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Società

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Libri in questa classifica: 1427

Pagina 61 di 143

Posizione in classifica: 601

Mussolini Ha Fatto Anche Cose Buone
Le Idiozie Che Continuano A Circolare Sul Fascismo

Francesco Filippi

Società - Militanti politici

Mussolini Ha Fatto Anche Cose Buone<br>Le Idiozie Che Continuano A Circolare Sul Fascismo
Basta un'ora per leggere questo volume, e sarà un'ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social. «l'idea che nel ventennio ci sia stato un 'regime buono' è dura a morire. Dalla mafia al welfare, uno storico smonta le bufale fascistissime. Che sottotraccia (neanche troppo) sono ancora tra noi» - robinson tutti i luoghi comuni sul duce smontati uno a uno, perché mai come oggi è necessario smentirli (ancora una volta). Una bussola essenziale per capire il presente dopo oltre settant'anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l'idra risolleva la testa, soprattutto su internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo' di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in italia con tutt'altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L'accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un'agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della rete. Perché una cosa è certa: mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt'altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. Basta un'ora per leggere questo volume, e sarà un'ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social.
Punteggio: 800
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 11/12/2021

Posizione in classifica: 602

La Rabbia E Lorgoglio

Oriana Fallaci

Società - Militanti politici

La Rabbia E Lorgoglio
Con 'la rabbia e l'orgoglio' oriana fallaci rompe un silenzio durato dieci anni. Lo rompe prendendo spunto dall'apocalisse che la mattina dell'11 settembre 2001, non molto lontano dalla sua casa di manhattan, disintegrò le due torri di new york. Preceduto dal clamore che la parte pubblicata dai giornali in italia e all'estero suscitò diciotto giorni dopo l'immane tragedia, il libro si presenta nella sua versione originaria e integrale. Il testo è inoltre arricchito da una prefazione in cui la fallaci spiega dove esso nacque e in cui descrive la realtà globale della guerra santa. Una prefazione dove a sorpresa parla anche di se stessa: del suo lavoro, del suo ermetico isolamento, delle sue scelte rigorose e spietate.
Punteggio: 800
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 12/09/2019

Posizione in classifica: 603

Mussolini Ha Fatto Anche Cose Buone
Le Idiozie Che Continuano A Circolare Sul Fascismo

Francesco Filippi

Società - Ideali politici

Mussolini Ha Fatto Anche Cose Buone<br>Le Idiozie Che Continuano A Circolare Sul Fascismo
Basta un'ora per leggere questo volume, e sarà un'ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social. «l'idea che nel ventennio ci sia stato un
Punteggio: 800
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 02/02/2025

Posizione in classifica: 604

Tokyo Tutto Lanno
Viaggio Sentimentale Nella Grande Metropoli

Laura Imai Messina

Società - Documenti giornalistici

Tokyo Tutto Lanno<br>Viaggio Sentimentale Nella Grande Metropoli
Un viaggio lungo un anno, da mutsuki, gennaio, «il mese degli affetti», a shiwasu, dicembre, «il mese dei bonzi affaccendati», fino al cuore di tokyo, la «città bambina», dove nulla è definitivo. Tokyo non solo è una delle grandi metropoli globali, ma è anche una città densissima di storie, tradizioni, simboli, «segni»: è la città dove usanze secolari vivono accanto ai quartieri degli otaku, gli appassionati di manga e videogame, dove le culture giovanili piú effervescenti del pianeta si muovono nelle stesse strade su cui si affacciano piccoli locali tipici. È una città in cui i ritmi frenetici del lavoro e del commercio si alternano a quelli cadenzati delle stagioni e delle festività, dove il rito ha un'importanza fondamentale perché è il calendario, con le sue feste e la sua memoria, a regolare la vita dei suoi abitanti. Tokyo tutto l'anno, arricchito dalle splendide illustrazioni di igort, è un viaggio sentimentale, autobiografia in forma di città, enciclopedica lettera d'amore a una metropoli e ai suoi abitanti, indimenticabile romanzo di luoghi, personaggi, cibi, leggende, sogni.
Punteggio: 800
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 18/03/2023

Posizione in classifica: 605

Sua Santità
Le Carte Segrete Di Benedetto XVI

Gianluigi Nuzzi

Società - Documenti giornalistici

Sua Santità<br>Le Carte Segrete Di Benedetto XVI
Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi nuzzi, dopo 'vaticano s. p . a . ' sullo scandalo dello ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la chiesa e che coinvolgono l'italia e la sua politica. Anche quella del governo monti. Le lettere di boffo, l'ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di vigano che, dopo aver fatto risparmiare milioni al vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di bruno vespa), le raccomandazioni a gianni letta, il problema dell'ici secondo i rapporti riservati del presidente dello ior gotti tedeschi, il caso ruby e berlusconi ('vittima di una magistratura politicizzata'), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui legionari di cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra napolitano e il papa dì cui nessuno è a conoscenza. E don juliàn carrón, leader di cl che accusa la diocesi di milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller.
Punteggio: 800
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 02/06/2025

Posizione in classifica: 606

Stai Zitta

Michela Murgia

Società - Fenomeni sociologici

Stai Zitta
Questo libro è uno strumento che evidenzia il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un'ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice più nessuno. Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva. Se si è donna, in italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di più, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.
Punteggio: 800
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 02/06/2024

Posizione in classifica: 607

La Notte Della Sinistra
Da Dove Ripartire

Federico Rampini

Società - Ideali politici

La Notte Della Sinistra<br>Da Dove Ripartire
Attingendo alla sua formazione giovanile nel pci poi alle sue esperienze successive di reporter globale federico rampini prende di mira alcuni dogmi politically correct. E spiega che la sinistra può ripartire. Deve farlo. Ci fu un tempo in cui sinistra e popolo erano quasi la stessa cosa. Adesso in tutto il mondo le classi lavoratrici, i mestieri operai vecchi e nuovi, cercano disperatamente protezione votando a destra. Perché per troppi anni le sinistre hanno abbracciato la causa dei top manager, dell'uomo di davos; hanno cantato le lodi del globalismo che impoveriva tanti in occidente. E la sinistra italiana da quando è all'opposizione non ha corretto gli errori, anzi. È diventata il partito dello spread. Il partito che tifa per l'europa «a prescindere», anche quando è governata dai campioni della pirateria fiscale. È una sinistra che abbraccia la religione dei parametri e delle tecnocrazie. Venera i miliardari radical chic della silicon valley, nuovi padroni delle nostre coscienze e manipolatori dell'informazione. Tra i guru «progressisti» vengono cooptate le star di hollywood e gli influencer sui social media, purché pronuncino le filastrocche giuste sul cambiamento climatico o sugli immigrati. Non importa che abbiano conti in banca milionari, i media di sinistra venerano queste celebrity. Mentre trattano con disgusto quei bifolchi delle periferie che osano dubitare dei benefici promessi dal globalismo. Non rispondetemi che «quegli altri» sono peggio - scrive federico rampini -, non ditemi che è l'ora di fare quadrato, di arroccarsi tra noi, a contemplare con orgoglio tutte le nostre sacrosante ragioni, a dirci che siamo moralmente superiori e che là fuori ci assedia un'orda fascista. Quand'anche fosse vero che «quelli» sono la peste nera, allora dobbiamo chiederci: com'è stato possibile? Come abbiamo potuto regalare a «loro» l'italia più gli stati uniti, l'inghilterra più la svezia e in parte la francia? Se davvero una barbarie reazionaria sta dilagando in tutto l'occidente, dov'eravamo noi, cosa facevamo mentre questo flagello si stava preparando? (aiutino: spesso eravamo al governo). C'è qualcosa di malsano nel pensare che una maggioranza degli italiani sono idioti manipolati da mascalzoni: come si costruisce su queste basi una convivenza civile, un futuro migliore? Attingendo alla sua formazione giovanile nel pci di enrico berlinguer, fine anni settanta; poi alle sue esperienze successive di reporter globale a parigi, bruxelles, san francisco, pechino e ora new york, federico rampini prende di mira alcuni dogmi politically correct. E spiega che la sinistra può ripartire. Deve farlo. Il tracciato verso la rinascita parte dalle diseguaglianze, e abbraccia senza imbarazzi una nuova idea di nazione.
Punteggio: 799
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 14/02/2025

Posizione in classifica: 608

Scemi Di Guerra
La Tragedia Dell'Ucraina, La Farsa Dell'Italia
Un Paese Pacifista Preso In Ostaggio Dai Nopax

Marco Travaglio

Società - Documenti giornalistici

Scemi Di Guerra<br>La Tragedia Dell"Ucraina, La Farsa Dell"Italia<br>Un Paese Pacifista Preso In Ostaggio Dai Nopax
Winston churchill diceva che 'gli italiani vanno alla guerra come se fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come se fosse la guerra'. Infatti, come tutte le tragedie, anche la guerra scatenata dalla russia in ucraina, appena varcato il confine italiano s'è trasformata in farsa. E marco travaglio la racconta in questo libro, col suo stile fra l'ironico e il sarcastico. È il diario, giorno per giorno, degli eventi drammatici che si consumano nell'europa dell'est mentre in casa nostra la politica e il giornalismo danno il peggio di sé. Putiniani smemorati che impartiscono lezioni di antiputinismo a chi ha sempre condannato putin. Bellicisti da diporto che fanno il presentat'arm sul sofà e le marcette nel salotto di casa e della tv con l'elmetto sulle ventitré, tifano terza guerra mondiale (possibilmente atomica) sulla pelle degli altri, si eccitano per le stragi e per la corsa al riarmo, prendono per oro colato e rilanciano le balle più ridicole, compilano liste di proscrizione, tentano di tappare la bocca a chi non la pensa come loro. Tengono in ostaggio un paese in gran parte pacifista e lo costringono a vergognarsi di credere nei grandi valori della pace, del dialogo e della costituzione. Se in russia è vietato parlare di guerra e in ucraina è vietato negoziare con la russia, in italia è proibito parlare di pace. Ma gli scemi di guerra non sono solo le nostre sturmtruppen, che comunque ci guadagnano. Siamo noi, europei e italiani, che paghiamo il conto senza ribellarci.
Punteggio: 797
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 21/11/2023

Posizione in classifica: 609

Innocente
Una Storia Vera

John Grisham

Società - Criminologia e reati

Innocente<br>Una Storia Vera
Ron williamson lascia il natio oklahoma nel 1971, poco più di un ragazzo, inseguendo il sogno di diventare un campione di baseball. Dopo sei anni nel campionato minore un incidente mette fine alle sue speranze di gloria. Torna a casa, cerca un lavoro stabile, ma un crescente disagio psichico ne farà presto un malato di mente. Qualche anno dopo, la tranquilla cittadina di ron è scossa da un terribile evento: la giovane debbie carter viene stuprata e uccisa in circostanze poco chiare che vedono williamson tra i principali sospetti. Comincia per ron un'odissea che lo vedrà dapprima incriminato del delitto e poi condannato a morte. Dodici anni nel braccio della morte in cui continua a dichiararsi innocente. Ma quando mancano ormai cinque giorni all'esecuzione, l'estrema speranza di salvezza è rappresentata da un esame del dna che non arriva mai. Il caso di ron williamson ha ossessionato john grisham per anni, da quando il maestro del legal thriller ha letto incidentalmente la sua vicenda su un giornale locale, decidendo di raccontare per la prima volta un fatto realmente accaduto. Il risultato è una storia pervasa da una forte tensione morale che arriva a mettere in discussione il sistema legale americano.
Punteggio: 797
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 14/07/2022

Posizione in classifica: 610

Dolore E Furore
Una Storia Delle Brigate Rosse

Sergio Luzzatto

Società - Militanti politici

Dolore E Furore<br>Una Storia Delle Brigate Rosse
La dolorosa storia degli «anni di piombo» attraverso il ritratto di una generazione furente. Per raccontare l'italia delle brigate rosse, sergio luzzatto ha adottato un fil rouge biografico e, insieme, una prospettiva suggestivamente corale. Il filo rosso viene dalla vita, sanguinosa quanto breve, dell'ex marinaio riccardo dura: colui che, sparando al cuore dell'operaio comunista guido rossa, cambiò per sempre sia la storia delle br, sia la storia d'italia. E che, trucidato dalle forze dell'ordine, suo malgrado appose al terrorismo di sinistra l'ambiguo sigillo del martirio. La prospettiva corale viene dai volti e dalle voci di genova, la città dove tutto inizia e dove tutto finisce. La storia della lotta armata va compresa guardando, più che al singolo, ai molti. E guardando indietro, all'italia degli anni sessanta, altrettanto che all'italia degli anni settanta. L'immigrazione, la famiglia, la scuola, la fabbrica, i «movimenti», la piazza, l'università, il carcere: in questo libro, quello dei «compagni che sbagliano» è romanzo di formazione, prima di diventare romanzo criminale. Questa è una storia delle brigate rosse ricostruita attraverso il prisma della città di genova. Città-laboratorio di violenza politica, dagli incerti esordi della banda xxii ottobre al sequestro del giudice sossi, la prima impresa clamorosa delle br. Città-palestra di lotta armata, dall'omicidio del giudice coco e della sua scorta al tentativo dei terroristi di trasformare in rivoluzionari gli operai dell'italsider, dell'ansaldo, dell'italcantieri, in quella che negli anni settanta era la capitale italiana dello stato imprenditore. Città-cimitero in una guerra infine quasi privata, le br del «militarista » riccardo dura contro i carabinieri del generale dalla chiesa, cui i responsabili politici della repubblica delegarono il compito di annientare il terrorismo rosso a mano altrettanto armata. Nella prospettiva di sergio luzzatto, genova diventa una chiave per interpretare l'italia degli «anni di piombo». Lo spazio del racconto si allarga, il contesto locale si intreccia con il contesto nazionale e internazionale: dall'asse genova-roma, che sostenne la logistica del sequestro moro, all'asse genova-parigi, che garantì i rapporti esteri dei brigatisti, passando per i traffici d'armi nelle acque del mediterraneo. E la chiave genovese vale a collocare la posizione storica dei «cattivi maestri». In particolare, attraverso il riconoscimento del ruolo assunto ai vertici delle br da una strana coppia di intellettuali, due professori universitari imparentati tra loro: il filologo enrico fenzi e il sociologo giovanni senzani, «cognati rossi».
Punteggio: 795
                 

Ultimo aggiornamento punteggio: 11/04/2025

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