Il protagonista di questo romanzo, cincinnatus c. , ha un difetto: è opaco, nel senso che i suoi pensieri e le sue sensazioni non sono trasparenti agli occhi di coloro che lo circondano, perciò produce
Le fiabe sono spietate, come la vita e come i bambini. «esilarante» – il venerdì nelle fiabe gli adulti sono inaffidabili, il senso di paternità è pressoché nullo, quello di maternità rarissimo; i principi sono smidollati senza nome; le fanciulle devono aguzzare l'ingegno per sopravvivere; le fate sono casiniste; i bambini vengono abbandonati nei boschi; gli orchi finiscono malissimo e per fortuna ci sono varie creature non umane che rendono la fiaba degna di narrazione. Le fiabe non sono un barattolo di stucchevole melassa politicamente corretta.
Arrivederci tra le stelle è un romanzo di gioia, ottimismo, determinazione e cuore, soprattutto cuore. Basta leggere la prima pagina per innamorarsi di alex e del suo sguardo innocente su un mondo complicato ma bellissimo, il nostro. «era da
Abituati a viaggiare insieme sulle strade americane, willy, poeta giramondo, e mr bones, cane dalla spiccata intelligenza, vengono separati dai freddi giochi del destino. Mr bones dovrà imparare a cavarsela da solo e a difendersi anche da chi sembrerà volerlo aiutare. Così continuerà a fuggire, finché in lui si farà strada la convinzione di poter raggiungere willy a timbuctù, terra favolosa dove uomini e cani parlano la stessa lingua e conversano da pari a pari. Che cosa sia davvero timbuctù, mr bones non lo sa, a parte qualche frase sibillina buttata lì da willy nei suoi discorsi di poeta maledetto e infaticabile clochard. Eppure è proprio in quel luogo che un brutto giorno il poeta se n'è andato lasciando solo il fedele quadrupede.
A trent'anni suonati, hlynur non ha ancora trovato la forza di recidere il cordone ombelicale e vive ancora a casa della madre divorziata, linda. Il nostro eroe raramente si alza prima del crepuscolo; la notte la trascorre solitamente navigando su internet alla ricerca di siti pornografici o vegetando davanti alla televisione. Non mancano però le serate passate con i due inseparabili amici alla ricerca di qualche conquista sessuale e di nuove sbronze nei soliti locali notturni che si trovano nel centro storico di reykjavik, codice di avviamento postale 101.
La londra che non c'è più, la città proletaria e miserabile dei docks del tamigi pieni di barche e affollati di scaricatori; le misere stanze sovraccariche di avventure di poplar o della isle of dogs: gli orfani e i vecchi su cui incombe lo spettro degli ospizi di mendicità di dickensiana memoria, ancora, negli anni cinquanta del novecento; la lingua, l'orgoglio, la civiltà, forse, cockney: vite di londra come le ha viste e racconta la giovanissima levatrice laica andata a lavorare tra le suore di nonnatus house. In questo secondo,
Abbandonato dalla donna che ama, il protagonista del romanzo, che valse a piovene il premio strega nel 1970, lascia la città per trasferirsi nella casa avita in campagna qui viene sospettato dell'omicidio di una persona che nutriva per lui antichi rancori. Ha così inizio una fuga da sé e un ritiro dal mondo durante il quale incontrerà un redivivo fëdor dostoevskij; prima di decidere di fare ritorno al mondo dei morti, lo strano personaggio rivela al protagonista una sconvolgente verità: se il mondo dei vivi trabocca di esseri più simili ad astrazioni che a realtà, quello dei morti non è che la sua immagine speculare. All'uomo non resta che cercare dentro di sé le ragioni del suo rifiuto della realtà, quasi che la possibile soluzione si possa trovare solo nel passaggio dalla vita all'impassibile aldilà della scrittura. Per aspirare a una condizione che è insieme vita e morte, la condizione di chi, pur calato profondamente nella realtà, sente la propria solitudine come l'unica condizione possibile.
Il romanzo che ha ispirato l'omonimo film di guillermo del toro, vincitore del leone d'oro alla mostra del cinema di venezia 2017, vincitore del golden globe 2018 per il miglior regista, vincitore del premio oscar 2018 come miglior film. Guillermo del toro e daniel kraus hanno unito i loro talenti di narratori visionari e celebrati in tutto il mondo dando vita a una storia d'amore tormentata e struggente. Baltimora, 1962. Al centro di ricerca aerospaziale di occam è stata appena consegnata la «risorsa» più delicata e preziosa che abbia mai ricevuto: un uomo anfibio, catturato in amazzonia. Il suo arrivo segna anche l'inizio di un commovente rapporto tra la singolare creatura ed elisa, una donna muta che lavora al centro come addetta alle pulizie e usa il linguaggio dei segni per comunicare. Immaginazione, paura e romanticismo si mescolano in una storia d'amore avvincente, arricchita dalle illustrazioni di james jean e destinata a conquistare lettori e spettatori. La forma dell'acqua – the shape of water è una storia diversa da qualsiasi cosa abbiamo letto o visto finora. Una storia unica, creata e interpretata da due artisti capaci di farci sognare in ugual misura con un libro e con un film, con le parole e con le immagini.