Poco meno che ventenne, vittorino andreoli varca per la prima volta la soglia di un manicomio. È l'inizio di una grande passione, di una lunga carriera a stretto contatto con i matti, con le grandi questioni della ricerca, con le drammatiche esigenze dei malati di mente, fino all'ultimo giorno, quello della decisione di abbandonare per sempre i luoghi della follia. Anni di osservazione, di esperienze forti, scoperte appassionanti e avvilenti frustrazioni di fronte al dolore psichico: storie di pazienti che rivivono in queste pagine, nelle memorie di un medico che ha visto cambiare la psichiatria e che ha contribuito ad alcune delle sue importanti trasformazioni. Un documento prezioso, ma soprattutto un percorso sincero, autobiografico, pieno di affetto, dentro una condizione umana così misteriosa, che riguarda tutti da vicino. Perché i matti sono uomini tra gli altri uomini.
La storia di un uomo che perse la speranza e del paese che gliela restituì. «un romanzo gentile su come evitare l'apocalisse in un angolo remoto della cornovaglia. Un'atmosfera di grande fascino» – financial times«impossibile indovinare come la vita degli abitanti del sonnolento borgo di st piran, in cornovaglia, verrà stravolta dopo il ritrovamento di un uomo sulla spiaggia. Da leggere, assolutamente» – the times«un libro pieno di idee e di calore. Eccellente» – emerald street«dimenticate tutto quello che sapete sulle apocalissi. La balena alla fine del mondo, una distopia che riscalda il cuore, restaurerà la vostra fede nel genere umano» – elle ukquando un giovane uomo viene ritrovato senza vestiti e privo di sensi sulla spiaggia di st piran, piccolo paese della cornovaglia, gli abitanti del luogo capiscono che non sarà un giorno come gli altri. Chi è costui, e come è arrivato fin lì? E che dire della balena che il giorno dopo si arena proprio davanti alla stessa spiaggia? Presto capiamo che l'uomo, joe haak, è un giovane analista finanziario che ha creato un programma per prevedere l'andamento del mercato. L'idea è che tutto sia connesso con tutto, e un piccolo movimento in un posto qualunque possa generare una cascata di eventi che permettono al programma di estrapolare dati sufficienti per fare investimenti in anticipo e trarne profitto. Dopo qualche successo, il programma fallisce miseramente una previsione, facendo crollare la banca intera. Joe non regge la tensione, scappa, arriva a st piran e decide di buttarsi in mare, dove viene salvato dalla stessa balena che lui salverà il giorno dopo. Ma grazie ai suoi studi, quando scoppia il primo caso di influenza in asia, joe saprà esattamente che cosa bisogna fare. Con questo romanzo divertente e pieno di calore, john ironmonger ci racconta una storia appassionante sulle cose importanti che ci tengono insieme, e come la speranza possa essere mantenuta viva, anche quando ci sembra di essere arrivati alla fine del mondo.
Mike williams sta cercando di dimenticare il suo passato. In africa ha perso il suo sogno di una vita diversa, ma non ha potuto separarsi da quella terra. Lavora tra mozambico e zimbabwe come guida turistica: accompagna gli europei che vogliono provare l'emozione dell'africa tra accampamenti nei parchi, safari fotografici e paesaggi mozzafiato. Un giorno, mentre è in viaggio con un gruppo, riceve una telefonata dalla polizia sudafricana. E i fantasmi ritornano. L'anno precedente, infatti, un serrato inseguimento con una banda di cacciatori di frodo si era concluso in tragedia, lasciando mike a pezzi e disperato. Ma ora quella telefonata ha riacceso una luce, buia e pericolosa: quella della vendetta. E mike deve decidere. Quello che sta per cominciare sarà un inseguimento ancora più furioso, condotto con astuzia e senza esclusione di colpi e la cui posta in gioco sarà sempre più alta.
«era come se qualcuno avesse improvvisamente deciso di sprigionare dalla sua mente tutto il male, l'odio e la perversione che vi si erano accumulati per anni, decenni forse. ». Mentre torino è sconvolta da orribili delitti insoluti, il caporal maggiore fausto bottero, reduce dalla missione italiana in afghanistan, torna a casa dopo essere sopravvissuto a un attentato suicida e ritrova sua moglie natascia e il figlio giulio, di otto anni. Una nuova vita gli si apre davanti. Ma un pomeriggio d'estate sua moglie e suo figlio vengono falciati da un pirata della strada. L'uomo alla guida è un professore universitario e sfugge alla condanna grazie a una serie di escamotage legali. Fausto conosce un nuovo inferno, che lo proietterà in un vortice autodistruttivo dal quale emergerà solo quando valentina, ex collega di natascia, si presenterà da lui con una registrazione: la prova che la morte di natascia e di giulio è stata un delitto premeditato e perpetrato con fredda determinazione. Fausto e valentina si lanciano in un'indagine che li obbligherà ad addentrarsi in un mondo oscuro di orrore e di perversione, in una torino sconvolta da mostruosi delitti seriali.
Il sud si sta svuotando di anime, culture e popolazione, tra emigrati e denatalità. Marcelle veneziani non parte dal nord e si ferma a eboli, come levi col suo cristo, ma parte dal sud più estremo e profondo e arriva a eboli. Risultato del suo viaggio è un rapporto letterario e civile sul meridione presente e passato che si dipana tra rifiuti e ricordi, tradizioni e degrado, cafonerie e cavallerie rusticane, ragioni e sentimenti, passando per contrade reali e allegoriche. Le località toccate diventano location per ambientare temi e personaggi, scorci e denunce, colore e cultura, malavita e folclore. Rabbiose critiche si alternano ad appassionate difese, partorite entrambe dall'amore per quelle terre. Nelle sue storie e storielle, veneziani capovolge l'idea crociana di un paradiso abitato da diavoli, e teme invece che il mezzogiorno stia diventando un inferno abitato da angeli in fuga per salvarsi da soli e non dannarsi insieme. Il suo resoconto assume una varietà di registri narrativi: dalle denunce giornalistiche alle nostalgie, dai ritratti parodistici al saggio storico, fino a lambire un sobrio «matriotti-smo» terrone e comporre una specie di manifesto sudista.
C'è stato un tempo in cui la bellezza era lontana, irraggiungibile e ogni gesto, ogni evento, mi sembravano svuotati di senso. Poi è accaduto qualcosa, anzi proprio nel momento in cui lo scetticismo aveva preso il sopravvento arrivò la metamorfosi. Il desiderio è diventato ancora una volta la spinta propulsiva; era desiderio di riconciliazione. Con chi mi stavo riconciliando? Ora lo so bene. Mi stavo riconciliando con l'umanità. Col mondo. Da allora ho reimparato a cogliere la bellezza che c'è nelle cose, negli uomini, ovunque. Come prima cosa decisi di scrivere una lettera agli amici che avevo trascurato o dai quali mi ero allontanato. Volevo offrire loro una lettera che parlasse della bellezza perché sentivo che il mondo circostante non provava nemmeno a mettersi nell'ordine di idee del bello. Mentre scrivevo leggevo. E ciò che leggevo mi conduceva alla bellezza. Interpretai queste coincidenze come un vero e proprio segno.
Come fosse un affresco del tiepolo, alberto riva fa entrare il lettore in una storia intensa e nitidissima. E ci regala, attraverso una scrittura misurata e attenta, una trama figurativa che alterna realismo e suggestioni d'oltremare. «cosa sono esattamente queste cose che componete, maestro? » «esercizi». «d'accordo, ma la musica dov'è? » «la musica è dentro di voi, maestà». Nell'estate del 1720 un giovane compositore parte dall'italia per arrivare a lisbona, alla corte di re joão v. Comincia così l'avventura umana e musicale di domenico scarlatti, figlio del grande alessandro. Uomo mite e tormentato, per nulla sicuro del suo talento, capace di stare un passo indietro a tutto, anche a sé stesso. Il suo compito a corte è insegnare musica alla figlia del re, maria bárbara di braganza, che andrà poi in sposa a fernando di borbone diventando regina di spagna. Il rapporto tra domenico scarlatti e questa donna durerà per tutta la vita. E sarà la vera linfa, il vero snodo del talento del compositore napoletano. Le sue celebri sonate, eseguite dai più grandi pianisti del novecento, nascono come esercizi per le mani di maria bárbara. Il romanzo narra di questo sodalizio, di questo scambio tra maestro e allieva che si concluderà solo con la morte di domenico scarlatti. Un sodalizio in nome della musica che è anche il racconto di un'epoca di guerre, rivalità tra famiglie reali europee, complotti, poteri contrapposti.
Geno hastor venti è un timido ragazzo di 11 anni che abita in un piccolo paese dove il tempo sembra essersi fermato. Vive con lo zio, flebo molecola, che ha dovuto sostituire la figura dei genitori, rapiti misteriosamente quando lui era appena nato. A scuola appare sempre un po' più lento degli altri e non ha amici, se non qualche compagno che spesso lo prende in giro. Ma una notte, il ragazzo sente strani rumori provenire dalla strada. Comincia cosi la conoscenza di geno con madame crikken, un'eccentrica signora che gli farà attraversare un grande sigillo nero per portarlo in una dimensione parallela, presso un istituto di potenziamento delle facoltà mentali frequentato dai cervelli più dotati del pianeta. Età di lettura: da 10 anni.
Un'immagine che conosciamo tutti: un uomo barcolla faticosamente verso il traguardo della maratona all'olimpiade di londra, il 28 luglio 1908. Quell'uomo è dorando pietri, un'icona dello sport mondiale: tutti sanno che venne squalificato da quella gara perché un giudice di gara lo sorresse negli ultimi passi e che poi alessandra, la regina d'inghilterra, lo volle premiare ugualmente il giorno dopo con una coppa speciale. La storia del ragazzo che divenne l'atleta più famoso (e probabilmente più ricco) del suo tempo. Perché attraverso la vicenda di pietri scopriamo che lo sport all'inizio del secolo era già un business, e che qualcuno ricorreva al doping (anche se era un doping meno sofisticato dell'attuale). La vita romanzesca e avventurosa di un «italiano vero», e uno spicchio appassionante della nostra storia e della storia dello sport.
La riscoperta di un arcaico artefatto ormai dimenticato semina morte e distruzione nel mondo. La guerra tra l'antica genia dei tiste edur e i lether prosegue senza posa; questi ultimi hanno assoggettato tutti i popoli vicini, tranne i rivali del momento. Il conflitto, anche se rappresenta la continuazione di una battaglia tra esseri ancestrali, evoca in qualche modo il nostro mondo. Difatti la società dei lether segue scrupolosamente i dettami del libero mercato e molti dei suoi cittadini, a vari livelli, vivono al di sopra dei propri mezzi e si sono indebitati fino al collo. I tiste edur, invece, hanno impostato la propria esistenza alla luce di concetti quali l'onore e lo spirito comunitario, ma la loro società rischia di crollare nel momento in cui viene a scontrarsi con la rapacità dell'espansionismo commerciale dei lether, che richiede instancabilmente nuove risorse oltre che nuovi sudditi da sfruttare.