Miss jane marple è nata dalla fantasia di agatha christie nel 1930: un'epoca nella quale le signorine non sposate di una certa età si chiamavano ancora
Un piccolo principe metropolitano e le sue cento poesie che ti cambiano la vita. Un romanzo e una raccolta poetica insieme, da leggere lentamente. C'è un ragazzo speciale che di giorno aggiusta telefonini e la sera scrive poesie mentre parla con le stelle. Per ascoltarle meglio ha montato un'altalena sul tetto di casa sua. Loro lo chiamano
Due uomini, uno nella finzione e uno nella realtà, ebbero la possibilità di uccidere hitler prima che questi scatenasse la seconda guerra mondiale. A partire di qui, javier marías esplora il rovescio del comandamento «non uccidere». Quegli uomini avrebbero fatto bene a sparare al führer: è forse lecito fare lo stesso contro qualcun altro? Come dice il narratore di tomás nevinson, «uccidere non è un gesto cosí estremo se si ha piena nozione di chi si sta uccidendo». «
Eccentrico, pigro, contraddittorio, smemorato, montaigne è il filosofo che infranse un tabù e parlò di sé in pubblico. Dopo oltre quattrocento anni, i lettori continuano a tornare da lui in cerca di compagnia, saggezza, intrattenimento - e di se stessi. Nella sua avversione per la crudeltà, e in generale per qualunque ambizione sovrumana, montaigne ci esorta a salvaguardare la nostra umanità nelle epoche buie: rappresenta una mai spenta vocazione alla libertà e un antidoto contro ogni forma di esaltazione. E una fonte preziosa di piccoli consigli: leggere molto, mantenendo però la mente sgombra; essere conviviali, riservandoci però un 'retrobottega' tutto nostro; guardare il mondo da angolazioni diverse, evitando così di irrigidirsi nelle proprie convinzioni. Non trovò mai una risposta definitiva, ma non smise di porsi la domanda: come vivere? Ossia: come relazionarsi agli altri? Come affrontare la violenza? Come superare la paura della morte? Come rassegnarsi alla perdita di qualcuno che amiamo? Attraverso sarah bakewell, montaigne ci ammaestra nell'arte più ardua di tutte: vivere bene quest'unica vita. Rifiutandosi di lasciarlo confinato nel suo tempo, bakewell inaugura un nuovo modo di scrivere biografie e ci mostra che capire montaigne è un po' come capire noi stessi.
Penelope anselmi, la protagonista di questo romanzo all'inizio della storia è a roma, nel 1978, ha diciassette anni ed è l'unica figlia di una famiglia borghese. Tre traumi, in lancinante sequenza squassano la sua vita e penelope, per sopravvivere, deve autoescludersi dal mondo. Molti anni dopo, quando la sua esistenza sembra aprirsi grazie all'amore di edoardo, penelope torna al più misterioso tra gli eventi che hanno segnato la sua adolescenza, l'unico che sia ancora possibile affrontare: la scomparsa di margherita, la sua amica del cuore, inghiottita dal gorgo della lotta armata dopo aver chiesto un aiuto che penelope ha rifiutato di darle. E per penelope inizia un lungo viaggio tra il passato e il presente, il bene e il male, la fedeltà e il tradimento.
Dice un vecchio adagio che le lacrime più amare sono quelle versate per le preghiere esaudite. Sì, a volte succede che la gioia per una svolta inattesa del destino svanisca in fretta di fronte alla possibilità concreta di realizzare un sogno, lasciandoci smarriti e confusi. È quello che accade a jo, la protagonista di questo romanzo:
Attraverso pagine capaci di evocare un mondo perduto pieno di splendore e brutalità, e una corte in cui l'amore - o il gioco dell'amore - dominava su tutto, alison weir dà vita a un romanzo storico sulla tumultuosa vita della regina caterina d'aragona, sposa devota fino alla fine e unica «vera» moglie di enrico viii. «gli amanti dei tudor hanno molto da aspettarsi da questo libro» - booklist «uno sguardo affascinante sulla vita della regina caterina d'aragona e sugli intricati e viziosi intrighi politici della corte dei tudor. Una ricerca meticolosa, un ritratto illuminante e coinvolgente della
«la signora leatherby, protagonista e narratore del cornetto acustico, partecipa con delicata equanimità della follia e della buona educazione; per di più ha novantanove anni, età numericamente significante, ed è detestata dai nipoti, che la considerano un ingombrante vegetale, qualcosa che dovrebbe essere
Ci sono rari casi in cui incrociare per la prima volta lo sguardo di uno sconosciuto non è semplicemente un vederlo, ma un riconoscerlo. È sentire che chi hai di fronte, se anche all'inizio ti sembra strano, o addirittura insopportabile, è qualcuno che, in realtà, prima o poi ti salverà. Questa è la storia di guido e silvia, giovanissimi eppure già in debito d'ossigeno con la vita, costretti a fare i conti con un passato che si infila nel loro petto come lame, nell'indecisione di un vuoto dentro che sembra parlare, che sembra dire: