Una nuova storia per l'ispettore petra delicado, già protagonista di 'giorno da cani', 'messaggeri dell'oscurità', 'morti di carta'. Cosa succede all'ispettore? In un momento di disattenzione si fa rubare la pistola. Situazione imbarazzante, tanto più che il furto avviene nella toilette di un locale pubblico e la colpevole è una bambina di otto anni. La ricerca della piccola armata precipita l'ispettore e il suo vice nel mondo dell'abuso sui minori. Bambini di strada, bambini sfruttati, figli di immigrati abusati o venduti sul mercato della pornografia. Per la prima volta petra, a contatto con l'essenza stessa del male, sfiora la depressione e non riesce più a trovare conforto nella solitudine. Provvidenziale, un uomo rassicurante entra nella sua vita, con una caterva di figli nati da precedenti matrimoni. È una ventata di normalità per l'investigatrice mentre le indagini la trascinano verso il fondo più oscuro delle pulsioni umane.
Autunno del 1914. La prima guerra mondiale è scoppiata da poche settimane; già il sangue scorre a fiumi dalla francia alla russia, eppure tra i civili regna ancora l'euforia. In questa atmosfera paradossale, dove mezza europa si avvia allegramente verso l'abisso, la città di praga è scossa da un bizzarro episodio di cronaca nera: il rapimento di una stella del teatro yiddish. Per affrontare e risolvere il caso, ecco ricostituirsi la coppia investigativa de 'i misteri di praga': solomon meisl, medico ebreo di origini proletarie, e karel heida, giovane tenente di famiglia aristocratica. Ma il sequestro dell'attrice è solo il primo anello di una catena di enigmi delittuosi: la morte violenta di uno scultore omosessuale, l'assassinio di una fioraia ambulante, il suicidio di un capitano dell'esercito, la scomparsa di un maggiore degli ussari. Risoluti a vederci chiaro, meisl e heida si gettano a capofitto in un'inchiesta intricatissima che, partendo da praga, a poco a poco si allarga ad altri territori dell'impero austro-ungarico, fino a giungere a un luogo dove tutte le storie e tutti i destini troveranno il loro imprevedibile scioglimento: la camera dello scirocco.
'la fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell'ignoranza e degli altri'. Questa la tesi da cui parte 'dio non è grande'. Muovendosi tra l'analisi dei testi di fondazione delle grandi religioni (bibbia e corano sopra tutti) e la riflessione sull'attualità politica e sullo scontro di civiltà in atto, hitchens costruisce un implacabile atto di accusa contro le follie cui l'uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Contro questi non-valori, e memore della grande tradizione laica anglosassone, hitchens reclama un ritorno alle idee dell'illuminismo, intessendo un elogio arguto e a tratti commovente della ragione umana. Un saggio che senza mai rinunciare alle armi dell'ironia e del paradosso, costringe faziosamente il lettore a schierarsi.
L'italia del 1947 rischiò un golpe antidemocratico? Vi fu l'intervento dei potentati economici internazionali legati all'oro nazista di himmler? E che ruolo giocarono gli usa, l'argentina di perón e i ragazzi di salò? L'apertura recente degli archivi dei servizi segreti, a londra come a washington, ci aiuta a ricostruire in maniera inedita quella fase della nostra storia che va dalla caduta di mussolini (luglio 1943) all'espulsione del pci e del psi dai governi guidati da de gasperi (maggio 1947), mentre le carte italiane del sis (servizio informazioni e sicurezza), emerse negli anni novanta, ci parlano del patto siglato nel dopoguerra tra cosa nostra, eversione neofascista e intelligence americana. Allora come ora, a decidere i destini della giovane repubblica vi sono spie, faccendieri, generali, vescovi, mafiosi e banditi. Un'italia in bianco e nero, da romanzo criminale. A sovranità limitata e a perenne rischio democrazia.
Dal groviglio di ombre e di ossessioni che scandiscono ogni storia d'amore, kawabata tratteggia i personaggi di questo suo romanzo e li introduce in uno strano paesaggio sentimentale; otoko e la sua bellissima e giovane allieva; un ragazzo ingenuo e appassionato; la moglie di oki che ha sepolto nelle cure della casa tutto il suo carico di rancori e gelosie. In questa atmosfera grigia, crepuscolare, e quasi rassegnata, irrompe a un certo punto un'ondata di passione torbida e impetuosa. Ognuno dei personaggi appare dominato da un'idea ossessiva e su tutti incombe un presagio di tempesta.
L'italia è una delle società in cui il sostegno delle famiglie ai giovani è più forte e in cui la permanenza dei figli tra le mura domestiche è più lunga. Ma il risultato di questa condizione eccezionale è che proprio gli italiani, sono fra tutti i paesi sviluppati, il popolo che più sta agendo contro i giovani. Si assiste alla più massiccia redistribuzione di risorse dalla generazione dei figli a quella dei genitori di cui si abbia traccia in epoca recente. In poco più di dieci anni abbiamo raddoppiato il nostro debito pubblico e promesso pensioni molto generose, nonostante il calo della fertilità e l'allungamento della vita: su ogni giovane italiano oggi gravano 80. 000 euro di debito pubblico e 250. 000 euro di debito pensionistico. Lo abbiamo fatto non tanto per costruire infrastrutture, migliorare la qualità dell'istruzione o dei servizi, ma per pagare pensioni di invalidità, creare posti pubblici spesso inefficienti, concedere baby pensioni e pensioni di anzianità, cedere alle pressioni di rappresentanze di interessi specifici e di breve respiro. Questa combinazione di altruismo privato e di egoismo pubblico è diventata un freno molto forte alla crescita del paese e rappresenta una pesante ipoteca sul nostro futuro. La soluzione, secondo boeri e galasso, potrebbe dipendere, prima di tutto, dal coraggio dei quarantenni di oggi. Per questa generazione è arrivato il momento di imboccare la strada delle riforme nel mondo del lavoro, delle professioni, dei servizi e del welfare.
Valerio evangelisti ripercorre la formazione del messico come stato moderno in un romanzo storico di ampio respiro. Dalla rivolta dei messicani in texas nella metà dell'ottocento la vicenda si dilata, spostandosi in messico per abbracciare la lotta di benito juárez contro massimiliano d'austria, la dittatura di porfirio díaz, la modernizzazione forzata del paese, le rivolte contadine, le stragi e le deportazioni di indigeni, fino ad arrestarsi alla soglia della rivoluzione. Filo conduttore, il rapporto contraddittorio di odio e amore tra messico e stati uniti; ma anche il lento formarsi di un'identità nazionale e di una cultura unitaria adatta a darle espressione. Il tutto visto attraverso le vicende di molti personaggi (spesso realmente vissuti).
Pepe carvalho e biscuter, come due novelli don chisciotte e sancho, si sono lasciati dietro il nido di vipere afghano e sono giunti a bangkok, luogo mitico del passato del detective, scenario di
Dopo dieci anni di matrimonio felice, anche se imposto dalle circostanze, la malinconica e annoiata contessa norma conosce una ragazzina selvatica ed errabonda, detta medusa, e se ne innamora perdutamente. Si è nella torino del primo novecento, e scoppia uno scandalo che travolge le due donne: medusa fugge a parigi, norma sarà rinchiusa in manicomio. Il primo romanzo dell'autrice di
Los angeles: in fondo a una strada sterrata sopra l'hollywood bowl viene ritrovata una rolls royce. Nel baule dell'auto un cadavere, quello di tony aliso, un produttore cinematografico di quart'ordine. La posizione del corpo e altri particolari dell'omicidio fanno pensare a un'esecuzione di stampo mafioso. È il detective harry bosch della polizia di los angeles a occuparsi del caso e dovrà spingersi al di là di ogni evidenza e di ogni certezza per venire a capo di questa intricata vicenda.