Un'antica opera lirica. Uno strano furto. Un'indagine inquietante per il commissario calligaris. Mentre le prime avvisaglie della pandemia cominciano a preoccupare il mondo, adalgisa calligaris riceve in commissariato la denuncia di filippo acquacheta: qualcuno avrebbe rubato dalla tenuta della sua famiglia lo spartito di un'antica opera lirica, chiamata rosamunda. Lui e suo zio fortunato l'hanno cercata ovunque, ma senza successo. Peccato che dell'esistenza di quest'opera non ci sia alcuna prova. Lo zio di filippo ne sarebbe infatti venuto a conoscenza in sogno, su indicazione nientemeno che di giuseppe verdi. Adalgisa, impossibilitata ad accettare la denuncia del furto di qualcosa che probabilmente non esiste, manda via il ragazzo. Ma quella che sembrava una storia strampalata si trasforma ben presto in qualcosa di più. Malachia capoccetti, membro della squadra che gli acquacheta avevano ingaggiato per cercare l'opera, viene trovato morto pochi giorni dopo: nonostante l'assurdità della storia, adalgisa non può che cominciare a indagare.
Quando maureen paschal, giovane giornalista nota per le sue ricerche sulla figura di maria maddalena, riceve una lettera da bérenger sinclair, un nobile scozzese che la invita nel suo castello in francia il giorno del solstizio d'estate per rivelarle un segreto che la riguarda, non sa che si sta lanciando in un'avventura densa di misteri e di morte. Guardando una fotografia di maureen, sinclair ha riconosciuto l'anello che la donna ha al dito, donatole da un antiquario di gerusalemme. Secondo la leggenda, solo l'eletta può portarlo, colei a cui è dato di scoprire i papiri segreti che maria maddalena ha portato con sé fuggendo dalla galilea, e che sono nascosti in linguadoca. Sono testi rivoluzionari, che molti hanno cercato invano di recuperare nel corso dei secoli e che raccontano del legame tra la maddalena e gesù, e dei figli nati dal loro matrimonio. Ma sinclair non è l'unico a interessarsi ai preziosi papiri. Anche una setta segreta, la temibile corporazione dei giusti, è disposta a tutto, persino all'omicidio, pur di impadronirsene.
L'incontro casuale con il nome di un compagno del liceo nell'elenco del telefono suscita nel narratore l'improvviso ricordo di un amico e di un'età perduta. È la scintilla che risveglia un'incursione nei territori della memoria: il liceo, la colonia penale dell'adolescenza, la passione per la fotografia, la bella che tutto trasfigura e in cui ci si perde, il lavoro nell'orto del nonno, il rifugio dei libri, l'esperienza di una radio libera prima, di un circolo culturale poi. Sullo sfondo, la guerra del vietnam, la contestazione, le prime avvisaglie di quella che diventerà la lotta armata. Marani lavora come traduttore principale e revisore presso il consiglio dei ministri dell'unione europea a bruxelles.
Ai primi freddi dell'autunno, tra le foglie dei ginkgo biloba che ingialliscono lungo i viali dell'orto botanico di milano, viene denunciata la scomparsa di una donna. Si tratta di viviana, un'affascinante professoressa di inglese, che sparisce in compagnia di un suo giovane studente. La stampa si scaglia subito contro la bella quarantenne, soprannominandola giglio nero, e le prime pagine dei giornali gridano allo scandalo. La fidanzata del ragazzo, invece, ne approfitta per versare le sue lacrime passando da un programma televisivo all'altro. Ma la fuga dei due amanti misteriosi riguarda da vicino anche le miss marple del giambellino, libera e la madre iole, che si mettono sulle tracce della coppia. È uno dei corteggiatori della fioraia milanese, il cuoco furio, a chiedere il loro intervento, perché teme che viviana - a cui sembra essere molto (troppo? ) legato - sia rimasta vittima di uno stalker. In effetti, le donne scoprono di non essere le sole a seguire di nascosto lo strano duo, e cominciano a intravedere un intrigo ben diverso dalla fuga romantica. Per libera saranno giornate di frenetici pedinamenti tra milano, il lago di como e i colli di roma, con il pensiero rivolto a un'altra ricerca - quella di un rapinatore che potrebbe essere suo padre - e il cuore appesantito da un interrogativo che non la fa dormire: le sue indagini metteranno in crisi la storia appena nata con gabriele? Dopo tanto tempo e tanta attesa, è davvero lui l'uomo che stava aspettando?
Dall'autore di perché siamo antipatici? Il libro che spiega il divorzio tra i cittadini e la politica«se in tante democrazie il popolo è in rivolta verso l'establishment, se in america gli operai hanno preferito lo scorrettissimo miliardario trump alla correttissima democratica clinton, se nel regno unito le periferie e le campagne hanno decretato la vittoria della brexit, se in francia i ceti popolari guardano a marine le pen, se tutto ciò accade, il divorzio fra sinistra e popolo non può più essere pensato come un fenomeno solo italiano. »dodici anni dopo la pubblicazione di perché siamo antipatici? Luca ricolfi torna sui temi che hanno fatto unanimemente apprezzare la sua ricerca, ripercorrendo i cambiamenti sociopolitici degli ultimi quarant'anni, dalle origini della globalizzazione alla crisi delle economie avanzate, per arrivare a una dolorosa, stringente riflessione: ovunque in occidente il popolo cerca protezione dalle conseguenze della crisi e dalle fragilità dello scenario globale, ma la sinistra inevitabilmente impegna le sue energie per sminuire i problemi che gli elettori percepiscono come principali: disoccupazione, politiche di austerità, immigrazione, terrorismo. Se dunque, al di qua quanto al di là dell'atlantico, i cittadini alzano aggressivamente la testa nei confronti di una sinistra impotente quando non addirittura cieca di fronte all'onda montante di paura che li travolge, non è così strano che il populismo si proponga come risposta, per quanto sommaria e inadeguata, alle angosce del presente.
Una serie di oscuri delitti. Una setta misteriosa in cerca di vendetta. Un testamento scomparso che lascia dietro di sé una scia di sangue. Palermo. Il proprietario di una libreria che vende testi antichi viene brutalmente ucciso e il colpo mortale è inferto da un pugnale che pare risalire al cinquecento. Dopo qualche giorno, un cultore di libri d'epoca viene ucciso a firenze, e l'arma usata dall'assassino è un pugnale uguale a quello del delitto siciliano. Le indagini conducono a una setta nata in italia alla fine del quattrocento e sopravvissuta fino ai giorni nostri: quella dei frateschi. Gli adepti, fedeli all'insegnamento di girolamo savonarola, hanno cercato per secoli il testamento che il frate affidò ai discepoli prima di essere arrestato, perché lo occultassero e lo rendessero noto solo dopo la sua morte. Ma nessuno lo ha mai ritrovato. Fino a oggi: nel corso di lavori di restauro nella basilica di san domenico a palermo, un muratore lo rinviene in una scatola sigillata. Ma la sua sorte è segnata: muore ucciso da uno di quegli antichi pugnali. E il testo scompare. Quando la morte arriva anche a roma, servirà la collaborazione di un giovane monsignore del vaticano per far luce sulla scia di sangue che pare non avere fine. Chi si nasconde dietro gli omicidi? Chi muove i fili di questo intricato complotto?
Chi è il book blogger e cosa fa? Cosa significa oggi fare critica letteraria 2. ? Il libro di giulia ciarapica propone un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in rete: dal blog ai social network e youtube, tutti gli strumenti sono utili per parlare di letteratura e per farlo in modo originale, fresco, ironico e creativo. Senza dimenticare però che dietro ogni blogger c'è prima di tutto un lettore, che ogni giorno si informa, confronta testi e cerca di trasmettere la propria passione al pubblico (piccolo o grande che sia) con un linguaggio chiaro e semplice. Partendo dai ferri del mestiere e dalla scelta dei testi, passando per le fasi della recensione e i relativi stili, senza lesinare consigli pratici e di lettura, book blogger ci conduce alla scoperta di un mondo in grande fermento, provando anche a tracciare una mappa per orientarcisi: dai primissimi portali e lit-blog italiani alle ultime tendenze sui social, per arrivare ai siti contemporanei più attivi e seguiti e al fenomeno degli youtuber.
«il cibo ha una storia spaventosa, eroica, miracolosa. La scrittura sacra contiene narrazioni di provviste dal cielo. La parola fame è stata più temuta della parola guerra, della parola peste, di terremoti, incendi, inondazioni. Si è ammansita presso di noi l'ultima virata di bordo del secolo, permettendo insieme alla medicina la prolunga inaudita dell'età media. Si è costituita una scienza dell'alimentazione. Lentamente le porzioni si sono trasformate in dosi, le etichette forniscono l'apporto in calorie. Sono di un'epoca alimentare precedente a questa, basata sulla scarsa quantità e varietà. Mi è rimasto in bocca un palato grezzo, capace di distinguere il cattivo dal buono, ma povero di sfumature intermedie. Ho le papille del 1900. Qui ci sono storie mie di bocconi e di bevande, corredo alimentare di un onnivoro. »così scrive nella premessa erri de luca, che subito ci conduce fra odori e sapori che raccontano di lui ma anche di un mondo perduto di pranzi della domenica al profumo di ragù, di pasti consumati in cantiere e nei campi base in ascesa sulle vette, e di osterie, dove le generazioni si mischiavano, 'stanze di popolo'. Un mondo che si fa materia e trasmissione di cultura anche grazie alle ricette della nonna emma e della zia lillina, trascritte dalla cugina alessandra ferri e condivise con i lettori. Le pagine trovano un contrappunto negli interventi del biologo nutrizionista valerio galasso, che riprende dal punto di vista scientifico queste storie di cibo familiare, approfondendone il valore e offrendo una chiave per un sano comportamento alimentare.
«centro dei suoi sogni era lui stesso, padrone di sé, ricco, felice. »una vita avrebbe dovuto intitolarsi, significativamente, un inetto: abulico, inadatto alla vita e incapace di sollevarsi al di fuori di una sterile quanto vaga ambizione è infatti il protagonista, alfonso nitti, piccolo impiegato della banca maller, giunto a trieste da un paesino della campagna. Qui conduce un'esistenza meschina, tra le piccole rivalità d'ufficio e la quotidianità banale della casa presso cui è pensionante, quella dei lanucci. L'incontro con annetta, la figlia del suo principale, sembra segnare una svolta. Primo romanzo di svevo, una vita riecheggia la condizione dell'autore, impiegato di banca dalle velleità letterarie, ma con la sua straordinaria capacità di introspezione e analisi psicologica esce dai confini del biografismo per delineare un magistrale ritratto della condizione umana.
Sarah è a servizio a longbourn house da quando era bambina, ma non si è ancora rassegnata a certi compiti ingrati quali lavare la biancheria e svuotare i pitali dei signori. Questa pesante routine senza svaghi la opprime: non vuole accontentarsi di mandare avanti la casa d'altri come mrs hill, la governante, fa da sempre. Perciò, quando un giorno di settembre mr bennet assume a sorpresa un nuovo valletto, la gioia per la novità è grande. James ha il fisico asciutto e gli avambracci scuriti dal sole. Lavora di buon umore, fischiettando, ed è gentile, ma dà poca confidenza. Sembra sapere tante cose, eppure sul suo passato è stranamente vago. Ama i cavalli e dorme nel solaio della stalla: li, su una mensola, ha dei libri e, sotto il letto, una sacca scolorita piena di conchiglie. È un mondo intero quello che apre per sarah, una nuova geografia di orridi, vallette in fiore e campi di battaglia. Ispirato al non detto di