In una napoli piena di mistero e intensità, muovendosi con disinvoltura tra ambientazioni colte e coloriture popolaresche, antonella cilento si misura nella misura breve del racconto, e propone una collezione di storie in cui vibra il più classico e raccontato dei sentimenti. Ma non è solo l'amore come forza spirituale o carnale a percorrere le pagine del libro: l'amore è anche fascinazione, attrazione per oggetti mitici e fantastici, invasamento e passione politica. Un libro intenso e carico di passionalità, che scava nelle strade e nel passato di una napoli in cui leggende e miti del passato si mescolano e danno profondità alle storie del presente.
A pirocha, come in tutta l'isola di degnasàr e come nell'intero pianeta, non piove più da molti mesi. I pozzi gorgogliano ultimi lamenti, i fiumi espongono scheletri di sassi bianchi, i mari iniziano ad evaporare. In questo mondo riarso la vita resta sospesa sotto un sole implacabile. Persino filò, prostituta-intellettuale di pirocha, che su questo dio distratto e sordo alle suppliche ha maturato una teoria tutta sua, resta senza lavoro. Poi, un giorno, la pioggia spezza la maledizione. Un'euforia matta prende tutti, restituiti alla vita. Però è un preludio di diluvio: peggio dello scampato deserto. Cinque donne, le prescelte visitate dal colombaccio messaggero, filò in testa, attraverseranno lo sconquasso, temendo l'ultimo inverno del mondo, per trovare rifugio nel monastero cistercense di taladdari, abbandonato e solitario sulla montagna, ma già covo di banditi sanguinari. Attenderanno una primavera che fiorisca dal fango, e sarà forse un'altra infanzia del mondo. Con un problema: la procreazione della specie, e chissà se a valle non si trovi una possibilità: un adamo sopravvissuto al cataclisma.
La relazione dell'autrice con la madre è il centro oscuro della sua ricerca artistica e dà vita qui a tredici storie di formidabile bellezza. «alice munro mette nero su bianco il dolore e il piacere della vita nel canto di una prosa asciutta, senza mai sperperare una parola. » - the daily telegraph «il problema, l'unico problema, resta mia madre. Ed è ovviamente lei quella che cerco di afferrare; è per raggiungere lei che è stato intrapreso l'intero viaggio. A quale scopo? Per delimitarla, descriverla, illuminarla, celebrarla, per liberarmene; e non ha funzionato, perché incombe da troppo vicino, come ha sempre fatto. Io potrei sforzarmi in eterno, con tutto il talento che ho, e con tutti i trucchi che conosco, e sarebbe sempre lo stesso». È questa la profetica conclusione cui giungeva la narratrice dell'ultimo racconto di questa raccolta di alice munro, la seconda, datata 1974. «una cosa che volevo dirti da un po'»: la formula di un'intima, innocua confessione per un viaggio che da allora non cessa di tracciare percorsi inesauribili e sempre nuovi.
In fondo, la vacanza è uno sport estremo. Forte di tale convinzione, l'io narrante, che gestisce uno stabilimento balneare, racconta la propria lieve odissea di salvanatanti. Ma non è solo: altri personaggi - pavidi, burloni, stravaganti, abulici - popolano questo scanzonato romanzo di mare e di costa con un fondo amaro. Una brulicante umanità che va dalla casalinga di voghera all'azzimato perito (industriale); in mezzo, un oceano di vitelloni che tra una cazzata (di vela) e l'altra guardano ammirati le poppe (degli yacht) sfilargli in bella vista sotto il naso. Un alone lunare accomuna i beati che rosolano al sole sognando hollywood. Ogni situazione è frutto di fantasia, ma qualsiasi nesso con un'eventuale realtà è casualmente voluto.
'la vita non si lascia mettere sotto spirito. ' «e solenghi conclude: «negli ultimi tempi mi raccontò che stava scrivendo un libro. Le chiesi qual era il titolo è lei rispose: 'È arrivato l'arrotino'. Che razza di titolo è, le chiesi di nuovo io. E lei mi spiegò: 'perché mentre scrivo, apro la finestra di casa che dà sulla strada e, al di là dei rumori di auto, la voce ricorrente che mi arriva è quella dell'arrotino. E per me inizia bene la giornata'» - emilia costantini, corriere della sera 'fu allora che udii la voce di un uomo gagliarda e invitante, fulminea e tagliente come l'affondo di una spada. Urlava con un'esuberanza che squarciò la sfera di silenzio e mosche in cui eravamo sospesi: ‘donne! È arrivato l'arrotino! ' . Qualcosa accadde certo dentro di me, era solo l'inizio, forse. ' «nella mia vita avrei costruito cattedrali di grazia e bellezza. » certi incontri hanno una forza quasi magica, perché dilatano lo sguardo lasciando affiorare le nostre paure più profonde. A volte sono persone, altre idee, altre ancora solo voci. Ma tanto basta. Non saremo più gli stessi. È quello che ci racconta anna marchesini in questo suo ultimo romanzo. Due vite, due donne, due storie vicine e lontane: una creatura che sta per venire al mondo e un'orfana che del mondo conosce solo l'indifferenza. Un prima e un poi legati a doppio filo dalla stessa presenza: il passaggio dell'arrotino che deposita le sue orme sulla polvere, lo specchio di tutto quello che nella vita temiamo e amiamo. In bilico tra il sorriso e la lacrima, queste pagine sono un inno alla gioia e alla libertà, il dono più bello di una delle più grandi artiste italiane degli ultimi anni. Con una lettera di virginia marchesini alla madre e una selezione di poesie inedite.
Si chiama martin latour quiros e viene da un porto della normandia. È ossessionato dal dolore, anche perché è insensibile al male fisico, vuole scoprirne il segreto. Emarginato fin dalla nascita a causa del suo aspetto deforme, ha trovato rifugio da un impagliatore di animali che gli ha insegnato il mestiere e lo ha iniziato all'anatomia. Ma latour non si è fermato, ha continuato la sua ricerca, oltre ogni limite, fino all'incontro con il marchese de sade, di cui è diventato il valletto, lo scrivano, l'interlocutore, il doppio. Fra realtà e finzione, racconto mitico e ritratto psicologico, questo romanzo esplora il cuore della sofferenza e della crudeltà, offrendo una sottile riflessione sul confine tra bene e male.
Due uomini e due donne, professionisti di successo e amici da sempre, partono da milano insieme a un agente immobiliare per visitare alcune case di campagna che intendono acquistare e ristrutturare in italia centrale. Quasi arrivati a destinazione, si perdono lungo strade sterrate tra colline coperte di boschi e la macchina su cui viaggiano cade in un fosso. I telefoni cellulari non hanno copertura, sta calando la notte e comincia a piovere. Adottando un punto di vista fluttuante che, di volta in volta, si sposta impercettibilmente da uno all'altro dei cinque personaggi, de carlo costruisce un romanzo a più voci in cui racconta delle nostre aspirazioni e contraddizioni, dei rapporti d'amicizia e d'amore, delle paure, delle manie, dei sogni nascosti.
Elizabeth la saggia, lydia la mondana, jane la bella, mary la timida. Generazioni di lettrici hanno pianto, sperato, sognato insieme alle sorelle bennet, indimenticabili protagoniste di 'orgoglio e pregiudizio'. Vent'anni dopo l'epilogo del romanzo della austen, le ritroviamo qui al fianco di mariti devoti, distratti o crudeli; assediate dalla malinconia o dai pettegolezzi: impegnate a crescere i figli o a frequentare circoli alla moda; alle prese con le gioie, i dubbi e le debolezze del tempo che passa. Tutte tranne mary, la più docile, la più riservata. Non si può dire che, fino a qui, la vita sia stata troppo generosa con lei: bruttina, ignorata dai pretendenti e inchiodata alle convenzioni, ha trascorso più di un decennio al capezzale di una madre capricciosa e malata. Ora, alla morte di questa, si ritrova improvvisamente sola e libera, con un futuro tutto da inventare. Sfidando le convenzioni e le proprie più profonde paure, mary si getta in un'avventura imprevedibile, complicata e appassionante quanto la vita stessa.
L'io narrante è mao, una ragazza che vive con la madre in una comunità religiosa sorta attorno alla carismatica figura della nonna, guaritrice e veggente. La setta, dopo la morte della fondatrice, ha cominciato a tradirne gli insegnamenti e si è trasformata in impresa a scopo di lucro. Mao se ne allontana sempre più e in occasione di una delle sue fughe incontra una coppia di motociclisti. Chiama lei
Può un antico mito rivivere in una crudele storia di amore e tradimenti che nasce e si sviluppa nell'inferno della società di oggi? Questo libro lo suggerisce con forza. La giovane clitemnestra, ragazza borghese, si ritrova spaesata e incuriosita nell'ambiente del marito agamennone, un boss: