Johnny, la resistenza e le langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, il partigiano johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di alba seguiamo l'odissea di johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli. Con un saggio di dante isella.
Nella terra di maras-dantia la guerra tra umani e razze antiche sembra non conoscere sosta e i figli del lupo sono nell'occhio del ciclone. Soli, braccati, bollati dall'infamante accusa di diserzione, vagano per le regioni che gli umani chiamano centrasia alla ricerca di risposte a interrogativi sempre più pressanti: cosa sono in realtà i manufatti chiamati stelle? Qual è il loro effettivo potere? Perché l'ambizione di possederli ossessiona jennesta, la spietata regina dell'orda, così come kimball hobrow, capo della fanatica setta degli uni?
Andrea, poliziotto silenzioso, ex militante di sinistra. Cristiano, che in carcere sconta un omicidio politico, legge manzoni e ha fatto i conti fino in fondo con la violenza, austero come un monaco. Il narratore, un detective ingenuo e disilluso, sempre un passo indietro agli eventi. Sono eredi di tutte le ferite dei settanta. E poi lara, giovane e bellissima, e ferodo, hacker cinico e nichilista, che con i settanta non c'entrano nulla. Ognuno di loro è un mondo, ritratto con precisione e ironia. Si trovano coinvolti in un disegno oscuro, fino a scoprire che c'è di mezzo, tanti anni dopo la strage di bologna, una minaccia enorme che incombe su tutti. Per sventarla si mettono in viaggio, sfidando pericoli di ogni genere; compreso cristiano, che evade.
Cristo si è incarnato una seconda volta e cammina per le strade dell'italia del sud. Come la prima volta, il messia suscita grandi speranze ed enormi divisioni: c'è chi lo considera un ciarlatano, chi lo vede come una minaccia al potere costituito, chi lo segue con fede rinnovata. Ma la vera novità è che in cielo c'è chi desidera ardentemente il fallimento della sua missione.
Roma, anno 45 d. C . Un drammatico evento funesta i ludi gladiatori. Nel corso di un combattimento, l'asso dell'arena chelidone si accascia al suolo, vittima di un decesso inspiegabile. È lo stesso imperatore claudio, vecchio amico di publio aurelio stazio, a convocarlo al palatino e ad affidargli le indagini sulla morte del gladiatore. Ha così inizio un'inchiesta ad alto rischio, durante la quale l'abilità investigativa di publio aurelio verrà messa a dura prova.
'lo zar non è morto' è uno dei libri più misteriosi del novecento. Pubblicato nel 1929, gratificato a suo tempo da un istantaneo e formidabile successo, è oggi completamente sparito dalla memoria, letteraria e non. Eppure si tratta di un libro sorprendente: un romanzo di 'fantapolitica del presente' scritto in collaborazione da dieci tra i più celebri scrittori dell'epoca, basato sull'idea che nel 1931, in cina, appaia all'improvviso un uomo che assomiglia in tutto e per tutto allo zar nicola ii. È un sosia manovrato da oscuri poteri? È un usurpatore che cerca chissà quale profitto personale? È un mitomane aiutato da una prodigiosa rassomiglianza? Oppure è il vero e autentico zar, misteriosamente scampato all'eccidio di ekaterinburg?
George orr ha paura di sognare. Perchè si è reso conto che alcuni dei suoi sogni diventano realtà. Nel bene e nel male. Angosciato da questo suo oscuro potere e incapace di dominarlo, george tenta il suicidio e viene così affidato a uno psicanalista che promette di aiutarlo. Ben presto, tuttavia, george scoprirà che il medico ha un piano ben preciso per sfruttare le capacità del suo singolare paziente.
Un profilo di storia e civiltà etrusche, dai secoli bui della protostoria all'età romana. Partendo dal discusso problema delle 'origini', torelli racconta la formazione e le vicende dell'assetto sociale e politico, l'evoluzione del sistema economico e dei rapporti commerciali e infine il progressivo tramonto della potenza e della cultura etrusche, di fronte all'affermarsi della leaderschip romana sulla penisola. In un quadro così storicamente articolato l'arte, la letteratura, la religione, i costumi e tutto ciò che ancora ci affascina di quell'antico popolo acquistano un risalto particolare, grazie anche alle numerose illustrazioni.