Uno studioso e documentarista ricostruisce in queste pagine l'origine e il funzionamento della più tristemente celebre macchina di morte nazista, auschwitz, che diventa il punto di partenza per esaminare l'olocausto in tutte le sue implicazioni. In particolare, rees si sofferma ad analizzare le motivazioni e la mentalità dei maggiori criminali nazisti, grazie a una serie di preziose interviste rilasciate dai protagonisti, ai resoconti delle ss e ai documenti resi disponibili dagli archivi russi. Il risultato è un saggio che non esita ad affrontare anche questioni «scomode», come la corruzione diffusa tra i prigionieri, la presenza di bordelli, le complici mancanze dei paesi occupati o l'imbarazzante silenzio degli alleati, che sapevano dei campi.
Presentando sconcertanti dati di fatto e ricorrendo agli apporti di diverse discipline, dall'antropologia all'ecologia, rifkin in questo libro formula una precisa accusa verso la 'cultura della carne' imperante in occidente, che sarebbe responsabile da un lato di numerose malattie, dall'altro di enormi squilibri ecologici e della sottrazione di grandi quantità di cereali all'alimentazione umana, incrementando così la povertà e la fame nei paesi del terzo mondo.
Basato sull'analisi di centinaia di casi, sulla consultazione di innumerevoli rapporti post-azione in ambito militare e civile, sulla corrispondenza tra l'autore e i protagonisti di decine di combattimenti e azioni di polizia, il libro spiega la dinamica fisiologica e psicologica dell'essere umano mentre si trova in combattimento, o in stato di estrema emergenza, analizzando i processi delle reazioni fisiche e mentali che scaturiscono dal conflitto del sistema parasimpatico con quello simpatico, le distorsioni di percezione spaziale, temporale, visiva, uditiva, i meccanismi di difesa e di maggior capacità che il corpo e il cervello automaticamente attivano, e soprattutto il loro influsso combinato sulla performance del combattente e la possibilità, tramite l'addestramento e la conoscenza dei meccanismi, di dominare, guidare e volgere a proprio favore ciò di cui la natura ha dotato l'essere umano per la sopravvivenza.
Il capolavoro di joe sacco capostipite del «graphic journalism» contemporaneo. Tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992 joe sacco ha trascorso due mesi in israele e nei territori occupati, viaggiando e prendendo appunti. Ha vissuto nei campi palestinesi, condividendone la vita (o meglio, la loro sopravvivenza) in mezzo al fango, in baracche di lamiera arrugginita, tra coprifuoco e retate dell'esercito israeliano. Risultato del suo meticoloso lavoro d'inchiesta è questo volume che, combinando la tecnica del reportage di prima mano con quella della narrazione a fumetti, riesce a dare espressione a una realtà tanto complessa e coinvolgente come quella del medio oriente.
'il cristianesimo pervade la società occidentale da così tanto tempo, e in maniera così invasiva, che le opinioni su di esso e sul suo ruolo ricoprono l'intero spettro delle possibilità: dalla constatazione di sören kierkegaard che 'non possiamo essere cristiani', per l'impossibilità di vivere un autentico rapporto personale con gesù, all'affermazione di benedetto croce che 'non possiamo non dirci cristiani', per il ruolo che la fede e la chiesa hanno avuto nella formazione della nostra cultura, al pronunciamento di marcello pera che 'dobbiamo dirci cristiani', perché la laicità e la democrazia non sarebbero (state) possibili al di fuori della tradizione evangelica. Evidentemente, e nonostante le loro differenze reciproche, gli esistenzialisti, gli idealisti e gli apostati hanno almeno un aspetto in comune: la mania di elevare le proprie opinioni personali al rango di verità universali. I logici sono più modesti, come dimostra fin dal titolo 'perché non sono cristiano' di bertrand russell: una memorabile raccolta di una dozzina di saggi scritti tra il 1925 e il 1954 (a parte una curiosità filosofica del 1899), in cui egli dice la sua su tutti gli aspetti della religione in generale, e del cristianesimo in particolare. ( . )' (dall'introduzione di piergiorgio odifreddi)
«lei la pagherà cara»: è questo il sinistro avvertimento di kissinger a moro durante la sua visita negli stati uniti del 1974. La politica di avvicinamento al pci e il recupero parziale di indipendenza da parte dell'italia, pur sotto l'ombrello nato e occidentale, sono cose che non s'han da fare. La mente del giocoliere (federico umberto d'amato dixit) — quel
'fu nel 2009 che lasciai pechino per new york. Per me era un ritorno negli stati uniti. Avevo già vissuto sull'altra costa, a san francisco, fino al 2004. In mezzo, quei cinque anni in cina sono stati lunghi quasi quanto un secolo. Non per me: per i rapporti di forza tra asia e occidente. Lasciai la california quando ancora la cina era un'allieva, impegnata a emulare il maestro americano. Ho ritrovato un'america stremata dalla più grave crisi economica dopo la grande depressione. Una crisi che la cina ha evitato, in modo magistrale, usando le leve del suo capitalismo di stato. Così la storia ha avuto un'accelerazione improvvisa. Era chiaro che il xxi secolo sarebbe stato asiatico, ma in poco tempo lo scatto dell'oriente ha dato la sensazione che i giochi siano già fatti. La cina sembra padrona del proprio futuro, lanciata in una modernizzazione che brucia le tappe, l'america si trascina faticosamente fuori dal tunnel. ' l'america che federico rampini ritrova dopo cinque anni trascorsi nel cuore della tumultuosa crescita cinese è un paese in cui il debito pubblico e i tagli feroci hanno reso ogni infrastruttura fatiscente, in cui strade, metropolitane e ospedali non sono paragonabili a quelli realizzati nelle grandi capitali asiatiche. La cina, invece, spinge ormai la sua influenza fino a luoghi insospettabili. 'occidente estremo' è un mosaico di esperienze vissute, di luoghi e di personaggi incontrati nei due imperi in competizione.
Mettere i bastoni tra le ruote alla sua famiglia è una vera arte per ethan phelps. Perfezionata con cura nel corso degli anni. Quando suo padre muore all'improvviso, senza lasciare alcun testamento, la situazione precipita perché il ragazzo eredita, insieme al fratello maggiore, le quote della phelps&phelps, multinazionale quotata in borsa e ancora sotto il controllo della famiglia. Il giorno in cui ethan irrompe durante una riunione degli azionisti completamente ubriaco, la famiglia si convince della necessità di intervenire per salvaguardare lui e la sua quota azionaria, che garantisce loro di avere la maggioranza. Il tribunale nomina quindi un amministratore del suo patrimonio, ma sarà solo il primo di una lunga serie, perché ethan è bravissimo a farli fuggire, uno dopo l'altro. Quando anche il terzo rassegna le dimissioni, il giudice incaricato del caso decide di tentare una strada diversa, e invece di nominare uno dei soliti professionisti, chiama sara di giovanni, la cui specializzazione sono i brevetti aziendali. Ma sara ha il grande vantaggio di essere determinata e, al contrario degli altri, di avere una vita privata che non la rende ricattabile. La collaborazione tra lei ed ethan inizia a suon di reciproci dispetti, ma è destinata a evolversi in qualcosa di ben più complicato ed eccitante.
Nel 1999 francesco di stefano prese parte alla gara d'appalto per l'assegnazione a privati delle concessioni a trasmette sulle frequenze televisive nazionali, conquistando, con l'emittente europa 7, una delle sette licenze rilasciate. Il governo d'alema impedì l'inizio delle trasmissioni e sulle frequenze che avrebbero dovute essere di europa 7 lasciò retequattro, priva di concessione, ma benedetta dalla politica. La corte costituzionale ha stabilito che dal 2004 l'occupazione delle frequenze da parte di retequattro deve concludersi e l'emittente deve trasmettere dal satellite. Ma alla fine del 2003 il governo in carica sta cercando in estremis di varare una legge che condoni il furto di fatto subito da di stefano.