In questa storia nina si trova a dover fronteggiare ignoti pericoli: le invasioni notturne nei suoi sogni da parte della voce della persuasione e nuovi terribili androidi richiamati da karkon, provenienti da tutto il mondo. Per trovare il terzo arcano, anche questa volta nina compie una viaggio spazio-temporale che la porta nell'antica civiltà dei maya, tra le rovine di maestose piramidi. Età di lettura: da 8 anni.
Assassini seriali. Da vincenzo verzeni alla saponificatrice di correggio, dal mostro di firenze a donato bilancia e michele profeta, passando dai casi succo, stevanin e chiatti. Con piglio giornalistico e quasi in presa diretta, l'autore passa in rassegna la lunga galleria di casi avvenuti a partire dalla fine dell'ottocento sino ai giorni nostri. In un paese, l'italia, che resta tra i più colpiti dal fenomeno. Il disordine mentale, il dolore, la passionalità assassina, il bieco interesse, ma anche gli errori della scienza, le manipolazioni mediatiche, le intrusioni politiche, le reazioni dei familiari, la ferocia scatenata della folla.
Nella seconda parte del percorso autobiografico cominciato con 'boy', troviamo dahl ardito pilota, sempre pronto a cogliere i lati curiosi dell'esistenza, dei personaggi, delle situazioni. Passa dinoccolato tra un'esplosione e un'altra, da una missione pericolosa a un'altra, senza retorica, senza odio. Durante tutto questo periodo, dal kenya, dall'iraq, dall'egitto, continua a scrivere alla sua mamma con inalterabile amore, e la successione delle foto di guerra si chiude con quella del cottage di lei, dove finalmente, miracolosamente, l'eroe riesce a tornare. Età di lettura: da 11 anni.
Se dio è amore, e non potere, non può essere comunicato attraverso la legge o la dottrina, ma solo mediante gesti che trasmettono vita. L'amore incondizionato però scandalizza, perché la gratuità sovverte l'ordine del potere su cui si fonda ogni società, compresa la società particolare chiamata 'chiesa'. I 'versetti pericolosi' narrano l'episodio dell'adultera: ci vollero tre secoli prima che questi undici scandalosi versetti di luca trovassero ospitalità nel nuovo testamento e altri due per essere inseriti nella liturgia. Ma parlando del passato, maggi allude al presente e suscita un vento di profetica ribellione contro una fatua spiritualità dell'apparire e del potere. Bibbia alla mano, ecco un viaggio capace di stravolgere il comune modo di guardare alle cose. Una rivoluzione nell'alfabeto dei sentimenti e nella cultura dei valori, che sostituisce l'amore alla forza, la misericordia al castigo, la generosità all'interesse. In italia, dai tempi di david maria turoldo, nessuno riusciva a leggere con tale forza i testi sacri del cristianesimo.
'era la prima notte di guerra. Nelle guerre e nelle rivoluzioni niente di più singolare di quei primi istanti in cui si viene proiettati da una vita all'altra, senza fiato, come se si cadesse dall'alto di un ponte, tutti vestiti, in un fiume profondo, senza capire cosa sta succedendo, serbando nel cuore un'insensata speranza. Il treno si dirigeva verso parigi; trasportava dei mobilitati, e donne che giungevano in tutta fretta per abbracciare colui che domani sarebbe partito, per cercare bambini e anziani e condurli in luogo sicuro, per lavorare, per aiutare'. Un racconto inedito in italia della grande scrittrice francese, di origine ucraina, autrice della celeberrima 'suite francese'. Il racconto apparve nell'ottobre 1939 sul periodico parigino 'gringoire'.
Nel libro dario fo racconta i luoghi, gli eventi e i personaggi leggendari che hanno segnato la sua educazione artistica e civile. L'autore prende le mosse dai luoghi natii per avventurarsi nel turbine della memoria restituendoci le imprese del padre ferroviere, le visite in lomellina al nonno bristìn. Fo indugia su episodi di volta in volta teneri e drammatici fino al suo apprendistato all'accademia di brera di milano, gli stratagemmi per campare, la guerra, il reclutamento forzato e, per finire, con un salto temporale in avanti, i funerali di 'pà fo', figura centrale di questo 'romanzo di formazione'.
L'anima di un mago viene forgiata nel crogiuolo della magia. Raistlin majere ha sei anni quando viene presentato all'arcimago che lo iscrive a una scuola di arti magiche. Là il tormentato eppur dotato giovane giunge a vedere nella magia la propria ancora di salvezza. I maghi nella torre della grande stregoneria di wyareth lo osservano in segreto, dal momento che vedono ombre lunghe e oscure addensarsi su di lui e sui destini di ansalon. Finalmente, raistlin si trova vicino alla meta: diventare un mago. Ma prima dovrà affrontare una prova terribile nella torre, che cambierà la sua vita per sempre. Se riuscirà a sopravvivere.
Quando viveva nei bassifondi la chiamavano per burla duchess randy perché non voleva vendere il suo bel corpo per vivere. E nessuno, nemmeno cameron gordon, dallo sguardo duro e dalla parola sferzante, poteva immaginare che l'indomabile ribelle condannata a servirlo per sette anni fosse una vera nobildonna. Più pericolosa, per il suo cuore di cospiratore scozzese, di qualsiasi ideale politico.
La raccolta di racconti, pubblicata nel 1978, con cui alice munro ha vinto il governor general's literary award. Come dieci capitoli di un anomalo romanzo di formazione, i racconti di questa formidabile raccolta delineano con sapienza il personaggio di rose, privilegiando il ruolo che il rapporto con la matrigna flo ha avuto nel complesso definirsi della sua identità. La voce da cui riceviamo le storie è quella di un narratore provvisoriamente onnisciente il quale organizza in ordine cronologico episodi della vita di rose lasciando che emerga dalla loro successione il conflitto tra desiderio di fuga e consapevolezza della necessità di restare. Rose è la bambina ribelle e pensosa del primo racconto, punita a cinghiate da un padre imperscrutabile e chiuso; rose è l'avida lettrice che tiene a bada il pensiero del padre ammalato e l'insofferenza alle meschinità di casa a furia di shakespeare e dickens; è l'adolescente in viaggio dalla piccola west hanratty a toronto, vittima e complice di una sordida iniziazione sessuale ad opera di un impassibile ministro del culto. Ma rose è anche la giovane innamorata del modo in cui sembra amarla patrick blatchford, dottorando in storia presso la stessa università che le ha aperto le porte grazie a una borsa di studio; è la donna coinvolta in una relazione extraconiugale destinata a concludersi nell'amarezza; è la madre nervosa di una bambina piú saggia di lei, ed è infine la donna matura che torna là dove tutto era cominciato e ritrova, nel tono brusco e inclemente di flo, ormai prossima al ricovero in casa di riposo, il filo ininterrotto di un'esistenza interiore, e il ricordo dell'unico amore mai raccontato. Non è un caso dunque che l'ultimo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, chiuda a cerchio il percorso e coaguli il senso delle esperienze narrate nella severa domanda retorica rivolta da una maestra arcigna a una rose di nuovo bambina: «chi ti credi di essere? » se, come l'autrice afferma, «la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia», allora alice munro dispone del dono straordinario di attingere a un repertorio di materiale privato senza mai esaurirne la forza. Susanna basso
La vita è un immenso oceano che ci contiene e ci scuote con il continuo movimento delle sue onde, sempre inafferrabile, impossibile da fissare. Ma da dove viene, e quale logica la muove? Vito mancuso risale alle origini della nascita e dell'evoluzione di questa vita sulla terra, proponendo una visione della natura che non procede solo per mutazioni casuali e per egoistiche selezioni competitive, ma è soprattutto il frutto di una continua armoniosa aggregazione il cui senso intrinseco è il bene. Da questa visione 'drammaticamente ottimista' in cui la nostra esistenza può sussistere solo in relazione con quella degli altri viventi, mancuso recupera magistralmente la possibilità di una rinnovata analogia tra uomo e mondo. Ne nasce un'etica della nutrizione e dell'ecologia capace di purificare il nostro corpo, meglio proteggere e custodire il pianeta, offrirci criteri per un consapevole esercizio della libertà. In questa prospettiva il valore di un essere umano non dipende da ciò che ha o che sa, ma da quanto riesce a mettersi al servizio di qualcosa di più grande di sé: dalla sua capacità di aprirsi all'altro, di abbracciare, di amare. È la nuova visione del mondo di cui questa vita ha urgente bisogno per tornare a fiorire.