Il sogno d'amore di melanie sta finalmente per realizzarsi: presto sposerà robert, l'uomo che ama da sempre. Ma il destino sembra aver deciso diversamente: robert rimane vittima di un terribile incidente e cade in coma. Devastata dal dolore, melanie mette da parte la sua carriera di fotografa per rifugiarsi nella villa di campagna della bisnonna hannah. A 96 anni, hannah sa bene quali terribili prove può riservare l'esistenza, e decide di raccontare alla nipote la sua storia, accompagnando melanie in un viaggio avventuroso e affascinante: dall'infanzia nell'esotica saigon, dove hannah fu separata dall'amata sorella adottiva, alla giovinezza nella berlino degli anni venti, dove vivrà un amore grande e impossibile, per poi cercare un nuovo inizio a parigi come disegnatrice di cappelli. Una vita piena e drammatica, costellata di perdite ma anche di doni inaspettati: perché il segreto di hannah è aver avuto la forza di non arrendersi mai. Riuscirà melanie a trovare il coraggio di seguire le orme della nonna? È possibile ricominciare a lottare, quando la vita sembra averti strappato tutto quello che ami?
I barbari sono un pericolo sempre più pressante alle frontiere, ma sono anche le nuove reclute che ingrossano le file dell'esercito imperiale. Il cristianesimo si dimostra capace di superare ogni ostacolo, perfino sanguinose persecuzioni, fino a diventare la più autorevole tra le religioni. Quando diocleziano lascia il trono, si scatenano feroci lotte per la successione. Tra i protagonisti di queste trasformazioni c'è costantino, figlio bastardo di uno degli imperatori tra cui diocleziano ha diviso il potere: è il più spregiudicato e determinato tra coloro che si contendono il trono, e punta con ogni mezzo a ottenere quel potere dal quale è stato escluso. La sua irresistibile ascesa si incrocia con la vicenda di una donna fragile e ingenua, ma allo stesso tempo fortemente passionale, minervina, e con quella di sesto martiniano, un pretoriano deciso a difendere i valori di una società e di una tradizione che si stanno sgretolando. Tra i due nascerà una storia d'amore intensa, epica e tormentata quanto l'epoca in cui vivono, fino all'epilogo nella fatidica battaglia di ponte milvio: il passaggio di testimone tra la roma antica e quella medievale, tra gli dèi tradizionali e il dio dei cristiani.
Scritto nel 1903, il racconto è la storia del lento pervenire del giovane kröger alla coscienza della propria diversità dai coetanei. In una condizione di totale isolamento la sua sensibilità si dibatte nell'antinomia tra origini borghesi e attrazione per l'arte. Il contrasto fra arte-malattia da un lato e borghesia-normalità dall'altro - matrice della poetica di thomas mann - si manifesta nel silenzioso idillio con ingeborg holm e nell'incompresa amicizia per hans hansen: le due figure che costituiranno per sempre i limiti della solitudine e della gelosia di tonio. Questo difficile equilibrio viene vissuto con drammatica inquietudine tra lubecca, dove il giovane scrittore è nato e si è formato, e monaco, dove diventerà celebre, senza sedare del tutto le proprie angosce.
Quando ha commesso il suo primo omicidio alësa era solo un bambino al quale la vita aveva già tolto tutto. Da quel giorno non si è pili fermato, e nel suo occhio è comparsa una macchia nera dentro la quale precipita poco a poco la realtà. Ha l'attitudine del cacciatore, vive solo, viaggia leggero, non scappa davanti a nulla. L'unica fuga che si concede sono le pagine dei grandi romanzi, il luogo in cui immaginare cosa si prova a essere davvero umani. Da anni lavora come killer al servizio di rakov, adesso però vorrebbe dire basta, essere finalmente libero. Ma è proprio rakov a fissare il prezzo di quella libertà: commettere un altro omicidio - l'ultimo -, a milano. Una missione che sembrerebbe da principianti, e che invece lo costringerà a mettere in discussione tutte le sue regole: quelle del codice criminale e quelle che lui stesso si è imposto, coltivando una solitudine perfetta. Ad affiancarlo in quell'ultima missione ci sarà ivan, per volere di rakov. Un ragazzo che ha la faccia pulita, i modi impacciati, un talento naturale per fargli perdere le staffe e un'inscalfibile determinazione a conquistarsi la sua fiducia. Peccato che alësa non si fidi di nessuno, nemmeno di se stesso.
Il 13 maggio 1907 a mayfair, in una imponente dimora dal frontespizio neoclassico, nasce daphne du maurier, figlia di gerald e muriel beaumont. «questo libro si legge come un romanzo. Ma niente è inventato. È tutto vero. È il romanzo di una vita». - tatiana de rosnay «il ritratto di una donna ribelle, libera, completa». - marine tilly, le point sua madre è un'ex attrice di teatro, nel 1902 ha incontrato gerald; recitavano nella stessa commedia. Muriel beaumont ama dire che ha smesso di calcare i palcoscenici quando, diventata una du maurier, ha dovuto far fronte ai suoi doveri di moglie e di madre, ma, crescendo, daphne capisce subito la ragione vera della sua scelta. Nella tribù dei du maurier c'è posto per un solo attore, un solo istrione capace di brillare e fare il bello e il cattivo tempo: suo padre gerald.
Una amélie dei nostri giorni e una parigi che non si può scordare. Vorrei ringraziarlo per il suo biglietto, ma rimango in silenzio, mentre penso che ha un'altra. E forse per il pensiero dei suoi occhi verdi, vengo travolta dal suo bacio. Poi, però, contrariamente ai desideri del mio cuore, mi alzo in piedi e corro via. Eloisa si è da poco trasferita a parigi per seguire l'uomo che ama, edoardo, professore alla sorbona, sposato e con figli. In attesa di un lavoro più adeguato al suo ruolo di ricercatrice, elò ha accettato un posto in una delle pasticcerie più famose di parigi, colet, il
L'esistenzialismo è un umanismo è una conferenza pubblica dell'ottobre del 1945 con cui sartre prova a rispondere a una serie di attacchi ideologici. La conferenza diverrà libro qualche mese più tardi e darà un nuovo slancio e una nuova forma al suo esistenzialismo. Le critiche di solipsismo, umanismo asociale, disimpegno politico e astrattismo filosofico che da più parti gli vengono rivolte trovano qui una loro secca smentita in favore della consapevolezza che la realtà umana è irriducibilmente intersoggettiva e che l'individuo, che a differenza de l'essere e il nulla non si pensa più come dio mancato, non è comprendibile se lo si astrae dalla situazione dalla quale emerge. Ma questa situazione, diversamente da come vorrebbero il marxismo e la psicoanalisi dell'epoca, non lo determina bensì lo influenza senza annullarne la libertà e, dunque, la responsabilità di pensare e agire diversamente in assenza di valori oggettivi e condivisi, dato il venir meno di un canone di riferimento assoluto. L'uomo è condannato a dare forma a se stesso e al mondo, senza potersi appellare ad alcun principio universale né rifugiarsi in un'autorità tutelare, immanente o trascendente che sia.
Paolo legrenzi e armando massarenti mostrano che, per non gettare al vento i nostri risparmi, la prima cosa da imparare è come funziona la mente. Il panorama economico degli ultimi anni ha incrinato le certezze dei risparmiatori, che devono decidere come investire in uno scenario incerto. Molti sostengono che la soluzione consista nel promuovere una maggiore alfabetizzazione finanziaria. Ma è davvero così? Paolo legrenzi e armando massarenti mostrano che, per non gettare al vento i nostri risparmi, la prima cosa da imparare è come funziona la mente e come evitare di prendere decisioni dettate dall'irrazionalità e dall'emotività. Spesso la pigrizia ci impedisce di cambiare le scelte di investimento del passato, la paura ci spinge a vendere un titolo azionario subito dopo il crollo di una borsa. Se invece impariamo a evitare comportamenti irrazionali e a controllare le nostre emozioni, potremo investire i nostri risparmi dormendo sonni tranquilli (senza nascondere i soldi sotto il materasso).
Sino al giorno della tragedia, c'erano due famiglie goldman. I goldman di baltimore e i goldman di montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte marcus goldman, il protagonista di la verità sul caso harry quebert. «se è vero che il romanzo è la più bella delle menzogne, ci sono narratori particolarmente abili nell'arte di mentire al lettore. Tra questi joël dicker. » – lara crinò, il venerdì di repubblica «in