L'omicidio del signor siguán è quello che petra delicado chiama con fastidio un 'caso freddo'. Cinque anni prima, l'affermato imprenditore tessile adolfo siguán era stato ucciso nell'appartamentino dove celebrava il suo vizio: le giovanissime prostitute, preferibilmente prese dal marciapiede. Ai tempi, la sentenza era stata sbrigativa: rapina con morto ad opera del protettore della prostituta con la complicità di lei. Ma, adesso, quando l'ispettrice della policía nacional con il suo vice fermín garzón, riaccende con scetticismo la macchina investigativa, le basta togliere un poco di polvere dalle vecchie carte per rendersi conto di alcune incongruenze. Soprattutto, resta enigmatico l'assassinio dell'assassino. All'inizio petra e fermín, battono pigri le piste consuete. Ma un incidente, cruento e spietato, fa capire che c'è qualcuno che segue petra. E questo qualcuno squarcia improvvisamente lo scenario, legando il delitto all'intricato registro degli affari di siguán che si scoprono connessi alla criminalità italiana trapiantata nella capitale catalana. E quindi a roma che prosegue la partita. Ed è in questa specie di vacanze romane, omaggio dell'autrice a un paese che ama, che tutta la forza comica tipica dei gialli della giménez-bartlett, si dispiega. Le sue storie, senza essere tinte di altro colore che non sia il noir, senza attenuare malinconie e frustrazioni dei personaggi, riescono a scatenare umori leggiadri di commedia.
Nella soffitta di casa, in un baule dove la madre elsy conservava i suoi oggetti più cari, erica trova alcuni diari e una medaglia dell'epoca nazista avvolta in un camicino da neonato macchiato di sangue. Incuriosita, decide di rivolgersi a un vecchio professore di storia in pensione. Ma le risposte che riceve sono vaghe e, due giorni dopo, il professore viene assassinato. Mentre le pagine del diario di elsy fanno luce su un passato drammatico, erica cerca di capire chi è ancora disposto a tutto pur di tenere segreti eventi tanto lontani, anche a uccidere.
Ambientato al tempo delle stragi di palermo, l'estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, regalandoci anche un protagonista di straordinaria dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza. «durissimo, moralmente complesso, e molto avvincente: un romanzo che cattura dalla prima all'ultima pagina sulla mafia italiana e sulle forze di polizia che l'ha combattuta all'inizio degli anni novanta» -peter swanson peter swanson siamo nel 1992, tra maggio e luglio. A bari, come altrove, sono giorni di fuoco. Quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito, il maresciallo pietro fenoglio capisce che il punto di non ritorno è stato raggiunto. Adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di palermo, l'estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, regalandoci anche un protagonista di straordinaria dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza.
Omicidio a piazza vittorio: una commedia all'italiana scritta da un autore di origine algerina. Questo romanzo di amara lakhous è una sapiente e irresistibile miscela di satira di costume e romanzo giallo imperniata su una scoppiettante polifonia dialettale di gaddiana memoria (il 'pasticciaccio' sta sullo sfondo segreto della scena come un nume tutelare). La piccola folla multiculturale che anima le vicende di uno stabile a piazza vittorio sorprende per la verità e la precisione dell'analisi antropologica, il brio e l'apparente leggerezza del racconto. A partire dall'omicidio di un losco personaggio soprannominato 'il gladiatore', si snoda un'indagine che ci consente di penetrare nell'universo del più multietnico dei quartieri di roma: piazza vittorio. Forse basta mettere in scena frammenti di vita quotidiana intrecciati attorno all'ascensore, puntualmente all'origine di tante dispute condominiali, per comprendere il nodo focale del paventato, discusso, negato o invocato scontro di civiltà che assilla il nostro presente e il nostro futuro e infiamma il dibattito politico, sociale e religioso-culturale dei nostri giorni.
Il fantasma di una monaca del settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno 'spalatore di nuvole', come adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore.
Dopo una serata trascorsa in un locale, due ragazze, di cui una minorenne, aggrediscono un tassista con un martello e lo finiscono a coltellate. Il commissario wallander non riesce a crederci, incapace di trovare una logica nei gesti dei nuovi assassini, ma è sicuro che quell'omicidio nasconda qualcosa. Altri delitti lo coinvolgono in indagini sempre più complesse: il cadavere di un uomo viene trafugato dall'obitorio e riportato ai piedi del bancomat dove era stato ritrovato; qualche, giorno dopo, in seguito a un imponente blackout, in una centrale elettrica si scopre il corpo carbonizzato di una ragazza. Diversi tasselli di un unico disegno. Per ricomporlo, wallander deve affrontare una nuova dimensione del crimine.
Brutta giornata per janek miller: i postumi di una sbornia colossale, i ricordi pochi e confusi e il cadavere della sua giovane e amatissima moglie, eva, nella vasca da bagno. Fin troppo scontato il verdetto: colpevole. Sei anni, la pena. Ma il commissario van veeteren non è convinto della sua colpevolezza e insieme alla sua squadra scava nel passato di eva. Un passato che nasconde molti segreti: un precedente matrimonio finito dopo la morte per annegamento del figlio di quattro anni, un padre violento, un gemello sparito in canada, un antico fidanzato morto in circostanze strane. E infine, a complicare ulteriormente le cose, un nuovo e improbabile omicidio. Separato dalla moglie, con due figli, il commissario van veeteren vive da solo con il suo cane in una cittadina del nord europa. Ama gli scacchi, ascolta hàndel e gioca a badminton con un collega. L'esperienza lo ha reso scettico, solitario e malinconico, ma anche profondamente umano e, nei casi che affronta, ciò su cui la sua attenzione finisce per concentrarsi sono i moventi più nascosti dell'animo umano.
A gaborone, capitale del botswana, la signora precious ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della ladies detective agency, la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell'africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica, la signora ramotswe ha imparato presto come portare un po' di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora curtin e di suo figlio michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni.
Milano, metà luglio. Ludovica e vittorio sono una splendida coppia: entrambi belli, brillanti, avviati a un'ottima carriera - lei giornalista per una prestigiosa rivista, lui avvocato e rampollo di una famiglia dell'alta borghesia - e sono alla vigilia delle nozze. Tutto è pronto: dall'abito creato apposta per ludovica alla cerimonia sfarzosa nella residenza toscana della futura sposa, alla bellissima casa nel centro di milano. Ma vittorio al suo matrimonio non si presenterà mai: verrà infatti trovato morto proprio in quella bellissima casa nel centro di milano. Nessuna effrazione. Nessun segno di colluttazione. Nessuna impronta. Tutto lascia supporre che vittorio l'assassino lo conoscesse bene. Molto bene. Ma chi può aver ucciso un uomo apparentemente senza nemici? In una milano afosa e semideserta, toccherà all'ispettore di polizia sebastiano rizzo, aiutato dal poliziotto de carlo, indagare su questo omicidio. Un caso maledettamente intricato in cui nessuno, ma proprio nessuno, è escluso dalla lista dei sospettati.
Dopo lo straordinario successo di uccidi il padre, sandrone dazieri riporta sulla scena colomba e dante. E lo fa con un nuovo romanzo straordinario e unico, che parla del nostro passato recente e del presente che stiamo vivendo. Quando- il treno ad alta velocità milano-roma entra alla stazione termini la polizia ferroviaria ha una terribile sorpresa: i passeggeri della carrozza top, il vagone più esclusivo e costoso, sono tutti morti. E la prima a entrare nella carrozza del massacro è colomba caselli, vicequestore dai muscoli d'acciaio e l'anima fragile. I primi indizi portano decisamente verso il terrorismo islamico, arriva anche un video in cui due uomini rivendicano l'attentato in nome dell'ìsis. Ma colomba capisce che qualcosa non va. E si rende conto che l'unica cosa che può fare è chiedere l'aiuto della sola persona che riesce a vedere attraverso la nebbia di bugie e depistaggi: dante torre. Colomba e dante non si parlano da mesi, da quando lui, dopo la morte del suo aguzzino, l'uomo che si faceva chiamare