Diffida sempre delle apparenze, mio caro nathan poichè il mondo non è altro che un'illusione alla quale gli spiriti deboli si accontentano di credere. La verità, ben più crudele, si annida tra le ombre del passato. In pochi osano cercarla. «difficile resistere a questo romanzo strano e un po' gotico che si svela poco alla volta, un enigma dietro l'altro, dove ogni rivelazione porta a una nuova ricerca, a una nuova sfida. Desideriamo anche noi entrare nel palazzo delle ombre e varcare l'ultima porta segreta. Un vero e proprio successo! » - florence dalmas parigi, 1960. Nathan thanner, un trentenne taciturno e riservato, trascorre le sue giornate in una bottega del marais dove crea preziose marionette. Ma ecco che una mattina d'autunno riceve una misteriosa lettera da suo padre, sparito da più di vent'anni, e niente sarà più lo stesso. Ex romanziere di successo diventato pazzo, hugo thanner annuncia di essersi suicidato e di avergli lasciato in eredità una dimora maledetta, il palazzo delle ombre, vicino al père lachaise. Comincia così per nathan una caccia infernale alla ricerca dell'ultimo manoscritto di h. Thanner, in un susseguirsi di vendette, patti di sangue e trappole machiavelliche in cui il confine tra realtà e illusione è sempre più labile. Immergendosi nel passato nathan scoprirà i segreti più inquietanti della sua famiglia e approderà alla soluzione dei misteri che si celano nel palazzo delle ombre. Dalla penna di un autore che ha saputo fare suoi i generi più diversi, un romanzo dal sapore gotico che esplora i lati oscuri dell'animo umano.
Il 25 maggio del 1944 finisce la guerra a littoria, la futura latina, e il canale mussolini, dopo essere stato per mesi la dura linea del fronte di anzio e nettuno, torna a essere quello che era, il perno della bonifica pontina. Inizia la ricostruzione mentre al nord la guerra continua e coinvolge i peruzzi su tutti i fronti, repubblichini o partigiani. Antonio pennacchi torna a narrare le gesta dei peruzzi, famiglia di pionieri bonificatori, grandi lavoratori, eroici spiantati, meravigliosi gaglioffi e donne generose.
Londra, charlotte street. Jason priestley - ex insegnante, ex fidanzato cronico, aspirante giornalista ed eroe riluttante - ha appena incontrato la sua cenerentola. Cercava di salire su un taxi tenendo in equilibrio un'incredibile montagna di sacchetti, borse e pacchi, senza riuscirci. Jason è intervenuto in suo aiuto, e i loro sguardi si sono incrociati per un magico istante pieno di promesse. Un attimo dopo, lei se ne è andata. Ma a jason è rimasto per sbaglio qualcosa in mano, una macchina fotografica usa e getta piena di foto già scattate. Ora si trova di fronte a un dilemma: deve rintracciare la ragazza o rispettare la sua privacy? Cercarla significherebbe seguire il consiglio di dev, il vulcanico amico con il quale jason condivide casa, bevute e (dis)avventure. Insieme, dovrebbero imbarcarsi in una rocambolesca caccia al tesoro seguendo gli unici indizi che hanno, ancora gelosamente custoditi nella macchina fotografica. Tra tentennamenti, errori e complicazioni di ogni genere, jason imparerà una lezione importante, ovvero che, nel tempo di un clic, le cose si possono sviluppare in modo del tutto inaspettato.
Nick hornby racconta la vita coniugale al tempo della brexit in un romanzo conversazione ironico, pungente ma anche profondo: la storia di una crisi. O forse di un grande amore. «acuto, esilarante. Una scrittura che sa emozionare» – the new york times book review «un'effervescente novella urbana sulla crisi matrimoniale» – robinson «la brexit comunque è una specie di divorzio» tom, critico musicale disoccupato, e louise, gerontologa, sono sposati da anni e pensano di avere costruito una relazione solida, finché un «piccolo sbaglio» non li spinge sull'orlo della rottura. Andare da una consulente matrimoniale sembra essere l'unica soluzione. Prima di ogni seduta, per mettere a fuoco i punti salienti di cui discutere, marito e moglie si incontrano al pub. Ed è proprio qui, al solito tavolo, davanti a una birra e a un bicchiere di vino, che i due sviscerano il loro rapporto in un fitto, divertentissimo dialogo botta e risposta. Fra ardite metafore mediche che vedono il matrimonio come un paziente moribondo, e analogie sportive tra la vita sessuale e le prestazioni di un centometrista, prende forma una domanda capitale: e se il matrimonio fosse come un computer? E se, dopo averlo aperto e smontato per capire come funziona, il risultato fosse una marea di piccoli pezzi impossibili da rimettere insieme?
Nick hornby racconta la vita coniugale al tempo della brexit in un romanzo conversazione ironico, pungente ma anche profondo: la storia di una crisi. O forse di un grande amore. «acuto, esilarante. Una scrittura che sa emozionare» – the new york times book review «un'effervescente novella urbana sulla crisi matrimoniale» – robinson «la brexit comunque è una specie di divorzio» tom, critico musicale disoccupato, e louise, gerontologa, sono sposati da anni e pensano di avere costruito una relazione solida, finché un «piccolo sbaglio» non li spinge sull'orlo della rottura. Andare da una consulente matrimoniale sembra essere l'unica soluzione. Prima di ogni seduta, per mettere a fuoco i punti salienti di cui discutere, marito e moglie si incontrano al pub. Ed è proprio qui, al solito tavolo, davanti a una birra e a un bicchiere di vino, che i due sviscerano il loro rapporto in un fitto, divertentissimo dialogo botta e risposta. Fra ardite metafore mediche che vedono il matrimonio come un paziente moribondo, e analogie sportive tra la vita sessuale e le prestazioni di un centometrista, prende forma una domanda capitale: e se il matrimonio fosse come un computer? E se, dopo averlo aperto e smontato per capire come funziona, il risultato fosse una marea di piccoli pezzi impossibili da rimettere insieme?
Il volume è la storia di un menage a trois fra il matteo del titolo, un trentenne dai modi gentili che lavora in un'agenzia di pompe funebri, a cui sono sconosciuti il rimorso e il senso di colpa, filippo, il giovane omosessuale figlio dei titolari della ditta, persuaso che si possa fare del quotidiano una rivoluzione permanente, e claudia, bella e sofisticata terapeuta musicale, donna esageratamente convinta del proprio fascino. La relazione erotica presto si trasforma in un crudele gioco al massacro.
Vera ha cinquant'anni e compone il suo romanzo epistolare destinando le sue lettere a flavia, la nipote bambina di edoardo, il giovane violinista a cui è sentimentalmente legata. Scrive per sette anni, dal 1988 al 1995, anche quando la storia d'amore con edoardo finisce, mantenendosi tuttavia sul filo di un'amicizia e, mentre si rivolge a vera, è come se lasciasse riaffiorare la bambina che lei stessa è stata. È un leopardiano 'dolce rimembrar' dove al ricordo amoroso dello zio edoardo si intrecciano le molte altre storie che compongono un mosaico esistenziale: così agli appuntamenti concertistici si affiancano viaggi professionali, le fragili 'mitologie familiari' si alternano ai divertiti giochi gergali degli innamorati.
Grecia, una zona anonima e inospitale. Uno stage della comunità europea e un gruppo di ragazzi che non sanno con esattezza cosa li aspetta. Ma ognuno di loro ha una buona ragione per partire. Smarcarsi da una situazione sentimentale bloccata, scappare, o soltanto seguire l'idea che qualcosa è meglio di niente. Una volta arrivati però si troveranno davanti un compito del tutto imprevisto: ammazzare il tempo standosi addosso e dovendo fare i conti con se stessi. Una ragazza ha trovato un suo modo per gestire la convivenza e il quotidiano vuoto: corre e osserva. Youth center, la spiaggia, le residenze dei ragazzi e delle ragazze, le strade e le botteghe in cui si parla una lingua percepita ma mai davvero compresa, diventano lo sfondo di alleanze e scontri, lo spazio in cui le linee di un'intricata geometria esistenziale si sfiorano, si incrociano o collidono. Questi giovani non vivono in una messa in scena televisiva, non c'è nessuno che possa rimandarli a casa o conferirgli il successo. Eppure, come i protagonisti di un reality, sembrano muoversi sempre in cerca di approvazione, dell''amore degli altri'. Ma i loro conflitti e abbracci, gli sfoghi eccitati dall'iso lamento e dalla deportazione in un luogo estraneo vengono registrati solo furtivamente da una di loro. Quella ragazza che più tardi, quando tutto è finito, si metterà a raccontare.
1928. Max costa, ballerino professionista su un transatlantico, invita a danzare mecha inzunza, bellissima dama spagnola in viaggio alla volta del sudamerica col marito armando de troeye, musicista deciso a scrivere per scommessa un tango che sfidi il bolero del collega ravel. Max e mecha sono presi da una danza dei sensi che va molto oltre l'erotismo stilizzato del ballo: è l'inizio di un legame torbido, equivoco, che si protrae una volta finito il viaggio, esplorando i bassifondi di buenos aires alla ricerca del tango com'era prima di diventare di moda. Nove anni dopo, a nizza, mecha e max s'incontrano di nuovo. Lei indossa sempre la sua bellezza elegante e altera, lui gli abiti e i modi impeccabili che fanno di una vita di espedienti una forma d'arte: arte che dovrà mettere a servizio di un atto di alto spionaggio. E ancora una volta i due si separano, per rivedersi nel 1966 a sorrento: ammaccato da un'esistenza difficile, max è l'autista di un ricco svizzero. Mecha è al seguito del figlio, giovane genio degli scacchi che sta per sfidare il campione del mondo in carica, il russo sokolov. Di nuovo musica, servizi segreti, furti e mezze verità per incorniciare il terzo atto di un amore che ignora lo spazio e il tempo e brilla inestinguibile riallacciando in un ultimo ballo due vite fatte per attrarsi e respingersi.
La vita scintillante di fabio resti, imprenditore romano che traffica con successo nel business degli eventi aziendali, piomba nell'ombra più anonima quando riceve un'inattesa telefonata da parte della guardia di finanza: l'ufficiale belfiore deve consegnargli una urgente comunicazione giudiziaria che lo riguarda. Causa il possibile inquinamento delle prove, fabio è costretto a disdire tutti gli impegni e a iniziare l'estate agli arresti domiciliari, a casa dei suoi genitori, in via di val tellina, invece che a formentera o in salento. È un colpo durissimo, ma anche l'inizio di una piccola, personale rivoluzione. Il confino nell'appartamento dei suoi anni giovanili, l'osservazione dell'amorevole ménage degli arzilli genitori, l'ambiguo fascino di una ragazza che abita nell'appartamento di fronte, le sabbiose lungaggini della giustizia italiana, il diradarsi dei rapporti con colleghi e amici e altri accadimenti e personaggi di contorno trasformeranno la cameretta di fabio da luogo di detenzione a trampolino verso un futuro diverso dal suo recente passato. Con le disavventure di fabio resti, luca argentero descrive la sghemba parabola di una generazione che ha inseguito un mito edonistico a colpi di eccessi e di politicamente scorretto. Argentero esordisce in libreria con una storia originale e coinvolgente, che strappa risate e riflessioni, e procede tra dialoghi serrati e brillanti assoli psicologici. Lo fa inventando un personaggio lontano anni luce da sé, dai suoi gusti e dal suo vissuto privato. Ma, come succede nei romanzi ben riusciti, capace di gettare uno sguardo lucido e comprensivo.