Un romanzo che ha come protagonista alan blair, un romanziere trentenne, alcolista recidivo e neoricco grazie alla caduta sul ghiaccio che gli ha fruttato un insperato compenso da parte dell'assicurazione. Una cascata di dollari che alan impiega anche per assumere un maggiordomo professionista, jeeves, che lo segue fin nel new jersey, nella casa degli zii, unici a curarsi delle sue sorti. Alan è straordinariamente abile ad attirare i problemi: problemi psicologici, emozionali, sessuali, spirituali. Il ruolo di jeeves è quello di un padre amorevole ma critico, di un amico, di un vero fratello che lo accompagna attraverso un viaggio faticoso verso la redenzione o, quantomeno, la ricerca di una nuova ispirazione artistica.
Parigi, 1890. Victor legris è abituato a veder sfilare gente di ogni tipo nella sua libreria in rue des saints-pères. Ma non si aspettava certo l'irruzione di denise, la domestica della sua ex amante odette de valois. La ragazza è sconvolta: aveva un appuntamento con la sua padrona al cimitero del père-lachaise, presso la tomba del marito della donna, morto da poco per un'epidemia di febbre gialla in colombia; giunta presso la cappella di famiglia, però, la cameriera non ha trovato altro che un foulard di seta. Anche a casa non c'è traccia di odette: la camera da letto è desolatamente vuota, nonché cupa, severa e luttuosa al pari del cimitero, adorna com'è di candelabri, drappi neri e inquietanti libri di pratiche magiche e negromanzia. Da qualche tempo, infatti, madame de valois si interessa di spiritismo, una pratica che si sta diffondendo rapidamente nella capitale. Ma victor legris, il cui scetticismo è pari alla sua curiosità e al suo acume, non è affatto convinto che la sparizione sia legata a forze occulte e inizia a indagare. Sullo sfondo di una città palpitante, lanciata fervidamente verso il progresso e percorsa da 'un'aria nuova, quella di tutte le libertà', ma al contempo ricca di segreti, contraddizioni e zone d'ombra, victor si troverà alle prese con una serie di misteriosi omicidi, opera di un criminale dalle abilità sorprendenti.
Felicia donnelly, giovane tedesca dell'alta borghesia, viene travolta, come tutta la sua generazione, dalla prima guerra mondiale che cambia in modo drammatico le prospettive e i destini di tutti. Felicia, spirito ribelle e anticonformista, si adatta ai tempi nuovi e, negli anni bui del dopoguerra, si scopre abile donna d'affari, si sposa e ha due figlie: belle, che sposerà a sua volta un attore berlinese mantenendo però una relazione con un faccendiere di successo, e susanne che diventa moglie di un capitano nazista. Pur vivendo a berlino da molti anni, felicia resta sentimentalmente legata a lulinn, la splendida tenuta di famiglia nella prussia orientale, dove aveva trascorso l'infanzia e l'adolescenza e dove decide di tornare dopo essersi separata dal marito. Qui felicia accudisce la madre anziana e tenta di tenere unita la famiglia. Ma ormai il paese è nuovamente in guerra, le operazioni sul fronte russo interrompono le comunicazioni con la prussia, e felicia è costretta, per non perdere l'azienda dell'ex marito che lei dirige, ad allontanarsi da casa e a
Gabriele entra in chat e si finge donna. Silvia fa lo stesso, si veste uomo e crede di riconoscere gabriele. Nasce una corrispondenza e un'aspettativa. Ma non è c'è post@ per te. Perché in mezzo c'è marzia, che vive con gabriele, non è affascinante ma ha buon gusto. Tutto si complica inaspettatamente, parte un concerto disarmonico e pieno di inciampi ed equivoci. I libri, le parole sono inciampo e insieme salvezza. Come i corpi dei personaggi. Che si incrociano, si scontrano, si amano: anche quando appartengono allo stesso sesso. La scrittura di chiara valerio, densa, pastosa, come un magma li avvolge e li fa avvampare. E lascia nel lettore una strana sensazione tra sgomento e meraviglia: per la maturità e la potenza di una narrazione che, sin dal titolo, si muove a indagare la verità oscura, tormentosa dell'umano. È la dimostrazione che i libri se non salvano la vita possono almeno attutire la caduta.
Due famiglie all'aeroporto di baltimora, in una notte di agosto; due bambine appena adottate in arrivo dalla corea. Una delle due famiglie è perfettamente americana, socialmente impegnata e politicamente corretta; l'altra è un nucleo familiare iraniano, che ha superato non da molto tempo le difficoltà dell'inserimento nel tessuto sociale degli stati uniti. Mentre la prima farà di tutto perché la bimba adottata mantenga i contatti con la sua cultura di origine, la seconda cercherà in ogni modo di assimilarla immediatamente alla realtà di baltimora. Le storie delle due famiglie, che mantengono i contatti dopo il primo incontro, si incrociano per molti anni, e ogni anno diventa l'occasione per un nuovo confronto, per misurare avvicinamenti e distanze, per osservare i bimbi che crescono e il mondo che cambia.
Premio bancarella 2008. Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci dopo la disfatta del principe persiano ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, contro il fratello artaserse alle porte di babilonia - compiono per tornare in patria. È l'impresa gloriosa e tragica documentata nel iv secolo a. C . Da senofonte nell'anabasi, che proprio valerio massimo manfredi ha studiato e tradotto negli anni '80. Ma in questo romanzo le atrocità della guerra e l'eroismo di ogni soldato, il fasto e le crudeli bizzarrie della corte persiana, le insidie di una natura selvaggia e le amicizie più indissolubili sono narrate in una prospettiva completamente inedita: dalla voce di una donna, la bellissima siriana abira, che per amore di xenos lascia ogni cosa e condivide il destino dei diecimila. Attraverso gli occhi di abira, le donne diventano le protagoniste della grande storia.
Felicia donnelly, giovane tedesca dell'alta borghesia, viene travolta, come tutta la sua generazione, dalla prima guerra mondiale che cambia in modo drammatico le prospettive e i destini di tutti. Felicia, spirito ribelle e anticonformista, si adatta ai tempi nuovi e, negli anni bui del dopoguerra, si scopre abile donna d'affari, si sposa e ha due figlie: belle, che sposerà a sua volta un attore berlinese mantenendo però una relazione con un faccendiere di successo, e susanne che diventa moglie di un capitano nazista. Pur vivendo a berlino da molti anni, felicia resta sentimentalmente legata a lulinn, la splendida tenuta di famiglia nella prussia orientale, dove aveva trascorso l'infanzia e l'adolescenza e dove decide di tornare dopo essersi separata dal marito. Qui felicia accudisce la madre anziana e tenta di tenere unita la famiglia. Ma ormai il paese è nuovamente in guerra, le operazioni sul fronte russo interrompono le comunicazioni con la prussia, e felicia è costretta, per non perdere l'azienda dell'ex marito che lei dirige, ad allontanarsi da casa e a 'rifondare' una nuova lulinn su un lago bavarese.
Cos'ha di speciale stephanie plum? Apparentemente non molto. È carina, solida, spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il borgo di una città del new jersey che invece di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamente si ritrova disoccupata, visto che al borgo sono tutti imparentati tra di loro, pensa di andare a chiedere aiuto al cugino vinnie, che ha un'agenzia di cauzioni: presta soldi a chi deve uscire di prigione fino alla data del processo, ma se i debitori non si presentano in tribunale spedisce sulle loro tracce degli agenti incaricati di catturarli e portarli alla polizia. E stephanie capita proprio al momento giusto per occuparsi dell'incarico migliore: acciuffare l'irresistibile, affascinante, canagliesco joe morelli, con cui aveva avuto una torrida avventura (come peraltro metà delle donne del new jersey), ora poliziotto in fuga accusato di omicidio. Munita di pistola, manette e spray antiaggressione, stephanie si improvvisa agente di recupero cauzioni; ha a che fare con un campionario di maniaci sessuali, ubriaconi e perditempo, e si ritrova coinvolta in vicende paradossali che però conducono tutte allo stesso mistero di cui morelli sembra la chiave. E come se non bastasse, un pericoloso assassino, completamente pazzo, non vede l'ora di metterle le mani addosso e ridurla in fin di vita.
Dopo anni di assenza torna nicolas eymerich, l'inquisitore duro e crudele creato da valerio evangelisti. Questa volta - corre l'anno 1366 - eymerich deve lasciare il regno d'aragona, dove è stato esonerato dalla carica, e recarsi a padova, alla riunione del capitolo domenicano. Avrà un aspro scontro con francesco petrarca, ispiratore di un dipinto ambiguo e malefico. È però solo l'esordio di una traversia che porterà eymerich, sulle navi dei crociati agli ordini di amedeo di savoia, fino a costantinopoli, nel cuore di un impero bizantino in piena decadenza. Un'imperatrice sensibile e impaurita subisce la minaccia di mostri giganteschi che avanzano dal mare, e la chiave del pericolo pare essere un'assurda creatura alata, imprigionata in un pozzo. Il cuore di feti titanici pulsa in intrichi di gallerie, mentre il cielo è solcato da vene rossastre. Eymerich dovrà risolvere un doppio mistero. Quello dell'esistenza dei giganti, asserita dalla bibbia, e quello, ancor più inquietante, del telaio compatto di un universo in cui ogni gesto ha risonanze nello spazio e nel tempo.
Una moltitudine di persone, assetata di saggezza e spiritualità, si raccoglie intorno a un predicatore. La parola viene data a un giovane missionario seduto fra gli ascoltatori, henry drummond, che ha vissuto per alcuni anni in africa. Henry apre la bibbia e legge la prima lettera di san paolo ai corinzi. Al centro dell'epistola è l'amore, che è superiore a tutto e non ha confronto con nessun altra facoltà dello spirito, neanche la fede, dono supremo che culmina nell'inno alla carità del capitolo tredicesimo. A partire dal libro 'la migliore cosa del mondo' del pastore protestante henry drummond, paulo coelho riflette sul messaggio contenuto nella prima lettera di san paolo ai corinzi.