle atrocità della grande guerra il «piccolo eroe» bernard jacquelain è stato trasformato in un «lupo» avido di piaceri e di denaro, cinico e disincantato, e unicamente attratto dal mondo luccicante dei faccendieri, degli affaristi, dei politici corrotti. A niente servirà la presenza dolcissima della giovane moglie: lui ha voglia di avventure, e di quella mediocre vita piccoloborghese non sa che farsene. Ma il fuoco di molti incendi verrà a devastare i campi della sua vita: un amore sordido, una débacle finanziaria, un'altra guerra, un lutto atroce. Solo allora bernard capirà che cosa vuole davvero – e saprà che da quel cumulo di ceneri può nascere una vita nuova.
Un senso di oscura fatalità domina come un giudizio divino offensori e offesi, tiranni e umiliati, nella storia della famiglia brodie. L'esaltata volontà di potenza, il gretto egoismo del cappellaio agiscono, come una forza demoniaca, sulla madre, sulla moglie, sui tre figli e li travolgono in una rovina materiale e morale. Una sola creatura, mary, che in nome della vita ha avuto la forza di sottrarsi alla maledizione paterna, esce dalla tragedia illuminata di speranza.
Apparso nel 1886, 'la freccia nera' è un romanzo ambientato nella guerra delle due rose, il conflitto tra le fazioni degli york e dei lancaster che dilaniò l'inghilterra nella seconda metà del quattrocento. Protagonisti della vicenda sono il giovane dick shelton, allevato dal bieco daniel brackley - il classico signorotto di campagna che per amore dei soldi schiaccia tutti gli altri in miseria -, e joanna sedley. I due si incontrano casualmente nella foresta: dick soccorre un altro ragazzo, che in realtà è joanna travestita, e insieme assistono, non visti, a un incontro segreto dei banditi della freccia nera, nemici giurati di brackley, i quali, per vendicare i torti subiti, colpiscono i cattivi di turno con le loro precisissime frecce nere: la loro firma. Quando dick scopre che il mandante dell'assassinio di suo padre è proprio il padrino brackley, decide di schierarsi a fianco dei banditi, sino allieto fine conclusivo. Tradotto sul piccolo schermo alla fine degli anni sessanta, con una imberbe e tentatrice loretta goggi, aldo reggiani e un cattivissimo arnoldo foà nei panni di sir brackley, lo sceneggiato in sette puntate fece guadagnare al romanzo un posto importante nell'immaginario della cultura pop del nostro paese.
Nelle taverne di un porto del mar nero, ismaele baruch, il bambino prodigio, canta i dolori e le gioie dei miserabili, degli emarginati, degli esclusi. Il suo talento affascina il poeta in crisi romain nord e la sua amante, la 'principessa', una ricca vedova in cerca di nuove emozioni. Strappato al suo mondo di miseria, ismaele diventerà il giocattolo di una società aristocratica, pronta all'entusiasmo quanto al disprezzo, che finirà per umiliarlo inesorabilmente.
Nelle taverne di un porto del mar nero, ismaele baruch, il bambino prodigio, canta i dolori e le gioie dei miserabili, degli emarginati, degli esclusi. Il suo talento affascina il poeta in crisi romain nord e la sua amante, la
Questo romanzo di sibilla aleramo è del 1906. La sua immediata fortuna in italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che in seguito avrebbe fornito altre prove di valore, segnatamente nella poesia. Ma soprattutto esso richiamò l'attenzione per il suo tema: si tratta infatti di uno dei primi libri 'femmisti' apparsi da noi. Prefazione di anna folli, postfazione di emilio cecchi.
Terminato nell'ottobre del 1937 e apparso a stampa l'anno seguente, 'la marie del porto' suscitò l'entusiasmo di gide, che annotò: «ottimo da tutti i punti di vista. Uno dei migliori». Oggi lo presentiamo arricchito da un testo di georges simenon apparso sulla «nouvelle revue française» nel novembre del 1938. Nel 1949 marcel carné ne diresse l'adattamento: le scene del film (distribuito in italia con il titolo 'la vergine scaltra') furono disegnate (su suggerimento dello stesso simenon) da maurice de vlaminck, ai dialoghi partecipò (non accreditato) jacques prévert e il protagonista maschile fu jean gabin. «ora, ammesso che un autore possa esprimere un desiderio, mi piacerebbe essere giudicato sulla marie del porto. Insomma sui due o tre romanzi che ho scritto quest'anno, senza alcuna fretta, checché se ne dica, e sempre alla ricerca di una verità più semplice e più densa». - georges simenon