Stoccolma, 1931. A soli diciassette anni mathilda ha perso entrambi i genitori, rischiando di rimanere senza mezzi e di dover rinunciare al suo sogno: frequentare una scuola commerciale e aprire un giorno un mobilificio insieme a paul, il ragazzo di cui è innamorata. Non immagina certo che la madre abbia provveduto al suo futuro con un testamento molto singolare. Così, una mattina, si ritrova davanti un'elegante sconosciuta che le annuncia di essere la sua tutrice: si tratta di agneta, contessa di löwenhof. Per quale motivo la mamma ha affidato la sua vita a un'estranea? E cosa poteva legarla a quell'aristocratica così raffinata e indipendente, che guida persino l'automobile? Piena di dubbi, mathilda dovrà lasciare stoccolma e l'amato paul per seguire agneta nella maestosa tenuta di löwenhof, con le sue vaste terre e i recinti di cavalli purosangue. Potrà mai sentirsi a casa in quel luogo? Il dubbio cresce quando conosce i due figli gemelli della contessa, ingmar e magnus, e quest'ultimo le mostra fin da subito un'aspra ostilità. Ma perché la signora continua a tacere sul misterioso legame che le unisce? Proprio mentre mathilda tenta di scoprire la verità, un'altra guerra torna a minacciare l'europa, sconvolgendo per sempre le esistenze degli abitanti di löwenhof.
Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro.
La memoria dell'infanzia, trascorsa in una villa del viterbese, è il filo rosso con cui serena dandini ci conduce nelle vite di personaggi famosi e misconosciuti che sono partiti per viaggi straordinari, a volte fisici, a volte mentali, guidati dall'aspirazione all'assoluto. Visiteremo giardini fantastici. Ci addentreremo nelle utopie di architetti, profumieri, amanti della musica. Ci stupiremo per il coraggio di jeanne baret, che nel settecento, travestita da uomo, compie il giro del mondo con la spedizione di de bougainville. Guarderemo il vecchio claude monet, ormai quasi cieco, dipingere senza sosta le ninfee della sua casa di giverny. Scopriremo con agatha christie «il lato oscuro delle piante». Accompagneremo vladimir nabokov a caccia di farfalle e margaret ursula mee nella giungla amazzonica sulle tracce del fiore di luna, che sboccia una volta l'anno, di notte, per svanire all'alba. E infine torneremo nel paradiso perduto dell'autrice, a tirar le somme fra momenti dolorosi, bellissimi, struggenti.
Nelle foreste della kirghisia, tra magnifiche montagne, c'è un posto di guardia, un pugno di case affacciate sul torrente. Ci abitano tre famiglie e un unico bambino, con la testa rotonda sul collo magro e le orecchie a sventola. Un bambino rimasto senza genitori, affidato alle cure di nonno momun. Il bambino aspetta con ansia il passaggio dei pastori, per giocare con i loro figli intorno ai falò; si tuffa nel torrente sognando di trasformarsi in pesce e nuotare fino al lago, incontro al battello bianco che contempla ogni sera, con il binocolo, dalla cima del monte sentinella. Ammira i lavoratori del sovchoz e impara a schivare orozkul, la guardia forestale, che quando beve diventa violento. Si addormenta ascoltando dalla voce del nonno le leggende della valle di san tas: echi di antiche battaglie lungo il fiume enesaj, una grande cerva bianca che raccoglie due bambini smarriti e li porta lontano, a fondare una nuova stirpe. Un pomeriggio d'autunno le cornacchie gracchiano forte. Orozkul e nonno momun marciano nella foresta, ciascuno immerso nei propri pensieri. Orozkul ha propositi loschi, il vecchio è costretto a seguirlo. Al rombo del torrente, cresce la tensione tra i due, gli scatti dispotici di orozkul esasperano il nonno. Il nipote lo aspetta da ore davanti alla scuola. In un crescendo orchestrato alla perfezione, paure nascoste, speranze selvagge brillano per un attimo in tutta la loro forza, e ripiombano nelle crepe della realtà.
Ospedale di edimburgo, rianimazione: roy strang giace in coma in seguito a un tentato suicidio, ma la sua mente è un continuo frullio di ricordi, sogni e deliri. Roy rivive l'infanzia e l'adolescenza in una famiglia di spostati, le botte prese, i traumi subiti; tutta la violenza incamerata esplode anni dopo, quando entra in una banda di hooligans e viene coinvolto in uno stupro di gruppo che lo lascia in preda a un vertiginoso senso di colpa. Alla rievocazione del terribile passato si intrecciano fantasie che sono proiezioni delle sue inquietudini.
Tre donne (e una quarta nell'ombra) sono al centro di questi racconti in vario modo d'amore, usciti per la prima volta nel 1964. Tre destini eccentrici, accomunati dal segno di un'anomalia palese o profonda. La muta, la troppo bella, l'insignificante e opaca, tutte si concedono, senza darsi. Perché? E' in questo mistero e nell'incapacità maschile a penetrarlo, il filo che lega le loro sorti.
Le drammatiche vicende dell'ex jugoslavia richiamano alla memoria la tragedia che travolse gli italiani d'istria durante e dopo la seconda guerra mondiale. Una pagina oscura della storia che carlo sgorlon riporta alla luce narrando le vicende di benedetto e della gente di umizza. Un dramma umano, familiare, corale, in cui l'odio cancella l'amicizia, la paura annulla la fiducia. È l'incubo della morte nelle buie profondità delle foibe, il dramma dell'esilio forzato da una terra amatissima. Tra leggenda e verità, un omaggio forte e struggente ai morti e ai sopravvissuti di una guerra dimenticata.
'liber nos a malo' è la presentazione della vita e della cultura di malo, un paese della provincia vicentina, negli anni venti e trenta, ricreata, con un misto di nostalgia affettuosa, di distacco ironico, e di rigorosa intelligenza, dall'autore ormai adulto. Attraverso il microcosmo di malo viene fissata e trasmessa compiutamente al futuro la vicenda di tutta la nostra società, nel breve periodo in cui passa da una statica e secolare civiltà contadina alle forme più avanzate della modernità, la vicenda addirittura di tutto il nostro mondo con le fratture che hanno segnato la sua precipitosa evoluzione. ' (giulio lepschy)
Una comunità di pescatori di storioni sulle rive ferraresi del po. Un intreccio di uomini, di storie e di amori, all'ombra della seconda guerra mondiale. A tenere le fila della vicenda la presenza discreta e distante della signora del caviale. Lei, ebrea, scompare con le leggi razziali e assieme a lei finisce per sempre l'epoca del caviale del po. Un romanzo che racconta uno dei maggiori drammi del novecento, le persecuzioni razziali, visto con gli occhi all'inizio ingenui e ignari di un bambino.
Hank e jack sono amici dai tempi della scuola e tutti i pomeriggi si trovanoa correre insieme dopo il lavoro. Hank non ha mai creduto nella monogamiae vive a modo suo il matrimonio con edith; jack ha sposato terry, la ragazzapiù carina che avesse mai visto, ma ora crede di non amarla più. Anche peredith e terry il matrimonio non si è rivelato all'altezza delle aspettative. Per tutti il tradimento sembra la via di fuga più facile, ma quella che iniziacome un'eccitante evasione trascina con sé un intricato groviglio di dubbi,ripicche e gelosia. Con la precisione di un chirurgo, dubus affronta lacomplessità del matrimonio scegliendo di ripercorrere, in diversi momenti,la vita di due giovani coppie indissolubilmente legate. Andre dubus (1936-1999) è universalmente riconosciuto comeuno dei migliori narratori americani del ventesimo secolo. Maestronell'arte della short story o romanzo breve, dubus è stato anche saggista,biografo e sceneggiatore, aggiudicandosi svariati premi letterari. Da questa raccolta è stato tratto il film di john curran i giochi dei grandi,con mark ruffalo, naomi watts, peter krause e laura dern,vincitore del sundance festival.