Scritto quasi di getto in soli due mesi tra il 1887 e il 1888, pierre e jean è una delle più riuscite prove narrative di maupassant. I fratelli roland, il cui rapporto è segnato da una tacita rivalità, si trovano improvvisamente divisi a causa di una misteriosa eredità. Gelosia e sospetto travolgono l'anima sensibile, solitaria ma anche passionale e rancorosa di pierre, il maggiore, escluso dalla successione che va a vantaggio del solo jean, mite e accomodante. La verità, dolorosa e inesorabile, si fa strada lentamente in un crescendo di angoscia e il conflitto tra i due giovani giunge presto al suo epilogo: l'uno si sposerà rientrando nel pacifico quanto ipocrita ordine borghese, l'altro, afflitto dall'assurdo fardello di un'espiazione che non gli appartiene, romperà definitivamente i ponti con il passato e con la famiglia.
Antonio magnano, giovane seduttore catanese, non riesce a consumare il suo matrimonio con la bella ereditiera barbara di cui è forse troppo innamorato. Nel clima di machismo che impera tra le due guerre lo scandalo scoppia rapidamente. Il più amaro e significativo romanzo di vitaliano brancati (1907-1954).
Dall'autrice della saga dei cazalet, un romanzo dalle atmosfere tutte nuove; con la finezza e l'eleganza che ben conosciamo, elizabeth jane howard racconta la mondanità, la vita agiata dell'élite culturale, il mondo sfarzoso e nevrotico del teatro di fine anni cinquanta. «'cambio di rotta' è un quartetto d'archi, plasmati e interconnessi in maniera meravigliosa. Alberta ha il guizzo di un'eroina di turgenev. Questo non è un libro da donne, è un libro per tutti noi» – the observer «howard è un'osservatrice davvero acuta del comportamento umano. I suoi volumi sono costruiti con tocchi minuscoli e brillanti. È questa la vera magia di howard: la sua umanità trascende l'individuo» – the sunday times «una narratrice trascinante, avveduta e accurata nell'osservazione umana, con un orecchio affilato per il dialogo, che ha eletto la lingua inglese come suo oggetto di piacere» – the guardian emmanuel e lillian joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare jimmy sullivan. I joyce conducono una vita da girovaghi: londra e new york per il lavoro di emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del mediterraneo. Emmanuel tradisce lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo carisma; complice anche l'abile lavoro di jimmy, lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e lillian inizia a temere che alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata.
Stephen dedalus studia, lontano dai genitori, presso i gesuiti. Quando, ormai adolescente, passa a un altro collegio, vive le prime esperienze sessuali in un bordello di dublino. Ma in un ritiro spirituale decide di indirizzarsi a una nuova spiritualità. Presto però si sente insoddisfatto e quando inizia l'università avverte nuove esigenze estetiche; capisce così di doversi svincolare dalla famiglia e dalle istituzioni religiose e politiche. Stephen dedalus si dispone, novello dedalo, a lasciare l'irlanda, il suo
Mai, sicuramente un altro libro ha contenuto tanta vita e movimento, insomma tanto popolo. Guy de maupassantgerminal è il romanzo del popolo sofferente e della sua rivolta disperata, ma anche della paura borghese di fronte alle esplosioni rivoluzionarie che mostravano la fragilità dell'ordine sociale. Stefano lantier, il protagonista, minatore nel nord della francia, si mette a capo di uno sciopero che degenera in violenza, scatena la repressione e conduce a una spaventosa catastrofe. Una vicenda d'amore, tradimento e morte si svolge fuori e dentro la miniera, immagine di un vuoto spaventoso che aspira le vite degli uomini, divorandoli. Alla sua uscita scatenò un enorme scandalo ma anche grandi entusiasmi. Colette becker, oltre a rievocare con precisione gli eventi e l'atmosfera contemporanei alla composizione e alla pubblicazione del libro, documenta proprio l'appassionante dibattito che germinal provocò. Di Émile zola (1840-1902) nella bur sono presenti: l'assommoir, germinal, la bestia umana, la gioia di vivere, nanà, thérèse raquin e il ventre di parigi. Colette becker, docente di letteratura francese e membro del centro di studi su zola del cnrs, è autrice di numerosi saggi e studi, tra cui les apprentissages de zola (1993) e zola. Le saut dans les étoiles (2002).
Akakij akakievic basmackin è un mite impiegato, deriso dai colleghi, copiatore di lettere ad un ministero, così povero da dover risparmiare un intero anno per potersi far fare un nuovo cappotto dal sarto. La felicità di sfoggiarlo dura un solo giorno: la sera stessa viene assalito e derubato del suo bene prezioso. La polizia lo tratta malamente e non riesce neppure una colletta tra i colleghi. Dopo pochi giorni akakij akakievuc muore di disperazione e di freddo.
'non permetterò mai a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita', scriveva paul nizan riferendosi ai suoi vent'anni e in generale al tempo della sua adolescenza. Perché quel tempo, quello durante il quale si varca il confine che separa la giovinezza dall'età adulta, è spesso feroce e terribile. Di tutto questo si rese conto dickens quando scrisse la storia di david copperfield, un vero e proprio inno alla dolcezza e alle amarezze intrinseche al crescere e al formarsi. Quello del protagonista è un percorso di apprendistato prima di tutto umano, a confronto con personaggi di ogni tipo, dalla stramba zia betsey a uriah heep, sullo sfondo di una londra plumbea e sulfurea.
Un'opera inconsueta nella letteratura russa, che al suo apparire attira immediatamente l'attenzione del pubblico. Amori contrastati, feste sfrenate nelle notti di luna, luoghi stregati, giovani che vagabondano di casa in casa cantando o che vendono l'anima al diavolo in cambio di ricchezze, vecchi ubriachi che giocano a carte con le streghe. Ma vero protagonista delle veglie è il diavolo, sempre pronto ad architettare trappole e astuzie ai danni degli abitanti di dikan'ka, irrompendo all'improvviso nelle loro vite. Le veglie, scanzonate, fiabesche e talvolta terribili avventure di ambientazione rurale, raccolte dall'apicoltore rudyj pan'ko durante le interminabili notti invernali intorno al fuoco, incantano i lettori col loro umorismo grottesco e raffinato e venato di malinconia, divertendoli e tenendoli col fiato sospeso. Le vicende si dipanano in un tempo sospeso e mitico.
Aspra e brulla, sferzata dai venti, la brughiera di egdon incombe come un'ombra minacciosa sui protagonisti del romanzo, ambientato, come tutte le opere della maturità di hardy, in un mitico wessex senza tempo e senza storia: misteriosa presenza, simbolo del destino cieco che governa il mondo, e immutabile orizzonte naturale entro cui si dispiegano le volubili passioni degli uomini. A innescare il dramma è il ritorno nella terra d'origine di clym yeobright, il 'nativo' evocato dal titolo inglese (the return of the native, 1878), un figlio della brughiera che dopo un lungo soggiorno a parigi come mercante di preziosi decide di riscoprire le proprie radici e seguire la sua vocazione più autentica. Per l'affascinante e inquieta eustacia vye, ambiziosa sognatrice che trascorre i suoi giorni immaginando impossibili evasioni, l'incontro e poi il matrimonio con clym sembrano essere l'occasione tanto attesa per sottrarsi all'angusta vita di provincia. Ma nulla unisce i due amanti, e molte cose li dividono: dopo averne fatto lo strumento dei suoi imperscrutabili disegni, il fato si vendicherà della bella eustacia e la storia d'amore volgerà inesorabilmente in tragedia.
Il novecento è appena iniziato in giappone, e l'era meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Il potere feudale dei daimyo è un pallido ricordo del passato, così come i giorni della rivolta dei samurai a satsuma, e l'esercito nipponico contende vittoriosamente alla russia il dominio nel continente asiatico. Per nero, il gatto di un vetturino che spadroneggia nel quartiere in cui si svolge questo romanzo, i frutti dell'epoca moderna non sono per niente malvagi: ha un pelo lucido e un'aria spavalda impensabili fino a qualche tempo fa per un felino di così umile condizione. Per il protagonista di queste pagine, invece, un gatto dal pelo giallo e grigio, che i suoi simili sbeffeggiano chiamandolo 'senza nome', le cose non stanno così: dinanzi ai suoi occhi si dispiega tutta l'oscura follia che aleggia in giappone all'alba del xx secolo. Il nostro eroe vive a casa di un professore che si atteggia a grande studioso e che, quando torna a casa, si chiude nello studio. Di tanto in tanto il gatto va a sbirciarlo e puntualmente lo vede dormire. Certo, il luminare a volte non dorme, e allora si cimenta in bizzarre imprese. Compone haiku, scrive prosa inglese infarcita di errori, si esercita maldestramente nel tiro con l'arco, recita canti no nel gabinetto, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna.