Perché compriamo una cosa invece di un'altra? Che cosa influenza veramente le nostre decisioni, in mezzo alla valanga di messaggi che ci raggiungono ogni giorno? Una pubblicità che cattura l'occhio, uno slogan curioso, un jingle che non possiamo fare a meno di canticchiare? Oppure le decisioni di acquisto avvengono sotto la superficie, così in profondità nel nostro subconscio che non ne siamo coscienti se non in qualche raro caso? Martin lindstrom presenta in questo libro i risultati di una ricerca originale, durata tre anni e costata sette milioni di dollari, un esperimento d'avanguardia che ha frugato nei cervelli di duemila volontari di tutto il mondo, di cui sono state analizzate le reazioni davanti a pubblicità, marchi, spot commerciali, prodotti. I risultati sconvolgono molto di quel che si credeva su ciò che ci seduce e ci spinge a un acquisto. Un libro pieno di storie su come il cervello, i brand e le emozioni guidano le scelte del consumatore. Martin lindstrom fonde brillantemente marketing e neuroscienza e ci dà una comprensione più profonda delle forze dinamiche, in gran parte inconsce, che danno forma ai nostri processi decisionali.
Mettere a nudo la propria anima è un atto di coraggio e al tempo stesso di sfida. Confrontarsi prima di tutto con se stessi per riscoprire che si può esistere al di là dei ruoli e delle maschere che ricopriamo e che portiamo cuciti addosso come una seconda pelle. La poesia di simona bertocchi si leva dal profondo del suo essere, si inabissa in un oceano di emozioni e batte al ritmo di un'inquieta tentazione di amore sensuale. Siamo immobili,/ la danza incalza. / muti,/vibriamo di sensi e solitudine. I testi sono impreziositi dalle illustrazioni, eseguite a carboncino, di daniela moschetti.
Scritto negli anni della seconda guerra mondiale (e anche censurato dal governo giapponese per la freddezza con cui tanizaki guardava alla propaganda bellica), questo libro è la storia di quattro sorelle di osaka, delle loro vite vissute una accanto all'altra, dei sacrifici e degli squilibri affettivi che ognuna di loro può imputare alle altre e a se stessa. Una vicenda comune, intessuta di piccoli fatti e anche di risvolti tragici, descritta con un'analisi psicologica, che ne fa una vera e propria ricognizione dell'esistenza umana. Un romanzo che parla del suo tempo e delle sue contraddizioni, ma che lo travalica fin da subito, assumendo il respiro una parabola universale, senza terra e senza tempo.
Corre l'anno 885 e la terra degli angli è un regno in pace, ma diviso. I danesi hanno esteso i propri domini nei territori a nord, i sassoni hanno rafforzato il loro potere a sud. Un corso d'acqua separa i due mondi: il temes, l'odierno tamigi. Ma quando un'ondata vichinga assedia l'antica città di londra, insediandosi all'interno delle sue mura, il già delicato equilibrio sembra vacillare. I nuovi arrivati spadroneggiano nelle campagne, razziano i tranquilli villaggi del wessex, riducono in schiavitù donne e bambini. E i numerosi fortilizi, spuntati come funghi, non bastano a fermarli. Lord uhtred, signore di bebban-burg, impavido guerriero sassone cresciuto tra i danesi, ha combattuto duramente per il suo re. Ma la vita agiata e il rispetto acquisiti non lo soddisfano, e l'inettitudine dell'erede al trono mette a dura prova il suo animo avventuroso che vorrebbe tornare a brandire la spada, a battere i gelidi mari del nord, a conquistare quelle terre che gli spettano di diritto. Quando il pio alfredo chiede il suo aiuto per frenare l'orda nemica, uhtred non sa che fare. Deve scegliere fra il giuramento che lo lega al re e il pericoloso mulinello di alleanze che mutano e di poteri che passano di mano. Ma ha tra le mani le sorti di un regno, un'isola sferzata dal vento dove la pace duratura è ancora un miraggio: deve prestare fede alla sua promessa o seguire la via tracciata dalla spada? Saprà rendersi onore e tornare a combattere, in nome della futura inghilterra?
Ideale rappresentante dell'autunno del rinascimento, la 'gerusalemme liberata' divenne ben presto uno tra i libri più letti e amati in tutta europa. Tasso seppe descrivere con il suo poema un mondo umano e narrativo chiaroscurale, ricco di una tensione mai completamente risolta tra etica e desiderio, tra doveri nei confronti di una giustizia superiore e umanissimi cedimenti alle debolezze. Nel contrasto allargato alle grandi forze del cielo e dell'inferno, la 'liberata' comunica un profondo senso di crisi attraverso tutto il racconto, lasciando sempre al lettore un indefinibile sentimento di incertezza. Franco tomasi nella sua introduzione analizza l'orizzonte ideologico e la genesi del poema. Il ricco commento scioglie ogni difficoltà testuale e mette in luce il fìtto dialogo poetico con la tradizione epica e lirica di cui è tramato il poema.
Il 1887 rappresenta una data storica nella letteratura poliziesca. Nasce in quell'anno il più celebre detective di tutti i tempi: sherlock holmes. Anche se uno studio in rosso, il primo romanzo della serie, passò praticamente inosservato, qualche anno dopo però il segno dei quattro fu accolto con un favore di pubblico tale da rimanere celebre nella storia letteraria. Per quarant'anni doyle continuò a inventare storie sul celebre detective e sul suo inseparabile aiutante, amico e voce narrante, il dottor watson, creando un modello destinato a esercitare un'influenza decisiva su tutta la letteratura poliziesca. Da uno studio in rosso a il segno dei quattro, dal ben noto mastino dei baskerville a la valle della paura, a le avventure di sherlock holmes, l'investigatore si confronta con un caleidoscopio di casi sempre più complessi ricorrendo spesso al suo stratagemma preferito: travestirsi, da prete, da marinaio o da mendicante. Nell'ultima avventura delle memorie di sherlock holmes, doyle, ormai stanco del personaggio, ne decreterà la morte facendolo precipitare in un abisso. Sarà poi costretto dalle proteste del pubblico a farlo resuscitare: eccolo in gran forma nel ritorno di sherlock holmes. L'ultimo saluto raccoglie quattro straordinarie storie dell'investigatore, ancora agile e lucido nonostante gli anni. Il taccuino di sherlock holmes, l'insuperabile detective si aggira tra maggiordomi, tappeti persiani e preziosi servizi da tè.
'a shirley jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce'; con questa dedica si apre 'l'incendiaria' di stephen king. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne mary katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'estraneo (nella persona del cugino charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i 'brividi silenziosi e cumulativi' che - per usare le parole di un'ammiratrice, dorothy parker abbiamo provato leggendo 'la lotteria'. Perché anche in queste pagine shirley jackson si dimostra somma maestra del male - un male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai 'cattivi', ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.
Due cavalieri, uno bianco e uno nero, partono alla ricerca dell'ultimo discendente di federico ii. In un paese dilaniato dalle guerre tra fazioni e piegato dalla carestia, il modenese giovanni vezzani e il saraceno yusuf ibn gwasi vogliono rilanciare l'utopia del grande imperatore svevo. Inseguono l'esile filo d'una leggenda: perché prima di salire al patibolo, il giovane corradino di svevia, nipote di federico, avrebbe sposato una vergine napoletana che gli avrebbe dato un figlio. Inizia così un susseguirsi di imprevedibili avventure, da lucera, splendida città-giardino araba, alle brumose campagne padane, dalla rocca di castel del monte nelle murge alla toscana.
' . Uno dei pochi sommi capolavori del nostro secolo. Libro denso ed esultante, teso sul filo di una conoscenza minuta della letteratura gallese e irlandese, dei primordi greci ed ebraici'. Elémire zolla. ' ho sempre creduto che i grandi libri sulla mitologia siano, essi stessi, dei libri mitologici: ereditano una grande tradizione mitica, la raccolgono, la interpretano; e la continuano, facendo echeggiare di nuovo tra noi quei miti, avvolgendoci nella loro melodia, contagiandoci coi loro suoni, come migliaia di anni fa o in quell'istante miracoloso fuori dal tempo, in cui il mito per la prima volta esplose alla luce. Robert graves ha portato questo principio sino in fondo. Il risultato è un libro straordinariamente ricco e vivo, che di colpo ci fa abitare vicino alla misteriosa dea bianca, a eracle, alle sirene, alle mille divinità celtiche'. Pietro citati
Una misteriosa organizzazione criminale che si firma il cerchio rosso sta gettando nel panico l'inghilterra. Importanti uomini d'affari, influenti personaggi del mondo politico, esponenti dell'alta società, apparentemente nessuno riesce a sfuggire alla sua maledizione. Chiunque riceva l'ormai tristemente famoso biglietto con sopra stampati un cerchio rosso e poche ma precise istruzioni sa quale sarà il suo destino: o paga quanto richiesto o morirà. E infatti chi non ha accettato di sottomettersi al suo volere è stato brutalmente ucciso, a dispetto delle precauzioni prese. Nonostante il grande impegno, l'ispettore capo parr non riesce a risolvere il caso, così i suoi superiori decidono di affiancargli derrick yale, un geniale investigatore privato dotato di facoltà medianiche che gli hanno più volte permesso di smascherare astuti criminali. C'è una sola pista che potrebbe condurre a qualche risultato ed è rappresentata dalla giovane, affascinante e pericolosa thalia: nessuna delle persone con le quali entra in contatto viene risparmiata dal cerchio rosso. Inserito nella lista dei cento migliori gialli di tutti i tempi compilata dal critico inglese julian symons, il 'cerchio rosso' (1922) fu considerato dallo stesso wallace il suo capolavoro.