Petra hammesfahr è una delle autrici tedesche di thriller più vendute e amate dal pubblico e dalla critica. La stampa l'ha spesso paragonata a patricia highsmith per la capacità di scavare nella psiche dei personaggi e di creare storie inquietanti. È un afoso pomeriggio di luglio quando cora bender, insieme al marito gereon e al figlio di due anni, arriva sulla spiaggia affollata di un grande lago appena fuori città. Un sabato qualunque, una famiglia qualunque: una coperta, un cestino da picnic, qualche giocattolo; lui seduto su una sdraio a prendere il sole, lei che sbuccia una mela al bambino. Finché cora non sente quella musica vibrare nelle orecchie. Si volta, e alle sue spalle vede un gruppo di ragazzi con lo stereo acceso. Il ritmo dei bassi martella nelle sue tempie, sempre più assordante, mentre un giovane dai capelli neri si sdraia sopra la sua ragazza e inizia a baciarla con passione. È solo un attimo, cora si alza all'improvviso, il coltello in mano, e si getta su di lui: una pugnalata alla nuca, e quando lui si gira tentando di fermarla, lei lo colpisce ancora. E ancora. Finché gereon, ripresosi dallo shock che lo ha quasi paralizzato, riesce a strappare via il coltello alla moglie e a bloccarla a terra, tra le grida di orrore dei bagnanti. Si tratta davvero di un inspiegabile raptus di follia, o c'è dell'altro? Il commissario rudolph grovian indaga…
L'opera, tra le più brillanti di sören kierkegaard, inizia con una riflessione sulla forza della fede che dimostra di avere abramo quando dio gli ordina di sacrificare suo figlio isacco. Il pensatore danese espone quattro possibili alternative che l'uomo avrebbe potuto scegliere fallendo, però, nella prova di fede a cui era stato sottoposto. Offre, nel corso dell'analisi di queste, la propria interpretazione della vicenda. Johannes de silentio (pseudonimo di kierkegaard) pur ammirando profondamente la fede di abramo non riesce, però, a comprenderla fino in fondo e a farla sua.
A natale siamo tutti più buoni. E, nel caso di malù ferrari, archeologa con la passione per il giallo, anche più testardi e perspicaci del solito. Può un corso di pasticceria aprire le porte di un'indagine? Certo, se gli investigatori sono i quattro coinquilini di via atri 36. L'innata curiosità di malù la porta a seguire un laboratorio di cake design al vomero hill, un lussuoso albergo napoletano, ed è qui che emiliano, un compagno di corso, la coinvolge in un'indagine non ufficiale sulla morte della madre, ex direttrice dell'hotel. Il caso è stato archiviato come
A bishop's lacey, il paesino addormentato dove dimora l'undicenne flavia de luce, qualche scompiglio e un po' di bizzarria sono portati da una strana coppia. Sono rupert porson e la compagna nialla: un guitto che recita spesso quando parla e una maliarda dai capelli rossi, burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette. Ma che ci fanno i due in quell'angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni cinquanta? Davvero sono lì solo per recitare ii fagiolo magico in parrocchia? A flavia basta un'ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune. E infatti è la chimica a offrirle il primo spunto per le sue scoperte indiscrete e curiose. Fuggendo ad ogni momento dal maniero semirovinato, dove il suo tempo trascorre tra il laboratorio, un litigio con le sorelle e un tè con il padre, incontra strane persone: una matta che gira per il bosco e sembra conoscere segreti, un tedesco ex prigioniero di guerra bello come un dio; orecchia di nascosto sospette conversazioni; apprende dal dolore insano di una madre la storia di un bambino morto impiccato. Fino a che si trova ad essere spettatrice di un'altra, clamorosa, morte, carica di un sinistro simbolismo, continuazione forse di un più antico enigma. «È normale a 11 anni essere inaffidabile» ma stavolta flavia rischia grosso.
C'erano una volta due fratelli. Jacob ama la notte. Ne avverte l'oscu-rità sulla pelle come un mantello intessuto di libertà e pericolo. E di notte lo specchio, occhio scintillante tra le librerie, lo attira, denso di promesse, dallo studio del padre scomparso.
La vita appartata che la quattordicenne mitzy hatcher trascorre in un tranquillo paesino del dorset cambia completamente il giorno in cui il famoso pittore charles aubrey decide di trascorrere le estati lì assieme alle figlie e alla sua compagna, celeste. Dopo aver fatto amicizia con la giovane delphine, mitzy si rende conto che è affascinata dal padre dell'amica, il quale, colpito dal suo aspetto selvaggio e originale, inizia a ritrarla. La famiglia aubrey torna ogni anno e mitzy vive in attesa del loro arrivo, ma la sua ossessione per charles cresce fino a raggiungere il culmine nel 1939, quando la ragazza avvelena Élodie, la sorella minore di delphine, e celeste. La famiglia aubrey è distrutta per sempre e charles decide di partire per la guerra. Mitzy invece resta e, nonostante i sensi di colpa, giura a se stessa che non rivelerà mai a nessuno la verità sull'accaduto. Molti anni dopo, il giovane gallerista d'arte zach gilchrist si imbatte per caso in un quadro di charles aubrey e rimane talmente colpito dall'intensità di quei tratti che decide di andare nel dorset per fare luce sui fatti angoscianti che caratterizzarono gli ultimi anni di vita del pittore.
Un affascinante itinerario geografico e filosofico in un'attenta biografia resa un romanzo appassionante. Nel 1832, all'età di ventidue anni, un giovane laureato di cambridge, charles darwin (1809-1882), deciso a infrangere le tradizioni familiari che lo volevano medico o ecclesiastico, partecipa e vince il concorso per la posizione di naturalista sul beagle, un brigantino della royal navy che avrebbe compiuto un lungo viaggio intorno al mondo con lo scopo di eseguire ricerche scientifiche. Dalle canarie al brasile, dalla terra del fuoco e fino all'australia passando da capo verde, dalle isole falkland e soprattutto dalle galápagos, darwin si dedicò a raccogliere e riordinare materiale di natura biologica e geologica. Tornò cinque anni dopo carico di piante e animali ancora sconosciuti, con i quaderni pieni di appunti per quella che sarà la sua opera più importante, l'origine delle specie, pubblicata nel 1859, e destinata a scuotere le fondamenta del sapere e in particolare le teorie creazioniste fino ad allora imperanti.
Che senso ha la vita? Perché sono qui? Perché dovrei fare la cosa giusta? E che cos'è la cosa giusta? Sono domande tutt'altro che facili. Ma alcune delle menti più brillanti della storia hanno lasciato idee e linee di condotta per il nostro benessere psicologico. Le concezioni di platone sul bene e sul male, il consiglio di aristotele di seguire in ogni situazione ragione e moderazione, i pensieri di kierkegaard sulla morte, la saggezza tradizionale degli 'i ching' o la teoria dell'imperativo di kant possono rivelarsi straordinariamente utili per affrontare problemi concreti. Questo libro riporta il pensiero dei grandi pensatori della filosofia di tutti i tempi, insegnando a vivere meglio il presente.