Lo scenario è la lussureggiante campagna inglese. Siamo a cavallo fra due secoli, settecento e ottocento. Tre sorelle perdono il padre, venendo a trovarsi in ristrettezze economiche a causa dell'avidità della cognata. Le reazioni a catena generate dall'improvvisa povertà influenzeranno profondamente le loro vite, anche negli aspetti sentimentali più privati. Jane austen costruisce attorno a due delle sorelle una corrente emozionale potentissima, utilizzando la prima, elinor, come incarnazione della 'ragione' e l'altra, marianne, del 'sentimento'. La tensione fra queste due forze, egualmente potenti, consente a jane austen di intessere una storia indimenticabile, amatissima dai lettori e dalle lettrici sin dalla prima pubblicazione di due secoli fa, nel 1811. Introduzione di sara poledrelli.
Gli abitanti meccanici del pianeta krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, di far scomparire l'intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre arthur dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno ford prefect, che decide di andare fuori di testa, giusto per vedere com'è; insieme a loro l'indomabile slartibartfast, il mostruoso zaphod beeblebrox e la sensualissima trillian. Per la sua strana brigata inizia così un'altra pazzesca avventura.
Giuditta e federico sono sposati da vent'anni. La passione di un tempo si è spenta, ma entrambi avvertono ancora forte e importante il loro legame. Un giorno nella vita di giuditta irrompe luca e la donna si abbandona al nuovo amore. Dapprima, come nelle fiabe, gli amanti sono felici e vivono i loro momenti più belli in una villa di sabaudia. In questo luogo giuditta si fa sheherazade: per l'uomo che ama tesse storie, riempie le stanze con le sue parole. Ma presto la donna comincerà ad avvertire un sottile cambiamento in luca, fino a quando lui non le confesserà di avere un'altra donna. L'abbandono sprofonda nel dolore giuditta che, incapace di reagire, si consegna a una sofferenza che la corrode dentro e fuori.
L'istria è stata per mezzo secolo un grande buco nero nella coscienza italiana: una terra dimenticata, rimossa, così come è stata di fatto occultata la presenza dei trecentomila profughi istriani che, dopo la guerra, ha scelto l'esilio. In questo libro anna maria mori, che ha lasciato l'istria con la famiglia quando era ancora bambina, prova a spiegare cosa significa essere istriani. Il suo libro non è un'inchiesta oggettiva o il rendiconto di un'esperienza di vita: è piuttosto un collage di storie, persone, percorsi, riflessioni su una terra di confine (italiana, veneta, asburgica, slava), una terra di contadini e di pescatori e di marinai, di poesie, leggende, tradizioni, miti e riti, di sapori e odori mediterranei e mitteleuropei.
'i personaggi di kawabata, evanescenti e inquieti ma mai tragici, lontani da una vitalità eroica (al contrario di quelli di mishima, ad esempio) o drammatica, sono piuttosto 'dilettanti del vivere' calati nella dicotomia fra il perseguimento di un ideale estetico di purezza e torbide pulsioni: ne deriva un erotismo vissuto come impossibilità di unione fra sé e l'oggetto del desiderio, che è tale proprio perché irraggiungibile. In questo dissidio fra l'individuo e la proiezione del suo desiderio sta l'eleganza: perché l'amore non è un sentimento, è un ideale estetico. I 'dilettanti del vivere' di kawabata si muovono in una dimensione temporale sospesa, segnata dai ricordi, in un alternarsi continuo di passato e presente (da qui la frequente scelta di personaggi colti negli anni di una maturità carica di memoria), di vita e di morte. Inseguono nel presente le tracce del passato e dei morti, nel tentativo di rivivere il tempo perduto, e dare così nuovo spessore alla realtà. ' ((dallo scritto di cristiana ceci)
'zoo boy. Le gambe del tavolo erano le sbarre della sua gabbia. Si dondolava, con le braccia sopra la testa, come a proteggersi. Avanti e indietro, avanti e indietro. Un'assistente lo spronava a uscire da sotto il tavolo, ma senza risultato. Lui si dondolava, avanti e indietro, avanti e indietro. 'lo guardavo standomene dietro uno specchio-finestra. 'quanti anni ha? ' chiesi alla donna che era alla mia destra. 'quindici'. Non si poteva dirlo più un ragazzo. Mi appoggiai contro il vetro, per vederlo meglio. 'da quanto è qui? ' domandai. 'quattro anni. ' 'senza mai parlare? ' 'senza mai parlare. ' la donna alzò gli occhi a guardarmi, nella tetra oscurità di quella stanza dietro lo specchio. 'senza mai far sentire il suono della sua voce'. Così si presentava il nuovo 'caso', e appariva clinicamente difficile e umanamente penoso: eppure, quella era soltanto la parte visibile di un abisso di dolore e di violenza. Dopo la storia di sheyla, l'indimenticabile protagonista di 'una bambina', torey hayden racconta la vicenda di un altro adolescente strappato, con il suo impegno di terapeuta e, soprattutto, con la sua grande carica di umanità, a un'esistenza devastata dall'incomprensione - peggio, dall'odio - degli adulti.
Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo. «ma davvero sono i singoli a fare la differenza nella storia? 'no', dice michela murgia in questo suo ultimo lavoro. Dove, tra fiction e realtà, la morale è una sola: si lotta e si vince in team. Un esempio? Rileggetevi come fu fondata wikipedia» - robinson michela murgia ha scelto un libro che parla del «noi» a scapito del singolo, dove racconta la valenza del gruppo e dell'essere felici facendo qualcosa insieme. - la stampa l'unione fa la forza o chi fa da sé fa per tre? La realtà non lascia dubbi: le cose che contano le abbiamo sempre fatte insieme, ma la letteratura continua a restituirci la trama di una massa umana scolorita da cui spiccano solo i singoli eroi. Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, scriveva bertolt brecht, ma è difficile credere che avesse ragione se poi le storie degli eroi sono le prime che sentiamo da bambini, le sole che studiamo da ragazzi e le uniche che ci ispirano da adulti. La figura del campione solitario è esaltante, ma non appartiene alla nostra norma: è l'eccezione. La vita quotidiana è fatta invece di imprese mirabili compiute da persone del tutto comuni che hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre. È così che è nata wikipedia, che è stato svelato il codice segreto dei nazisti in guerra e che la lotta al razzismo è entrata in tutte le case di chi nel ‘68 guardava le olimpiadi. Michela murgia ha scelto sedici avventure collettive famosissime o del tutto sconosciute e le ha raccontate come imprese corali, perché l'eroismo è la strada di pochi, ma la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a tutti. Una tempesta alla fine sono solo milioni di gocce d'acqua, ma col giusto vento. Disegnato da the world of dot con un fumetto di paolo bacilieri
L'autrice de 'la casa degli spiriti' e tanti altri successi internazionali rivisita la storia di diego de la vega, l'eroe mascherato che nell'america dell'ottocento combatteva strenuamente per difendere la giustizia. Figlio del latifondista spagnolo alejandro e di una bellissima india 'guerrillera' ante litteram, diego eredita dal padre il senso dell'onore e dalla madre la volontà di difendere gli oppressi. Pur essendo un tipico romanzo di cappa e spada ottocentesco, pieno di caste passioni, acerrimi duelli e continue peripezie, 'zorro' ha continui riferimenti alla politica attuale e, grazie a una lunga serie di elementi magici, sentimentali e femminili, è un romanzo tipicamente allendiano.
'il primo comunista che ho conosciuto era una comunista. Si chiamava elvira, aveva curve maliziose e ballava divinamente il samba all'italiana. Per di più s'era invaghita di walter audisio perché lo riteneva il killer di mussolini. Andavo per i tredici anni e la sbirciavo nel dancing del pci, vicino al mio caseggiato di ringhiera. Dopo l'odalisca rossa, ho fatto molti altri incontri per raccontare da cronista le avventure dei padroni politici della prima repubblica. Li ho conosciuti talmente bene che, con l'andar del tempo, sono diventati i miei vicini di scrivania. Più li osservavo, più me li vedevo accanto. Così oggi mi domando: stavamo meglio quando c'erano la dc, il pci e il psi, oppure adesso, con i carrozzoni personali di questo fosco 2010? Lascio la risposta ai lettori dei 'cari estinti', un titolo beffardo e un tantino nostalgico. Gli estinti sono i potenti che dal 1948 al 1989 hanno guidato l'italia. Nel rievocarli, mi sono sentito un viaggiatore che narri la fine di un mondo esplorato per anni. Dominato da leader come il pio rumor, l'irriducibile fanfani, l'eterno andreotti, l'enigmatico moro, l'aggressivo de mita, il monacale berlinguer, l'ardimentoso craxi, il tenace almirante, l'ambizioso spadolini. Li ho rimessi sulla scena ripercorrendo il loro tempo. Il caos delle correnti. L'alterigia dei ras locali. Il cancro della mafia. Le bombe del terrorismo. Il sequestro di aldo moro. Il ciclone della loggia p2. La guerra fra comunisti e socialisti. '