Un classico della storia moderna. In quest'opera ormai classica, che renzo de felice ha paragonato all''autunno del medioevo' di huizinga e ai 're taumaturghi' di mare bloch, mosse ha inteso scoprire le radici lontane del nazismo, e misurare quanto esse hanno giocato sulla politica e l'organizzazione di massa dei regimi fascisti. I fenomeni di irreggimentazione così evidenti nella germania hitleriana portano all'estremo un tipo di politica nei confronti delle masse che viene messo in atto a partire dall'ottocento, con una 'estetizzazione' della politica, una ritualità (i monumenti, le feste, le cerimonie), una organizzazione che coinvolgono le masse popolari nei valori e negli ideali borghesi e nazionali, ovvero le 'nazionalizzano'.
Ricevendo l'oscar 2003 per 'bowling a columbine' michael moore ha pronunciato un discorso fortemente polemico nei confronti della politica statunitense e della guerra che gli stati uniti hanno mosso all'iraq. In questo volume il regista offre un ritratto impietoso del suo paese, molto diverso dalle oleografie ufficiali fatte di supremazia tecnologica e prosperità diffusa, attaccando in modo diretto e irriverente la giunta bush, svelando truffe elettorali e connivenze dei giudici.
In questi ultimi anni noi italiani sentiamo parlare del resto del mondo in due soli modi. Per un verso i paesi stranieri vengono citati come modello positivo: il mondo che ci circonda, fuori e dentro l'europa, sembra fatto di nazioni in cui tutto funziona alla perfezione, in cui i servizi sono efficienti ed economici, in cui lo sviluppo è senza intoppi e in cui le prospettive per il futuro sono, per lo più, rosee. E così apprendiamo, indignati, che in spagna i treni sono efficienti, che in francia i servizi alla famiglia sono formidabili e che il resto della classe politica mondiale è ben più all'altezza delle sfide di questo momento storico di quanto non sia la nostra 'casta'. D'altro canto, il mondo sviluppato, e quello in via di sviluppo, è dipinto come un luogo di aggressiva concorrenza, di paesi privi di regole e senza scrupoli le cui merci ci stanno scorrettamente per invadere, mentre a noi non resta altro che proteggerci nella speranza che questo momento di instabilità mondiale finisca. Come federico rampini e carlo de benedetti ci mostrano in questo libro, il 'cielo sopra l'italia' è molto più mosso e variegato di quanto questi luoghi comuni siano in grado di dirci.
Un contributo fondamentale per comprendere le cause che stanno alla radice di molti episodi terroristici e individuare chi aveva interesse a destabilizzare la nostra democrazia. «l'influenza di moro e berlinguer sulla politica estera italiana è forte e potrebbe avere serie ripercussioni. Il governo italiano va mantenuto sulla giusta via». - rapporto dell'ambasciatore britannico a roma alan hugh campbell, 1977 il destino di aldo moro non fu deciso nel 1978 da un manipolo di brigatisti. Fu segnato già nel 1945, allorché a jalta si decretò che il regno unito avrebbe esercitato un controllo politico costante ma 'discreto' sull'italia. Quando tre decenni dopo la politica estera morotea, soprattutto quella mediterranea, e il disgelo nella politica interna tra dc e pci misero in discussione tale sudditanza, fu chiaro che l'italia andava fermata. Il leader della dc era la vittima sacrificale perfetta. Attraverso una ricerca meticolosa su documenti desecretati a londra e a washington, fasanella fornisce una ricostruzione completa del contesto internazionale e delle complicità interne in cui maturò il delitto moro. Un contributo fondamentale per comprendere le cause che stanno alla radice di molti episodi terroristici e individuare chi aveva interesse a destabilizzare la nostra democrazia.
Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio. Cristiano de andré si racconta in un'autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre fabrizio, gigante della musica italiana. 'mi guardo allo specchio e ti rivedo ancora, nel riflesso prego che si aggiungano i volti dei miei figli, quasi che fossimo pronti a una foto di famiglia, con i sorrisi genuini e l'armonia pulsante. Hai presente? Come un tempo'. C . 'in gallura sembra quasi che il cielo decida di abbassarsi. Come per fare un favore agli uomini. La volta stellata è li a un palmo, pare uno scolapasta rovesciato. Puoi contare tutte le stelle, puoi dare un appuntamento a ciascuna. Quando la mia famiglia era ancora unita, dopo cena ci stendevamo sulle sdraio in bambù e mi veniva insegnato a leggere la notte e il passato. ' cristiano de andré per la prima volta traduce i suoi silenzi più intimi e lo fa con una premura vergine. Compie un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una genova innevata, alla visione di un ciuffo notturno che canta i giorni in cui verranno a chiedere dell'amore. Dall'ansia di un sequestro, al germogliare dei colori isolani, belli di libertà, feroci come il sangue adolescenziale. Dal mare, che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre, ora alza l'onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva. E se arrivasse, non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una londra che punge e annienta e lega a un letto d' ospedale, all'innocenza della musica in un conservatorio. Dalle tournée negli anni di piombo, all'emozione della propria voce che fa l'eco in uno stadio. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio. Cristiano de andré si racconta in un'autobiografia sofferta e tormentata che ruota attorno al suo rapporto con il padre fabrizio, gigante della musica italiana.
Il 27 dicembre 1831 il brigantino beagle salpò dall'inghilterra con un passeggero d'eccezione, il giovane charles darwin, per un giro del mondo che durò cinque anni. Al suo ritorno le risultanze di quel viaggio spinsero il giovane naturalista a elaborare l'ardita teoria che le specie vegetali e animali non sono state create indipendentemente, ma sì sono evolute nel tempo grazie a una selezione naturale del più adatto nella lotta per la vita. Questa teoria minava alla radice la pretesa dell'uomo di essere stato creato 'a immagine e somiglianza di dio', e faceva invece supporre una sua discendenza da qualche progenitore comune delle grandi scimmie. Non può dunque sorprendere che il darwinismo abbia scosso i fondamenti stessi delle religioni bibliche, e generato polemiche e resistenze che dividono ancor oggi l'opinione pubblica dei non addetti ai lavori. In questo agile volume odifreddi ripercorre le tappe salienti del pensiero di darwin, le sue ripercussioni nella cultura moderna e le reazioni che ha scatenato di là e di qua del tevere.
In principio fu la diaspora degli ebrei, cacciati dalla loro terra dai romani dopo la distruzione di gerusalemme nel 70 d. C . E dispersi nel mondo per 17 secoli. Poi una serie infinita di dominazioni e di persecuzioni, fino alla fine dell'ottocento e ai primi del novecento, quando il sionismo teorizza e organizza il ritorno a casa. Il resto lo fa la shoah, lo sterminio di 6 milioni di ebrei per mano del nazismo. Nel 1947 l'onu spartisce la palestina transgiordana (più piccola del piemonte sommato alla valle d'aosta) in due stati: uno ebraico e uno arabo-palestinese. Ma nasce solo il primo. Le classi dirigenti arabe si giocano i palestinesi, vittime dei 'fratelli' oltreché dei nemici israeliani, alla roulette russa delle guerre (quattro) e del terrorismo. E perdono sia le guerre sia i territori. Israele restituisce quelli occupati all'unico paese arabo che nel 1978 accetta di riconoscerlo e fare la pace: l'egitto. Poi nel 1993 lo fa anche l'olp di arafat col premier israeliano rabin e si riaccende la speranza, subito frustrata dall'assassinio di rabin da parte di un ebreo fanatico. Fra alti e bassi, violenze e attentati, massacri incrociati, torti e ragioni intrecciati, si arriva al ritiro israeliano da gaza a opera del falco sharon. Che però un ictus mette subito fuori gioco, inaugurando la lunga e buia era netanyahu. Questi sabota il processo di pace con sempre nuovi insediamenti ebraici in cisgiordania, appoggia addirittura hamas per indebolire il moderato abu mazen e fa passare definitivamente israele dalla parte del torto.
Erano gli anni settanta. Il giornalista de mauro stava preparando la sceneggiatura del film di francesco rosi sulla morte di enrico mattei, il presidente dell'eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Lo scrittore pasolini stava scrivendo il romanzo 'petrolio', una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul 'corriere della sera'. De mauro e pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l'uccisione di mattei prende il via un'altra storia d'italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di eugenio cefis, ex partigiano legato a fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della p2. Il 'sistema cefis' (controllo dell'informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico) mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica, così come aveva capito e cercato di raccontare pasolini in 'petrolio'. Le carte dell'inchiesta del pm vincenzo calia, gli atti del processo de mauro in corso a palermo, nuove testimonianze e un'approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle che attraversa la storia italiana fino alla seconda repubblica.
Circa vent'anni fa crollava uno storico muro, eretto nel cuore dell'europa. Con quel muro collassa l'impero sovietico, e il comunismo si trasforma in reliquia. Una reliquia ingombrante, che ha influenzato il corso della storia. Robert service muove da marx per arrivare fino all'oggi, passando per la russia bolscevica, l'internazionale comunista degli anni venti e trenta, la politica dei blocchi contrapposti, i regimi comunisti al tempo della guerra fredda, dalla cuba di castro al cile di allende, dalla cambogia di pol pot all'urss di gorbacev. Il suo racconto, la prima storia del comunismo in prospettiva mondiale, basata su una selezione vastissima di fonti e documenti è attraversato da un filo rosso di sangue. 'in tutti i casi in cui il comunismo è rimasto al potete abbastanza a lungo ha eliminato o tarpato le ali ai partiti politici rivali. Ha attaccato la religione, la cultura e la società civile e calpestato ogni rivendicazione nazionale di indipendenza. Ha abolito l'autonomia della magistratura e della stampa e accentrato il potere. Ha istituito reti di informatori e sistemi di polizia segreta. Ha rinchiuso i dissidenti nei campi di lavoro, ha proclamato l'infallibilità della propria dottrina e ha isolato la società bloccando accanitamente le frontiere. Ha allungato la propria ombra su ogni aspetto della vita sociale. Questo permette di parlare di un 'sistema comunista'. Ed è alla storia di questo sistema che è dedicato il libro'.
All'inizio del 2004, un dirigente politico della sinistra, commentando le ultime vicende delle brigate rosse, affermava di non essere in grado di dare una risposta al perché l'italia era l'unico paese dell'occidente nel quale la lotta armata si protraeva da oltre un trentennio. Secondo l'autore, la lotta armata ha avuto vita lunga in italia per due ragioni concomitanti: un certo consenso, nei primi anni sessanta, poi estintosi col mutare delle condizioni del paese, e la 'lentezza' dell'azione repressiva dei servizi di sicurezza.