«l'infosfera, cultura e pratica della comunicazione è per floridi una rivoluzione che ci cambia, come cittadini ed esseri pensanti, e muta i nostri pensieri, azioni, sentimenti, conoscenze. » - gianni riotta, tuttolibri chi siamo e che tipo di relazioni stabiliamo gli uni con gli altri? Luciano floridi sostiene che gli sviluppi nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione stiano modificando le risposte a domande così fondamentali. I confini tra la vita online e quella offline tendono a sparire e siamo ormai connessi gli uni con gli altri senza soluzione di continuità, diventando progressivamente parte integrante di un'
L'isis stringe l'occidente nella morsa del terrore. È ormai una banalità dirlo; quel che non è banale è comprendere che genere di fenomeno sia e, di conseguenza, come potremmo contrastarlo o almeno contenerlo. Dopo aver studiato approfonditamente le vite e i profili degli autori di tutti gli attentati in nord america e in europa, da quello della metropolitana di londra ai fatti recenti di parigi, alessandro orsini, uno dei massimi esperti in materia, ci offre una visione lucidissima e destinata a rovesciare molte idee consolidate. Parte da una tesi sconvolgente: l'isis è l'organizzazione terroristica più fortunata al mondo. Perché? Quanto a forza militare, non è in grado di competere con l'occidente. Eppure è potuta diventare man mano più temuta e pericolosa perché le potenze che avrebbero dovuto combatterla sono venute a trovarsi in una sorta di paralisi, dovuta alla paura o a miopi giochi di equilibrio politico. L'altro grande punto di forza dell'isis è il fenomeno, sempre più pervasivo, della radicalizzazione: come può accadere che tanti giovani, di diversa estrazione, in medio oriente e nel ricco occidente, si trasformino in inafferrabili, sanguinari soldati della jihad? Illuminandoci i loro oscuri percorsi biografici, svelandoci i veri volti di individui come i fratelli kouachi che hanno massacrato la redazione di «charlie ebdo», orsini ci permette di entrare negli schemi mentali che muovono l'isis. Solo così possiamo tentare di dare una risposta alle domande che più ci turbano: dobbiamo avere paura? Ci sono dei modi per placare l'ondata terroristica? L'occidente e il suo benessere saranno inesorabilmente spazzati via?
Un libro rivoluzionario, che pone alcune domande essenziali: l'italia è un caso unico o anticipa quanto accadrà su larga scala in occidente? E, soprattutto, qual è il futuro di una società in cui molti consumano e pochi producono? Come può una società signorile essere anche di massa? Con questa paradossale definizione, luca ricolfi introduce una nuova, forse definitiva, categoria interpretativa, che scardina le idee correnti sulla società in cui viviamo. Oggi, per la prima volta nella storia d'italia, ricorrono insieme tre condizioni: il numero di cittadini che non lavorano ha superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano; l'accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; l'economia è entrata in stagnazione e la produttività è ferma da vent'anni. Questi tre fatti, forse sorprendenti ma documentabili dati alla mano, hanno aperto la strada all'affermazione di un tipo nuovo di organizzazione sociale, che si regge su tre pilastri: la ricchezza accumulata dai padri, la distruzione di scuola e università, un'infrastruttura di stampo para-schiavistico.
Definito 'la bibbia del movimento antiglobalizzazione', questo libro diventato di culto spiega con una buona miscela di analisi socio-culturale, cronaca giornalistica e 'lavoro sporco' il crescente malcontento nei confronti dei marchi. Lo sforzo compiuto dalle grandi aziende per rendere omogenee le nostre comunità e monopolizzare il linguaggio comune ha generato una forte ondata di resistenza, testimoniata dalle azioni di guerriglia dei più giovani antagonisti. 'no logo' racconta la ribellione contro il nostro mondo di etichette, e la colloca in una chiara prospettiva economica e storica. Naomi klein ci porta dai sacerdotali negozi della nike alle fabbriche sfruttatrici in indonesia e nelle filippine. Ci accompagna nei centri commerciali del nordamerica, con il loro stile di vita pronto da indossare. Ci presenta un grande numero di attivisti che combattono la società dei marchi: i 'sabotatori' dei cartelloni pubblicitari, i manifestanti che hanno sfidato la shell sul delta del niger, gli hacker che hanno dichiarato guerra ai sistemi informatici delle multinazionali che violano i diritti umani in asia. Ma cosa significa tutto questo per le multinazionali e le loro relazioni planetarie, cosa dice sul futuro del mondo in cui viviamo?
Un viaggio molto romanzesco in un inquietante universo parallelo: il nostro «davanti a voi, su un tavolino di vetro, un volumetto per ingannare l'attesa: è un libro illustrato per bambini intitolato death is wrong; in copertina, un ragazzino punta il dito in segno di rimprovero contro l'eponima livellatrice, incappucciata nella sua tunica, con tanto di falce e teschio ghignante. Mentre aspettate, vi colpisce il silenzio. Niente trilli di cellulare, niente ronzii di stampante o chiacchiericcio del personale, niente conversazioni di sottofondo come in qualsiasi luogo di lavoro. Può capitare che per lunghi intervalli il solo rumore sia il gemito sordo degli aerei leggeri che atterrano o decollano allo scottsdale municipal airport, accanto al quale l'edificio in questione, cioè il quartier generale della alcor life extension foundation, è deliberatamente ubicato ai fini di un'efficiente consegna dei cadaveri freschi».
Gennaio 2007: era un momento difficile della guerra in iraq, il presidente gorge w. Bush aveva annunciato una nuova strategia che comportava l'invio di altre truppe. A tal scopo vennero mandati in iraq molti giovani soldati pieni di ottimismo, tra i quali i componenti del 2° battaglione, 16° reggimento di fanteria americano. Il loro compito era quello di pattugliare una delle zone più pericolose di bagdad. Per 15 mesi il reporter david finkel (vincitore del premio pulitzer) visse con loro, seguendoli passo passo praticamente in ogni sanguinosa e terribile tappa della loro avventura. Il libro racconta questa esperienza: un ritratto implacabile e sconvolgente del vero volto della guerra moderna. Ogni operazione di pattugliamento è uno snervante gioco al massacro, ogni mucchio di rifiuti può nascondere un'arma puntata, dietro ogni volto iracheno può celarsi la volontà di colpire. Moltissime sono le vittime, morti e feriti. Tutti gli uomini del battaglione attraversano questa spaventosa terra di nessuno per uscirne trasformati. L'autore ci restituisce i loro volti, le loro storie, le vite di ragazzi alle prese con la prova più estrema. E la storia ci racconta del loro destino una volta tornati a casa, segnati per sempre dai loro mesi in medio oriente, dalle loro avventure di bravi soldati.
«la farfalla ali di vetro è fragile ed eterea, quasi trasparente. È quella che attira meno l'attenzione, ma anche la più pericolosa: il suo corpo, intriso di veleno, è letale per chiunque cerchi di attaccarla. »«un romanzo in cui, come nella danza, tutto procede a ritmo e senza passi falsi. Il tema è disturbante, e assolutamente attuale» – booklist«una serie magnifica» – publishers weeklynella fontana più antica di copenaghen galleggia il cadavere nudo di una donna: è morta altrove, dissanguata, e le telecamere di sorveglianza della zona hanno registrato una figura incappucciata che all'alba la scaricava nell'acqua da una bici da carico. Le indagini vengono affidate a jeppe kørner, al quale spetta il difficile compito di ricostruire come l'assassino sia riuscito a portare a termine un omicidio tanto scenografico in piena area pedonale. Tanto più che questa volta non c'è anette werner al suo fianco: la collega sta tentando di imparare a convivere con il suo nuovo e inatteso ruolo di mamma, nonostante l'istinto della poliziotta non la lasci in pace. È proprio lei a spingerlo a esplorare gli angoli più bui della capitale danese e a penetrare il cuore del suo sistema sanitario, fino al confronto con responsabili e collaboratori di un istituto rivolto a giovani con problemi psichici, che porta l'armonioso nome di 'residenza la farfalla'. Gente che sembra avere un'idea molto personale di cosa significhi dare assistenza a chi ne ha bisogno. Ma jeppe avrà anche l'occasione di entrare in contatto con chi sta dall'altra parte: quelli che la società non è in grado di accogliere, i 'malati' che nessuno vuole perché rovinano l'immagine di comunità ordinata a cui i 'sani' aspirano. Ragazzi non integrati in grado di dimostrargli che la fragilità può nascondere una grande forza, e che anche con le ali spezzate è possibile volare.
Agguerrito esploratore di 'un territorio oscuro e sconosciuto di ciò che egli chiama menterama' (martin gardner) rudy rucker si dedica in questo libro a un tema che ha sempre affascinato 'chiunque abbia un minimo di interesse per la matematica e per la fantasia': le dimensioni che si aprono al di là delle tre che siamo convinti di conoscere, a partire dalla quarta (il tempo? ) sino alle infinite dello spazio hilbertiano. Rucker riesce in questa impresa coniugando le divergenti virtù del narratore e dello scienziato rigoroso. Pur di rendere evidenti i più ardui problemi, l'autore è anche ricorso ad appositi stratagemmi: così il libro è accompagnato da disegni e problemi, dei quali vengono offerte alla fine anche le soluzioni.
'high tech e lupara. ' potrebbe essere il titolo di un'improbabile parodia cinematografica. Invece è la sconcertante ma fedele fotografia che nicola gratteri ci dà della 'ndrangheta. In una veloce e appassionante conversazione con antonio nicaso, che sullo stesso argomento ha firmato con lui 'fratelli di sangue', gratteri ritorna ad approfondire un fenomeno criminale di portata internazionale che, dopo lunghi e colpevoli ritardi, inizia finalmente a essere percepito nella sua vera dimensione. A rivelare la forza dell'organizzazione criminale calabrese bastano poche cifre: il suo fatturato annuo è di 44 miliardi di euro, il 2,9% del prodotto interno lordo. Il 'core business' è rappresentato dal traffico di droga (la 'ndrangheta controlla quasi tutta la cocaina che circola in europa): un ricavo di 27. 240 milioni di euro all'anno, il 55% in più rispetto al ricavo annuo della finmeccanica, il gigante dell'industria italiana. A questa spettacolare espansione fa da contraltare il degrado sociale e ambientale della calabria, prigioniera di una criminalità che la opprime, ne sfrutta famelicamente ogni risorsa e poi l'abbandona impietosamente al suo destino. La crescita e la fortuna di questa malapianta viene raccontata attraverso temi ed eventi cruciali: dalle lontane origini alla stagione dei sequestri di persona, all'espansione sul territorio italiano e all'estero; dalle collusioni con la politica alla conquista della leadership nel traffico di droga, alle vicende dei rifiuti tossici.