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Classifica Libri CATEGORIA (E SOTTOCATEGORIE)
Classici, Poesia, Teatro E Critica

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Libri in questa classifica: 1073

Pagina 46 di 108

Posizione in classifica: 451

Walden
Vita Nel Bosco

Henry David Thoreau

Classici, poesia, teatro e critica - Saggi

Walden<br>Vita Nel Bosco
Come può un libro all'apparenza così remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è infatti il resoconto di due anni di vita solitaria che henry thoreau trascorse fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847 nella campagna del massachusetts. E tuttavia è il testo da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli stati uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Tra le righe in cui la penna di un maestro mette in scena la semplicità della vita fra i boschi, scopriamo anche perché thoreau è l'autore cui si ispireranno gandhi e le controculture contemporanee. Walden è un'opera inafferrabile e battagliera che ha saputo diventare la bibbia dell'anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella natura. Con una introduzione di wu ming 2.
Punteggio: 831
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 09/06/2025

Posizione in classifica: 452

Nervature Poetiche

Daniele Bertoni

Classici, poesia, teatro e critica - Poesia

Nervature Poetiche
Tra il 1995 e il 2005 l'autore viaggia per tutta italia con il suo lavoro di make-up artist ed è durante questi spostamenti che nascono gli scritti da p. 30 a p. 93. A seguire, ci sono le più recenti, apparse soltanto sui social network. Sono tutte da considerarsi come 'intrusioni intime estrose' della sua capiente produzione, di cui gran parte ancora inedita. Sfruttando alcune sue 'false identità' che negli anni lo hanno 'aiutato' a non perdersi, vi ritrova l'ispirazione, contemplando soprattutto le persone che incrocia e i luoghi in cui le incontra. Definisce questi scritti come 'ipotesi liriche' o 'trappole poetiche' e non proprio vera poesia. Attraverso varie tematiche ne escono componimenti del tutto insoliti, a volte imprecisi, ipnotici.
Punteggio: 831
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 08/12/2020

Posizione in classifica: 453

La Mente Colorata

Pietro Citati

Classici, poesia, teatro e critica - Studi sociali

La Mente Colorata
Comprendere l'odissea significa comprendere «noi stessi, l'arte moderna, il nostro futuro». Nato da un progetto a lungo accarezzato, la mente colorata è soprattutto un'interpretazione narrata dell'odissea, dove velocità e leggerezza celano un immane lavoro di documentazione. Un racconto, dunque, che «conquista senza scampo», come ha scritto piero boitani, giacché «intrecciare ancora una volta il tessuto stupefacente dell'odissea, e insieme interpretarlo nell'arazzo più vasto della letteratura greca, non è esattamente cosa facile», e citati lo fa apparire «semplice e limpido». Ma c'è di più: per citati, che coltiva in egual misura la passione per gli antichi e per i moderni, l'odissea inventa le leggi dell'arte del narrare, ne sperimenta ogni forma e possibilità, sicché dal poema si dipartono luminosi tragitti, che ci proiettano verso i libri che verranno: gli anni di apprendistato di wilhelm meister, anna karenina, la recherche sono costruiti secondo lo stesso principio sinfonico; nell'isola dei feaci ulisse fonda il racconto fantastico, che ha ispirato le storie delle mille e una notte, potocki, hoffmann, poe, e nella capanna di eumeo il racconto d'avventura, da cui discendono i romanzi ellenistici, dumas, stevenson.
Punteggio: 831
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 21/12/2021

Posizione in classifica: 454

Quel Che Stavamo Cercando

Alessandro Baricco

Classici, poesia, teatro e critica - Saggi

Quel Che Stavamo Cercando
Un libro intimo e audace per provare a capire, a leggere il caos, a inventariare i mostri mai visti, a dare nomi a fenomeni mai vissuti. Bisognerebbe provare a comprendere la pandemia come creatura mitica. Le creature mitiche sono prodotti artificiali con cui gli umani pronunciano a se stessi qualcosa di urgente e vitale. Sono figure in cui una comunità di viventi organizza il materiale caotico delle proprie paure, convinzioni, memorie o sogni. Ormai sappiamo che la pandemia di coronavirus è molto più di un'emergenza sanitaria. È come se sorgesse dall'universo delle paure che da tempo ormai detta la nostra agenda per soppiantarle tutte, e riscriverle. E se attraverso il mito gli umani generano il mondo, come ci insegna l'iliade, allora la pandemia è una figura mitica, una costruzione collettiva. Che non significa che sia irreale o fantastica, anzi: si può dire che quasi tutte le scelte, di ogni tipo, fatte dagli umani negli ultimi cinquant'anni ne abbiano creato le condizioni. Così alessandro baricco prova a pensare la pandemia, in queste pagine lievi e dense, e ci invita, mentre salutiamo i morti, curiamo i malati e distanziamo i sani, mentre lo sguardo è fisso sul virus e i suoi movimenti, a chiudere gli occhi e metterci in ascolto di tutto il resto – come un rumore di fondo. Ci troveremo un misto di paura e audacia, di propensione al cambiamento e nostalgia per il passato, di dolcezza e cinismo, di meraviglia e orrore. Non perdiamo allora l'occasione per guardare dentro lo choc, per leggerci i movimenti che l'hanno generato e che ci definiscono come comunità. Se avremo il coraggio di affrontare la partita, una partita che ci aspettava da tempo, potremmo trovarci alcune sorprese, potremmo scoprire che questo deragliamento del corpo, personale e collettivo, è destinato a condurci in territori inesplorati, e che «chi ha amato, saprà».
Punteggio: 831
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 21/12/2024

Posizione in classifica: 455

La Terra Desolata-Quattro Quartetti
Testo Inglese A Fronte

Thomas S. Eliot

Classici, poesia, teatro e critica - Poeti

La Terra Desolata-Quattro Quartetti<br>Testo Inglese A Fronte
Tema de 'la terra desolata' è la città infernale, descritta prima da william blake, poi da baudelaire: città diabolica dove, con il passare del tempo, l'uomo si trova sempre peggio. È una tragedia grottesca che anticipa la poetica di beckett e fellini. Con la sua poesia, e in particolare con 'i quattro quartetti', eliot tenta di dimostrare che l'immaginazione (quella che per lui si incarnava nella poesia religiosa) può, nello sfacelo del mondo odierno, riconquistare i suoi privilegi. Impresa pressoché disperata: costruire qualcosa dall'impossibilità, dalla mancanza, dalle rovine. Introduzione di czeslaw milosz
Punteggio: 831
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 25/01/2025

Posizione in classifica: 456

I Cento Libri Che Rendono Più Ricca La Nostra Vita

Piero Dorfles

Classici, poesia, teatro e critica - Studi sociali

I Cento Libri Che Rendono Più Ricca La Nostra Vita
Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita? In questo libro piero dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un'avventura dello spirito, un'esperienza della vita e un passaggio di maturazione. Con la consapevolezza costante che più libri si hanno in comune, più grande è il sistema di riferimenti, di esperienza e di sapere condiviso che ci permette di vivere in armonia con gli altri. Da '1984' di orwell a 'se questo è un uomo' di levi, dal 'conte di montecristo di dumas' a 'delitto e castigo' di dostoevskij, la lettura diventa così un'esperienza in grado di arricchire le nostre vite attraverso ponti di emozioni e saperi condivisi, capace di avvicinarci al prossimo e di renderci sensibili al mondo e al destino dell'uomo.
Punteggio: 829
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 27/08/2022

Posizione in classifica: 457

«Orlando Furioso» Di Ludovico Ariosto Raccontato Da Italo Calvino

Italo Calvino

Classici, poesia, teatro e critica

«Orlando Furioso» Di Ludovico Ariosto Raccontato Da Italo Calvino
Un grande narratore e saggista del novecento ci introduce al mondo poetico di uno dei più geniali e fantasiosi autori della nostra letteratura.
Punteggio: 829
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 14/06/2021

Posizione in classifica: 458

Lettere A Un Giovane Poeta-lettere A Una Giovane Signora-su Dio

Rainer Maria Rilke

Classici, poesia, teatro e critica - Saggi

Lettere A Un Giovane Poeta-lettere A Una Giovane Signora-su Dio
Le lettere a un giovane poeta furono realmente indirizzate da rilke al giovane scrittore kappus fra il 1903 e il 1908. Pubblicate postume nel 1929, si diffusero in breve tempo nei paesi di lingua tedesca come una specie di breviario – non tanto d'arte quanto di vita. Oggi, nella generale riscoperta di rilke, ormai sfrondato di quegli omaggi sensibilistici che per molti avevano a lungo impedito l'accesso alla sua grande poesia, queste pagine tornano a essere una guida preziosa. Fin dalle prime righe, esse ci danno l'accordo che poi sentiremo risuonare in ogni parola di rilke: «la maggior parte degli avvenimenti sono indicibili, si compiono in uno spazio che mai parola ha varcato, e più indicibili di tutto sono le opere d'arte, misteriose esistenze, la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura». Scrivere, per rilke, era al tempo stesso un atto che poneva esigenze assolute, mutando la vita intera, e un oscuro processo biologico, una fermentazione delicata dove alla coscienza spettava soprattutto di stare in ascolto, esercitando un'ardua «passività attiva». E proprio in queste lettere rilke ha saputo illustrare la sua «via» alla letteratura con le parole più precise e più dense. Unite a due altri brevi testi di carattere affine (le lettere a una giovane signora e su dio), le lettere a un giovane poeta vengono qui proposte nella celebrata versione di leone traverso, che fu uno dei primi e più felici interpreti di rilke in italia.
Punteggio: 829
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 12/12/2023

Posizione in classifica: 459

«Orlando Furioso» Di Ludovico Ariosto Raccontato Da Italo Calvino

Italo Calvino

Classici, poesia, teatro e critica - Studi sociali

«Orlando Furioso» Di Ludovico Ariosto Raccontato Da Italo Calvino
Un grande narratore e saggista del novecento ci introduce al mondo poetico di uno dei più geniali e fantasiosi autori della nostra letteratura.
Punteggio: 829
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 09/02/2023

Posizione in classifica: 460

Vite Minuscole

Pierre Michon

Classici, poesia, teatro e critica - Saggi

Vite Minuscole
Vite minuscole esce in francia nel 1984. È il primo libro di uno scrittore ignoto al milieu letterario, ma è subito chiaro che si tratta di un esordio folgorante. «una raccolta di otto ritratti e in un tormentato romanzo di formazione, sebbene indiretto. È qui, in questo peculiare incrocio tra la prima e la terza persona, l'eccellenza del libro; ma è anche qui che si rivela la sua natura intima. » – franco cordelli, la lettura del corriere della sera molto audace: recuperando una tradizione che risale a plutarco, a svetonio, all'agiografia, michon ci racconta le vite di dieci personaggi non già illustri o esemplari, ma, appunto, minuscoli: e dunque votati all'oblio se non intervenisse a riscattarli una lingua sontuosa, di inusitata e abbagliante bellezza, capace di «trasformare la carne morta in testo e la sconfitta in oro». Vite come quella dell'antenato alain dufourneau, l'orfano che vuole «fare il salto nel colore e nella violenza», in africa, convinto che solo laggiù un contadino diventa un bianco e, fosse anche «l'ultimo dei figli malnati, deformi e ripudiati della lingua madre», può sentirsi più vicino alla sua sottana di un nero; o come quella, lacerante, di eugène e clara, i nonni paterni, inchiodati nel ruolo di «tramite di un dio assentato» – il padre, il «comandante guercio», che ha preso il largo e da allora scandisce la vita del figlio come la stampella di long john silver, nell'isola del tesoro, «percorre il ponte di una goletta piena di sotterfugi»; o come quella dei fratelli roland e rémi bakroot, i compagni di collegio, torvamente sprofondati nel passato remoto dei libri il primo, nell'invincibile presente il secondo, e uniti da una rabbia ostinata non meno che da un folle amore. Santi o losers, paradigmi o catastrofici avatar del narratore, ciascuno di questi personaggi ha in qualche modo ordito il suo destino, istigato un'irreparabile lontananza, fomentato la convinzione che solo nella più inattingibile letteratura c'è salvezza. «dall'inverno venivano. E il loro cognome fangoso e testardo non mentiva: venivano anche, forse attraverso una lontana ascendenza di cui poco mi importa, ma molto più nel ceffo e nell'anima che in quel cognome sono inscritti, venivano anche profondamente dalle fiandre. I fratelli bakroot erano i rampolli dispersi di una specie di mistero medioevale, terrigno, insomma fiammingo; verso quel nord la mia memoria li scaglia; lassù arrancano senza fine, l'uno incontro all'altro, in una landa di torbiere, di distese brulle e assediate dal mare, di polder e patate nane, sotto un cielo immensamente grigio alla maniera del primo van gogh. ».
Punteggio: 825
                

Ultimo aggiornamento punteggio: 07/06/2022

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