San pietroburgo, 31 dicembre 1899. Nella sua camera in affitto il giovane rubasov riceve una visita da lui spesso sollecitata: quella del demonio, pronto a fargli sottoscrivere il classico contratto per la cessione dell'anima. Però l'unico desiderio di rubasov, giocatore incallito, è fare una partita a carte con il signore delle tenebre. Il brivido del rischio sarà la sua ricompensa. Lui perde e il diavolo se ne va, ma l'alba del nuovo secolo ha in serbo una sorpresa per l'ancora confuso protagonista: il foglio firmato la sera precedente si rivela indistruttibile. Ha inizio così una serie di eventi che portano rubasov all'apice del successo e poi, inevitabilmente, in rovina. Ma senza poter morire.
«una storia di segreti famigliari narrati con grande sensibilità e delicatezza. » - kurier «una storia profonda e avvincente su ciò che unisce, ma anche su ciò che a volte rischia di dividerci. » - lisa unger «lucy clarke ha scritto un romanzo estremamente intelligente. Magnifico! » - lübecker nachrichten katie stava sognando il mare la notte in cui due poliziotti si presentano a casa sua per comunicarle che mia, sua sorella, si è suicidata lanciandosi da una scogliera. Quel che resta di mia è soltanto il suo diario: una giovane vita ridotta a poche pagine scritte e a molte rimaste bianche per sempre. Katie sa, tuttavia, che le cose non possono essere andate in questo modo. Mia non si sarebbe mai tolta la vita. Anche la ricostruzione della polizia non convince; troppi misteri, troppi dettagli che non tornano. Katie decide allora di attraversare l'oceano e ripercorrere le tappe del viaggio di mia, rivivendolo attraverso le pagine del diario. A ogni sosta del viaggio e a ogni sguardo gettato in quelle pagine, ombre e segreti che non avrebbe mai osato immaginare si spalancano davanti ai suoi occhi, come la scoperta del triangolo sentimentale che ha segnato e angustiato gli ultimi giorni di mia, lo strano triangolo composto da sua sorella, da finn, il ragazzo pazzamente innamorato di lei, e da noah, il surfista per cui mia aveva perso la testa.
Seduta al bar di un aeroporto, una donna inizia a scrivere all'uomo che ama e da cui si è appena separata per un viaggio che la terrà lontana, stretta alla propria solitudine e ai propri fantasmi. È una lettera lunga, come quei lunghi discorsi che nascono nel cuore e si rivolgono all'uomo desiderato, inseguito e sognato. Un monologo fitto di ricordi e di figure struggenti, legate alla protagonista e intrecciate a una storia intensa, fatta di abbandoni e legami impetuosi, fughe e passioni delicate come l'aria limpida di un'isola in estate e relazioni drammatiche cui si cede senza riuscire a tracciare un limite e mantenerlo. Nella voce della donna che racconta la sua esperienza dell' amore, si mescolano altre storie, di donne che soffrono per gli scherzi crudeli del cuore e che sanno però anche trovare la serenità in legami dolcissimi, e di uomini capaci di amare con dedizione giocandosi ogni cosa e perdendo tutto.
Michele, venticinquenne, lavoratore precario, è addetto alla qualità in una ditta che produce conglomerato bituminoso ma, soprattutto, è consumato da una divorante mania per la scrittura. La sua camera e il suo ufficio sono invasi da una distesa di fogli e foglietti: attaccati ai muri, sparsi sul pavimento, traboccanti dai cassetti e dalle tasche. Su ciascuno sta scritto qualcosa che michele immagina di poter, un giorno, inserire in un suo libro. Una mania e un'ossessione che cambieranno la sua vita. Si rintanerà nel mondo illusorio del libro che ossessivamente cerca di comporre e dove trasferisce e trasfigura il mondo reale. Qui tutto è possibile: che dalla bocca del capoufficio fuoriescano, insieme alle parole, prese multiple per la corrente, acqua gelata, manici per pentole; che gli insetti si ingrandiscano a dismisura; che una persona scriva un discorso per il suo stesso funerale; che i morti ritornino in ordine alfabetico; che un ragazzo divori il suo migliore amico e poi si trasformi in lui; e che una casa venga invasa dai folletti. Per arrivare a un finale inatteso e pacificatore.
Un uomo enigmatico. Una donna sola, ostinatamente orgogliosa della propria solitudine. Lui è sempre in viaggio. Ogni volta che torna in città, le fa visita. Incontri improvvisi e fugaci, senza alcuna spiegazione. Di quell'uomo lei non sa nemmeno il nome, né che lavoro faccia: il mistero è parte del suo fascino. Un rapporto che non esige impegno né approfondimento. Entrambi preferiscono non farsi domande. Fino al giorno in cui lui le propone di trascorrere insieme un week-end in una casa al mare. Una volta giunti in quel luogo, sulla spiaggia, i segreti vengono a galla come spinti da un'improvvisa mareggiata. A unirli c'è qualcosa di sconvolgente che affonda nel loro passato marchiandoli per sempre, qualcosa che assomiglia al rapporto tra vittima e carnefice. Intorno a loro tutto precipita.
Verona, inizio secolo. Isolina canuti, la giovane amante del tenente trivulzio, rimane incinta; costretta ad abortire, muore durante l'intervento, e il suo corpo, fatto a pezzi, viene gettato nell'adige. L'esercito viene coinvolto, le prove cancellate, i testimoni intimiditi, finché l'inchiesta si insabbia. L'esistenza di isolina, ritenuta quasi incidentale dal padre stesso, che rinuncia a costituirsi parte civile nel processo, è cancellata, rinnegata, oltraggiata. Ottant'anni dopo, una donna che invece conosce autonomia, libertà e successo torna a indagare e, grazie a una paziente ricostruzione della vicenda attraverso i giornali del tempo e le carte processuali, affida alla scrittura il riscatto morale e intellettuale di una giovane vittima del pregiudizio e dell'ipocrisia maschile.
A trent'anni di distanza, judith ripercorre gli eventi del fatale giorno del ringraziamento del 1969, da lei trascorso in casa del professore universitario di cui è stata amante, oltre che assistente. Insieme alla famiglia di quell'uomo e ad alcuni suoi amici, a festeggiare c'era anche jonah boyd, scrittore di fama che proprio in quell'occasione smarrì il manoscritto del suo nuovo romanzo. Jonah morì poco dopo in preda a una cupa depressione. Solo ora judith è in grado di scoprire cosa avvenne del manoscritto e come esso abbia poi sconvolto la vita di tutte le persone presenti a quel giorno.
Dario villalta ha due grandi passioni nella vita: le vedove e i maestri del rinascimento. Finito in una galleria d'arte milanese dov'è costretto a vendere opere contemporanee che disprezza incontrando inoltre grandi difficoltà nel reperire l'oggetto della sua stravagante passione amorosa, langue finché dal sud arriva vera gallo, che è non solo una vedova devota, ma anche - parrebbe proprietaria di una inestimabile scultura di santo di mantegna. Vera sembra dunque in grado di appagare al massimo grado entrambe le passioni del gallerista; ma non è tutto oro quel che luccica, e avremo modo di accertarcene nella girandola dì avvenimenti che si origina dalle ristrettezze in cui precipita la polputa vedova, ormai ridotta sul lastrico. Nel frattempo incontreremo una variopinta galleria di irresistibili personaggi, dal trance-psicanalista aaron kaminsky al padre di lui shloime, mago e guaritore; dallo stravagante inventore carmine palomino alla languida pasticcerà ritarosa latella; dall'oligarca russo viktor aleksandrovic dudorov all'esuberante maria sofia madrasca, chef misconosciuta benché detentrice del segreto del pacchero estremo.
Andrea zanardi è un infermiere genovese di quarant'anni, ma è anche (e soprattutto) il più grande seduttore sulla piazza e dedica anima e corpo alla conquista, e al successivo abbandono, di ogni donna che incontra. Eppure questo sciupafemmine incallito, cinico e maschilista, vuole capire la ragione del suo viscerale rifiuto per ogni forma di legame. In cerca di risposte e di se stesso, zanardi parte per il giappone. A tokyo incontra un guru che lo invita a seguirlo in un monastero buddhista alle pendici del monte fuji, dove potrà entrare in contatto con la sua spiritualità (parola del maestro) e ripercorrere la sua vita sentimentale. Dal primo bacio con la ragazza con l'apparecchio alla prima castissima (ma solo con lui) fidanzata, alla superfemmina nina corallo: il risultato della meditazione di zanardi è un esilarante inventario di donne.
Ora con tenerezza, ora con sensualità, nostalgia, rimpianto, struggimento, rancore, ferocia o delirio, diciassette personaggi maschili attraverso diciassette lettere ad altrettante figure femminili, tessono i fili di una trama narrativa fatta di cerchi concentrici che paiono allargarsi nel nulla, povere voci monologanti forse avide di una risposta che non potrà mai venire. Ad esse risponde infine, raccogliendo le diverse vicende in un romanzo epistolare polifonico, una voce femminile distante, implacabile e allo stesso tempo colma di pena per loro. L'insieme è un percorso tra le passioni umane dove l'amore è l'illusorio punto centrale, in realtà punto di fuga che conduce verso le zone più oscure dell'animo.