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Julien Tromeur


Classifica Libri Generale

Libri in questa classifica: 28389

Pagina 1935 di 2839

Posizione in classifica: 19341

La Fine Della Storia E Lultimo Uomo

Francis Fukuyama

Filosofia - Filosofia sociale

La Fine Della Storia E Lultimo Uomo
Uno dei testi più citati e meno letti della storia della filosofia politica. Un classico profetico. Oggi più attuale che mai «il primo libro che coglie appieno i mutamenti destinati a dilagare in tutto il mondo. Un vero capolavoro» - george gilder, the washington post «un'affascinante cornice storico-filosofica in cui leggere il ventunesimo secolo» - tom wolfefin dalla sua prima apparizione nel 1992,
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 12/04/2025

Posizione in classifica: 19342

Medaglia Al Valore

Andy McNab

Narrativa estera - Spy story

Medaglia Al Valore
Un romanzo ad alto tasso di adrenalina ed emozione, nel quale continui capovolgimenti di fronte lasciano il lettore con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina. 'i suoi romanzi sono stati parte del mio addestramento: realistici e pieni di azione, con un protagonista che, come me, vive nell'ombra' - comandante alfa 'l'esperienza di prima mano dell'autore in campo militare rende l'azione di medaglia al valore unica ed esaltante' - daily express quando un giovane soldato viene colpito alla testa da un proiettile presso la rinomata killing house del reggimento, nick stone, che come nessun altro conosce il mondo delle forze speciali, si lancia nelle indagini per fare chiarezza sulle misteriose circostanze che hanno portato alla morte del ragazzo. Arrivato da mosca, dove ha lasciato il figlio e la compagna nella speranza che lì, senza di lui, siano al sicuro, stone dovrà attingere a ogni sua risorsa per mantenere la concentrazione. Ma meno di quarantotto ore dopo un nuovo omicidio lo lancia sotto il fuoco nemico, nel mirino di un assassino che agisce nell'ombra a difesa di un segreto capace di scardinare le istituzioni che stone ha protetto per tutta la vita. Trascinato dalle indagini, stone si ritrova scaraventato in un confessionale a glencoe, nel galles, e poi nel sud della spagna, nel tentativo sempre più disperato di svelare la verità dietro una serie di tragici eventi iniziati all'ombra delle colline afgane.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 04/06/2025

Posizione in classifica: 19343

L' Amica Sbagliata

Cass Green

Narrativa estera - Thriller

L" Amica Sbagliata
Se decidi di confidare i tuoi segreti, assicurati di farlo con la persona giusta… «tra la ragazza del treno e diario di uno scandalo. L'ho divorato. » - erin kelly «cass green immagina che il tuo peggiore incubo abiti proprio nella casa accanto alla tua: un thriller genuinamente inquietante. » - claire seeber «un'esplorazione riuscitissima del potere che hanno i segreti di distruggere la tua vita. » - psychologies «sono stata catturata immediatamente dalla narrazione di hester - una pensionata con il cuore di tenebra e un'anima nera dietro i fili di perle e i twin set pastello. » - ruth ware tutti, prima o poi, possono aver bisogno di un buon vicino di casa… melissa ed hester abitano l'una accanto all'altra da diversi anni: hester è stata quasi una nonna per la figlia di melissa, e negli anni si sono sempre date tutto l'aiuto possibile. O almeno così la pensa lei. Vedova, sola se non per la compagnia del suo cane, hester osserva la vita di melissa, e si sente tagliata fuori ora che la giovane vicina sembra non avere più bisogno di lei. Ora che la vita scintillante che conduce sembra averle fatto dimenticare la vecchia amica. Così, quando hester, spiando, scopre che melissa sta organizzando una festa e non l'ha invitata, non riesce a crederci. Si sente come se melissa avesse deciso di cancellarla dalla faccia della terra, e decide che non può più andare avanti così. Deve fare qualcosa. Qualcosa per far tornare a fiorire la loro vecchia amicizia. Deve trovare il modo per farsi invitare alla festa. Così, tutto sarà risolto. Le cose torneranno come prima. O forse, verranno a galla altre cose. Cose che sarebbe stato meglio lasciare sepolte. Perché quando hai confessato a qualcuno i tuoi peggiori segreti, non te ne libererai mai più. Un thriller serratissimo da una nuova voce della narrativa inglese, ai vertici di tutte le classifiche: una lettura che vi porterà a sospettare di tutti, anche - e soprattutto - di quelli più vicini.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 25/10/2020

Posizione in classifica: 19344

Il Tradimento
Globalizzazione E Immigrazione, Le Menzogne Delle élite

Federico Rampini

Società - Fenomeni sociologici

Il Tradimento<br>Globalizzazione E Immigrazione, Le Menzogne Delle élite
Il mondo sembra impazzito. Stagnazione economica. Guerre civili e conflitti religiosi. Terrorismo. E, insieme, la spettacolare impotenza dell'occidente a governare questi shock, o anche soltanto a proteggersi. Senza una guida, abbandonate dai loro leader sempre più miopi e irrilevanti, le opinioni pubbliche occidentali cercano rifugio in soluzioni estreme. Alla paura si risponde con la fuga all'indietro, verso l'isolamento da tutto il male che viene da «là fuori» e il recupero di aleatorie identità nazionali. Globalizzazione e immigrazione sono i due fenomeni sotto accusa. Il tradimento delle élite è avvenuto quando abbiamo creduto al mantra della globalizzazione, quando il pensiero politically correct ha recitato la sua devozione a tutto ciò che è sovranazionale, a tutto ciò che unisce al di là dei confini, dal libero scambio alla finanza globale. Il triste bilancio è quello di aver reso i figli più poveri dei genitori. Il tradimento delle élite si è consumato quando abbiamo difeso a oltranza ogni forma di immigrazione, senza vedere l'enorme minaccia che stava maturando dentro il mondo islamico, l'ostilità ai nostri sistemi di valori. Quando abbiamo reso omaggio, sempre e ovunque, alla società multietnica, senza voler ammettere che questo termine, in sé, è vuoto: non indica il risultato finale, il segno dominante, il mix di valori che regolano una comunità capace di assorbire flussi d'immigrazione crescenti. E il tradimento è continuato praticando l'autocolpevolizzazione permanente, un riflesso pavloviano ereditato dall'epoca in cui «noi» eravamo l'ombelico del mondo: come se ancora oggi ogni male del nostro tempo fosse riconducibile all'occidente, e quindi rimediabile facendo ammenda dei nostri errori. In questo acuto pamphlet di denuncia – inclusa un'autocritica sul ruolo dei media – federico rampini indica le possibili vie d'uscita: un'economia liberata dai ricatti delle multinazionali e dei top manager; un'immigrazione governata dalla legalità e nella piena osservanza dei nostri princìpi; una democrazia che torni a vivere della partecipazione e del controllo quotidiano dei cittadini; e, infine, un dibattito civile ispirato all'obiettività e al rispetto dell'altro, non ai pregiudizi, all'insulto e alla gogna mediatica dei social.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 25/12/2023

Posizione in classifica: 19345

La Scintilla
Da Tripoli A Sarajevo Come L'Italia Provocò La Prima Guerra Mondiale

Franco Cardini

Archeologia - Dalla preistoria

La Scintilla<br>Da Tripoli A Sarajevo Come L"Italia Provocò La Prima Guerra Mondiale
All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di tripolitania e cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'egitto e dell'algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 07/10/2021

Posizione in classifica: 19346

La Jolanda Furiosa

Luciana Littizzetto

Narrativa italiana - Comicità in tv

La Jolanda Furiosa
'il punto g (ve lo spiego un po' col linguaggio della navigazione) si situa a circa sette, otto centimetri sulla rotta della jolanda. A l'intérieur. Questo rassicura anche chi ha un walter mignon, piccolo come il tappo del moscato. ' nessuno come luciana littizzetto riesce a far ridere prendendo in giro i nostri costumi. E quello che c'è sotto. Insomma, per capirsi, quelle cose lì che ognuno chiama un po' come vuole, ma quando lei le chiama il walter e la jolanda la risata è irresistibile, imperiosa, incontinente. Nessuno riesce a rendere sublimi anche gli argomenti più triviali, e a trascinare a terra, a portata di mano e di sbeffeggio, quelli più alti. O forse semplicemente sopravvalutati. Finiscono così sotto una gragnola di guizzi comici la pubblicità, fatta di scoiattoli che spengono gli incendi con una puzzetta o di campioni del calcio (tanto per non fare nomi, beckham) con un walter che riempie l'intero cartellone: 'avete presente una baguette, un arrosto per dodici persone, un bob a due, l'uovo di pasqua del bar, quello della lotteria pasquale? ' . Le banche, con i loro comodissimi codici iban: 'È il numero più lungo del mondo. Un numero lungo come le balle dei cani da caccia'. Gli uomini, che girano per casa coi bragoni da ginnastica ascellari o peggio ancora nudi, 'con una pancetta a meloncino rosa dove l'ombelico pare il buco che si fa per metterci dentro il porto'. I politici: 'che fine ha fatto prodi, con l'occhiale montatura telefunken e il viso a forma di tetrapak? ' .
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 21/06/2021

Posizione in classifica: 19347

L' Oceano Di Mezzo
Un Viaggio Lungo 24.539 Miglia

Federico Rampini

Società - Documenti giornalistici

L" Oceano Di Mezzo<br>Un Viaggio Lungo 24.539 Miglia
Tre oceani e quattro continenti. Federico rampini ci racconta grande storia e vita quotidiana di tanti luoghi e personaggi indimenticabili. E forse qualche lezione appresa. «nella mia vita di nomade non ho mai smesso la ricerca di radici. Immaginarie, costruite, conquistate. Ma indispensabili. » le austere memorie di genova, le atmosfere nordiche di bruxelles e le sorprese di parigi, l'iniziazione all'oriente in indonesia, poi verso ovest a respirare l'aria decadente di new york, lo spaesamento di san francisco, a riscoprire un'armonia celeste di pechino, i bambini del sichuan, le case a fior d'acqua del kerala, il destino marittimo di tokyo, le sorgenti del nilo. Tre oceani e quattro continenti. Federico rampini ci racconta grande storia e vita quotidiana di tanti luoghi e personaggi indimenticabili. E forse qualche lezione appresa.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 25/09/2021

Posizione in classifica: 19348

L' Isola Dei Fucili
Copia Autografata

Amitav Ghosh

Narrativa estera - Recente

L" Isola Dei Fucili<br>Copia Autografata
Un viaggio mirabolante, che attraverserà secoli e terre, e in cui antiche leggende e miti acquistano un nuovo significato in un mondo come il nostro, dove la guerra tra profitto e natura sembra ormai non lasciare più vie di scampo al di là dei mari. «un avvincente romanzo del nostro tempo, costruito attorno ai due argomenti più dibattuti del mondo contemporaneo: il cambiamento climatico e le migrazioni» – rumaan alam, the washington post «questo è sì un romanzo (intriso peraltro di una felicissima vena narrativa, per ampi tratti perfino avventurosa), ma l'ho percepito al tempo stesso come un saggio più che mai toccante sull'abbandono della propria terra, sullo strazio del viaggio senza meta, sul mercimonio della disperazione» – stefano massini, robinson «ghosh riesce nell'incredibile impresa di affrontare il cambiamento climatico attraverso un avvincente romanzo d'avventura» – melanie finn, the new york times book review commerciante di libri rari e oggetti d'antiquariato, deen datta vive e lavora a brooklyn, ma è nato nel bengala, terra di marinai e pescatori. Non c'è stato perciò tempo della sua infanzia in cui le leggende fiorite nelle mutevoli piane fangose del suo paese, affascinanti storie di mercanti che scappano al di là del mare per sfuggire a dee terribili e vendicatrici, non siano state parte del suo mondo fantastico. In uno dei suoi ritorni a calcutta, o kolkata come viene detta oggi, deen ha la ventura di incontrare kanai dutt, un lontano parente ciarliero e vanesio che, per sfidarlo sul terreno delle sue conoscenze del folklore bengali, gli narra la storia di bonduki sadagar, che nella lingua bengali o bangla significa «mercante di fucili». Bonduki sadagar era, gli dice, un ricco mercante che aveva fatto infuriare manasa devi, la dea dei serpenti e di ogni altra creatura velenosa, rifiutando di diventare suo devoto. Tormentato dai serpenti e perseguitato da alluvioni, carestie, burrasche e altre calamità, era fuggito, trovando riparo al di là del mare in una terra chiamata bonduk-dwip, «isola dei fucili». Braccato, infine, di nuovo da manasa devi, per placare la sua ira, era stato costretto a far erigere un dhaam, un tempio in suo onore nelle sundarban, nelle foreste di mangrovie infestate da tigri e serpenti. La leggenda del mercante dei fucili resterebbe tale per deen, una semplice storia, cioè, da custodire nell'armadio dei ricordi d'infanzia, se il vanesio kanai non aggiungesse che sua zia nilima bose ha visto il tempio e sarebbe ben lieta se deen l'andasse a trovare. Comincia così, per il commerciante di libri rari di brooklyn, uno straordinario viaggio sulle tracce di bonduki sadagar che dalle sundarban, la frontiera dove il commercio e la natura selvaggia si guardano negli occhi, il punto esatto in cui viene combattuta la guerra tra profitto e natura, lo porterà dall'india a los angeles, fino a venezia.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 14/06/2021

Posizione in classifica: 19349

L' Isola Dei Fucili

Amitav Ghosh

Narrativa estera - Recente

L" Isola Dei Fucili
Un viaggio mirabolante, che attraverserà secoli e terre, e in cui antiche leggende e miti acquistano un nuovo significato in un mondo come il nostro, dove la guerra tra profitto e natura sembra ormai non lasciare più vie di scampo al di là dei mari. «un avvincente romanzo del nostro tempo, costruito attorno ai due argomenti più dibattuti del mondo contemporaneo: il cambiamento climatico e le migrazioni» – rumaan alam, the washington post «questo è sì un romanzo (intriso peraltro di una felicissima vena narrativa, per ampi tratti perfino avventurosa), ma l'ho percepito al tempo stesso come un saggio più che mai toccante sull'abbandono della propria terra, sullo strazio del viaggio senza meta, sul mercimonio della disperazione» – stefano massini, robinson «ghosh riesce nell'incredibile impresa di affrontare il cambiamento climatico attraverso un avvincente romanzo d'avventura» – melanie finn, the new york times book review commerciante di libri rari e oggetti d'antiquariato, deen datta vive e lavora a brooklyn, ma è nato nel bengala, terra di marinai e pescatori. Non c'è stato perciò tempo della sua infanzia in cui le leggende fiorite nelle mutevoli piane fangose del suo paese, affascinanti storie di mercanti che scappano al di là del mare per sfuggire a dee terribili e vendicatrici, non siano state parte del suo mondo fantastico. In uno dei suoi ritorni a calcutta, o kolkata come viene detta oggi, deen ha la ventura di incontrare kanai dutt, un lontano parente ciarliero e vanesio che, per sfidarlo sul terreno delle sue conoscenze del folklore bengali, gli narra la storia di bonduki sadagar, che nella lingua bengali o bangla significa «mercante di fucili». Bonduki sadagar era, gli dice, un ricco mercante che aveva fatto infuriare manasa devi, la dea dei serpenti e di ogni altra creatura velenosa, rifiutando di diventare suo devoto. Tormentato dai serpenti e perseguitato da alluvioni, carestie, burrasche e altre calamità, era fuggito, trovando riparo al di là del mare in una terra chiamata bonduk-dwip, «isola dei fucili». Braccato, infine, di nuovo da manasa devi, per placare la sua ira, era stato costretto a far erigere un dhaam, un tempio in suo onore nelle sundarban, nelle foreste di mangrovie infestate da tigri e serpenti. La leggenda del mercante dei fucili resterebbe tale per deen, una semplice storia, cioè, da custodire nell'armadio dei ricordi d'infanzia, se il vanesio kanai non aggiungesse che sua zia nilima bose ha visto il tempio e sarebbe ben lieta se deen l'andasse a trovare. Comincia così, per il commerciante di libri rari di brooklyn, uno straordinario viaggio sulle tracce di bonduki sadagar che dalle sundarban, la frontiera dove il commercio e la natura selvaggia si guardano negli occhi, il punto esatto in cui viene combattuta la guerra tra profitto e natura, lo porterà dall'india a los angeles, fino a venezia.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 14/06/2021

Posizione in classifica: 19350

Qualcosa, Là Fuori

Bruno Arpaia

Narrativa estera - Recente

Qualcosa, Là Fuori
Un romanzo visionario e attualissimo, che ci fa vivere le estreme conseguenze del cambiamento climatico già in atto e realizza quel «ménage à trois» fra scienza, arte e filosofia. «grazie a bruno arpaia per avere scritto questo libro. Leggiamolo e chiediamo alla politica di fare le scelte giuste. Non abbiamo trasformato il mondo nel sogno di lennon, la fratellanza di uomini senza stati, religione, proprietà, che vive in pace condividendo il mondo. Possiamo almeno cercare di lasciare alle generazioni future un mondo dove possano vivere. Il futuro dipende dalle nostre scelte. » - il corriere della sera pianure screpolate, argini di fango secco, fiumi aridi, polvere giallastra, case e capannoni abbandonati: in un'europa prossima ventura, devastata dai mutamenti climatici, decine di migliaia di «migranti ambientali» sono in marcia per raggiungere la scandinavia, diventata, insieme alle altre nazioni attorno al circolo polare artico, il territorio dal clima più mite e favorevole agli insediamenti umani. Livio delmastro, anziano professore di neuroscienze, è uno di loro. Ha insegnato a stanford, ha avuto una magnifica compagna, è diventato padre, ma alla fine è stato costretto a tornare in un'italia quasi desertificata, sferzata da profondi sconvolgimenti sociali e politici, dalla corruzione, dagli scontri etnici, dalla violenza per le strade. Lì, persi la moglie e il figlio, per sedici anni si è ritrovato solo in un mondo che si sta sfaldando, senza più voglia di vivere, ma anche senza il coraggio di farla finita. Poi, come migliaia di altri, ha pagato guide ed esploratori e ora, tra sete, fame e predoni, cammina in colonna attraverso terre sterili, valli riarse e città in rovina, in un continente stravolto e irriconoscibile… un romanzo visionario e attualissimo, che ci fa vivere le estreme conseguenze del cambiamento climatico già in atto e realizza quel «ménage à trois» fra scienza, arte e filosofia che, come sosteneva italo calvino, costituisce la vocazione profonda della migliore letteratura italiana.
Punteggio: 603
                   

Ultimo aggiornamento punteggio: 23/06/2023

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