'il lavoro all'albergo m'insegnò il vero valore del sonno, come la fame mi aveva insegnato il vero valore del cibo. ' ispirato a un periodo della vita nel quale conobbe 'i margini della miseria', senza un soldo a parigi e a londra (1933) racconta, sulle orme del jack london del popolo dell'abisso , la discesa di un imperturbabile protagonista nel mondo sordido e disperato dei proletari metropolitani dell'una e dell'altra capitale, dove è possibile incontrare l'umanità più varia, contraddittoria e disperata e i suoi eccessi di ferocia e tenerezza. È l'opera prima di george orwell, quella che segna la nascita dello scrittore. Si delineano già la sua duplice vocazione, narrativa da una parte e di testimonianza sociale dall'altra, e i temi dei libri futuri: il prevalere degli interessi sociali su quelli letterari, la matrice vissuta e sofferta delle posizioni ideologiche.
«essere democratici è una fatica immane. Allora perché continuiamo a esserlo quando possiamo prendere una scorciatoia piú rapida e sicura? » «essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all'italia di oggi, sembra che non interessi piú a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia piú rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello stato, meno costosa, piú veloce ed efficiente? » dando prova di un'incredibile capacità dialettica, michela murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l'ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte piú nera che alberga in ciascuno di noi.
Il reale scenario dell'iliade e dell'odissea è identifìcabile non nel mar mediterraneo, dove da adito ad innumerevoli incongruenze (un clima sistematicamente freddo e perturbato, battaglie che proseguono durante la notte, eroi biondi intabarrati in pesanti mantelli di lana, fiumi che invertono il loro corso, il peloponneso pianeggiante, isole e popoli introvabili. ), ma nell'europa settentrionale. Le saghe che hanno dato origine ai due poemi provengono dal baltico e dalla scandinavia, dove nel ii millennio a. C . Fioriva una splendida età del bronzo e dove sono tuttora identificabili molti luoghi omerici, fra cui troia e itaca; le portarono in grecia, in seguito al tracollo dell'optimum climatico, i grandi navigatori che nel xvi secolo a. C . Fondarono la civiltà micenea: essi ricostruirono nel mediterraneo il loro mondo originario, in cui si erano svolte la guerra di troia e le altre vicende della mitologia greca, e perpetuarono di generazione in generazione, trasmettendolo poi alle epoche successive, il ricordo dei tempi eroici e delle gesta compiute dai loro antenati nella patria perduta. La messa per iscritto di questa antichissima tradizione orale, avvenuta in seguito all'introduzione della scrittura alfabetica in grecia, attorno all'viii secolo a. C . , ha poi portato alla stesura dei due poemi nella forma attuale.
Nel 1417, in un'epoca in cui per impadronirsi di un testo antico si poteva rubare o uccidere, l'umanista poggio bracciolini scoprì in un monastero tedesco l'unica copia sopravvissuta del poema filosofico di lucrezio, 'de rerum natura'. Oggi 'il manoscritto' racconta l'impatto delle idee di lucrezio - intorno agli atomi, agli dèi e alla loro assenza, alla felicità umana - su artisti e pensatori come botticelli e giordano bruno, montaigne e shakespeare, freud e einstein. Con il passo e la felicità del narratore greenblatt dimostra in queste pagine che i grandi libri cambiano la storia del mondo.
'una stagione all'inferno', stampata nel 1873, è la sola opera pubblicata a cura di rimbaud. L'opera, che si compone di nove sezioni, parte in poesia e parte in prosa, è una specie di diario autobiografico immerso in un'atmosfera demoniaca nella quale i momenti fondamentali della vita si trasfigurano nei simbolismi della magia, dell'odio, della veggenza.
Il 19 maggio 1978, con un proiettile calibro 22, marie-jo, la figlia venticinquenne di georges simenon, si uccide nel suo appartamento di parigi. È un suicidio annunciato, e del resto più volte tentato: dopo essere stata una bambina difficile, marie-jo era entrata sin dall'adolescenza in un ciclo infernale di cliniche, fughe, ospedali psichiatrici. Simenon non raggiunge parigi, ma si preoccupa che siano eseguite le estreme volontà della giovane, contenute in una lettera straziante trovata accanto al cadavere. Nel 1980 lo scrittore compone queste
'per chi scrive storie all'asciutto della prosa - scrive erri de luca l'azzardo dei versi è il mare aperto. è che a cinquant'anni un uomo sente di doversi staccare dalla terraferma e andarsene al largo. ' l'acqua è l'elemento che domina, visivamente e allegoricamente, la prima metà del libro, ponendo le premesse per la più tellurica consistenza della seconda. Un'acqua che si presenta innanzitutto come elemento primordiale.
Gio evan, classe 1988, in rete è un mito e per le strade pure. Le sue micropoesie vengono citate, condivise, scritte sui muri, appese agli alberi. Dopo aver viaggiato in tutta europa e in sud america solo con la sua bicicletta, aver vissuto con gli sciamani e affrontato una profonda ricerca spirituale, è tornato in italia per dedicarsi completamente alla vita di artista. Da anni incanta il pubblico in spettacoli di quella che lui stesso chiama 'filosofia comica', veri e propri happening in grado di avvicinare alla poesia piccole folle. È scrittore, performer e cantautore. Il suo stile non permette classificazioni: onirico, surreale, giocoso, ironico, è sempre un inno all'amore e alla vita. Questo è il suo quarto libro dopo la bella maniera, teorema di un salto e passa a sorprendermi.
'mi avvicino lentamente a piccoli passi, sorridendo per l'imbarazzo e mi accosto al tavolo. Davanti a me c'è il cappotto, adagiato sul fondo della scatola, posato su di un grande foglio come su di un lenzuolo: irrigidito dall'imbottitura di carta che lo riempie, sembra davvero rivestire un morto. ' parigi, lorenza foschini sfiora emozionata il liso cappotto appartenuto all'amato scrittore marcel proust. È arrivata a scovarlo tra i fondi del musée carna-valet. Non è una reliquia qualsiasi: proust vi era particolarmente affezionato, ma è soprattutto la storia del suo ritrovamento ad affascinare la foschini, che, partendo da questo primo indizio e affidandosi alla potente e molto proustiana capacità evocativa degli oggetti, ricostruisce le vicende di alcuni dei personaggi che hanno gravitato intorno alla vita dell'autore. A cominciare da jacques guérin, industriale del profumo, ma anche raffinato bibliofilo e collezionista. C'è poi il fratello medico di proust, robert, iracondo e sospettoso, costretto a misurarsi con editori esigenti, nell'impari impresa di pubblicare postumi gli inediti di quello che è ormai uno scrittore famoso; e l'acida moglie di questi, marthe. Storia di un'ossessione, 'il cappotto di proust' è al tempo stesso una rievocazione della società parigina di inizio secolo e un sentito omaggio ai particolari più umili dell'esistenza: dettagli minimi, 'oggetti senza valore, mobili di dubbio gusto, persino un vecchio cappotto'.
Gio evan, classe 1988, in rete è un mito e per le strade pure. Le sue micropoesie vengono citate, condivise, scritte sui muri, appese agli alberi. Dopo aver viaggiato in tutta europa e in sud america solo con la sua bicicletta, aver vissuto con gli sciamani e affrontato una profonda ricerca spirituale, è tornato in italia per dedicarsi completamente alla vita di artista. Da anni incanta il pubblico in spettacoli di quella che lui stesso chiama 'filosofia comica', veri e propri happening in grado di avvicinare alla poesia piccole folle. È scrittore, performer e cantautore. Il suo stile non permette classificazioni: onirico, surreale, giocoso, ironico, è sempre un inno all'amore e alla vita. Questo è il suo quarto libro dopo la bella maniera, teorema di un salto e passa a sorprendermi.