C'è il pensionato inps più ricco d'italia: 90. 000 euro al mese. C'è l'onorevole che è stato in parlamento un solo giorno e potrà contare per tutta la vita su una pensione da deputato. C'è l'ex presidente del consiglio che ha tagliato le pensioni altrui e ne ha ottenuta per sé una da 31. 000 euro al mese. C'è l'ex presidente della repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo svolto questa attività per soli 3 anni. E poi ci sono le baby pensioni, le pensioni ai mafiosi, le doppie, triple e quadruple pensioni: mentre al cittadino qualunque vengono chiesti continui sacrifici sul fronte previdenziale, mentre l'europa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potranno mai avere una vecchiaia serena, la casta dei pensionati d'oro mantiene i suoi privilegi, anzi se ne riserva sempre di nuovi. Tutto perfettamente legale, s'intende, ma con la differenza non trascurabile che, in questo caso, la legge viene applicata con sorprendente rapidità. Mario giordano ci guida nel labirinto degli scandali, degli inganni e degli abusi della previdenza italiana: un buco nero che grava sulle spalle dei contribuenti e mette a rischio il loro futuro. Da questo desolante panorama emerge un'indicazione chiara: visto che continuano a chiedere tagli alle pensioni, non si potrebbe cominciare da qualcuno di questi privilegi?
Anno 500, pianeta emios. Morga ha dodici anni, capelli neri, occhi blu e lentiggini violetta. Grazie alle arti magiche che le ha insegnato la bramante bianca, morga legge il cielo guardando le nuvole e le stelle, annusa il vento che le dice dove andare, beve la pioggia per pulire i pensieri e ascolta il silenzio per scoprire i segreti delle energie. Sul pianeta dalle tre lune, lei è l'unica imperfetta, perché porta in sé dna umano, proibito dall'imperalegge dei fhar, che hanno cancellato nella popolazione il ricordo dei sentimenti. Ma se morga è l'imperfetta di cui parla l'antica profezia, allora costituisce la minaccia peggiore per l'imperalegge e l'unica speranza per il popolo di emiòs, che da troppo tempo ha dimenticato l'amore, la libertà, e le proprie origini terrestri. Età di lettura: da 11 anni.
Questo libro apre uno squarcio importante nella storia del nostro paese e risponde a quesiti altrimenti indecifrabili che nemmeno le inchieste giudiziarie sono riuscite a chiarire del tutto. A cominciare dal delitto matteotti (1924) per arrivare alla morte di mattei (1962) e di moro (1978). Ogni volta che gli italiani hanno provato a decidere del proprio destino, gli inglesi sono intervenuti. Ora i documenti desecretati, che i due autori hanno consultato negli archivi londinesi di kew gardens, lo dimostrano. Da quelle carte emerge con chiarezza che non è washington a ordire piani eversivi per l'italia, come si è sempre creduto, ma soprattutto londra, che non vuol perdere il controllo delle rotte petrolifere e contrasta la politica filoaraba e terzomondista di mattei, gronchi, moro e fanfani. Il petrolio però non è il solo problema. Per gli inglesi anche i comunisti sono un'ossessione. Tanto da contrastarli con ogni mezzo. Persino arruolando schiere di giornalisti, intellettuali e politici per orientare l'opinione pubblica e il voto degli italiani. Finché si arriva al 1976, l'anno che apre al pci le porte del governo. A londra progettano un golpe. Ma l'ipotesi viene alla fine scartata a favore di un'altra 'azione sovversiva'. Si scatena così un'ondata terroristica che culmina nell'assassinio di aldo moro.
Nella celebre jemaa el-fnaa, la grande piazza che domina la medina di marrakech, ascoltatori attenti e semplici passanti da anni si raccolgono attorno ad hassan, un cantastorie che ama rievocare la vicenda di una coppia di stranieri svaniti nel nulla una sera di qualche anno prima. Tutti nella jemaa el-fnaa avevano notato quella giovane americana, luminosa e bellissima, accompagnata da quell'indiano enigmatico, tutti ne erano rimasti come ipnotizzati, e ora sembra di vederli di nuovo apparire e scomparire tra i vicoli della medina, evocati in lampi di immagini e ricordi. Perché ognuno ha un suo tassello da aggiungere alla storia che hassan sta cercando di ricostruire nel tentativo di svelare il mistero di quell'in-spiegabile scomparsa. Ciò che preme ad hassan è scagionare suo fratello mustafa, che contro ogni logica si è dichiarato colpevole dell'omicidio dei due giovani. Hassan è convinto della sua innocenza e ne cerca tenacemente il filo: per questo suscita le memorie e i racconti dei testimoni di quella notte. Ma più testimonianze raccoglie, più la realtà sembra farsi evanescente, perché nessuno di quei tasselli combacia con gli altri, anzi, a ogni dettaglio che si aggiunge la verità sfuma ulteriormente, i fatti si fanno più elusivi. E quei due stranieri assumono un'aura favolosa ed enigmatica come il loro destino, mentre il lettore è indotto a chiedersi se hassan riuscirà mai nel suo intento o se invece, con crescente inquietudine, non sia lui stesso parte del mistero.
Nella savana una lumaca e un elefante sono amici, però un giorno litigano. Lei si rompe il guscio; lui ha un bernoccolo sulla schiena. E adesso? Guariranno? Faranno la pace? Una storia di nemiciamici. Età di lettura: da 2 anni.
Milano, 1950. È sera, una fredda e buia serata invernale, piove a dirotto. In una vecchia casa di ringhiera, a porta venezia, il corpo di una bella donna sulla quarantina, sposata e madre di due figlie, si sfracella sui ciottoli del cortile, precipitando dal quarto piano. L'inchiesta tocca a mario arrigoni, commissario capo del porta venezia. Tutto farebbe pensare a un suicidio, ma qualcosa nella dinamica dei fatti non convince arrigoni. Comincia così un'indagine che si svolge in una milano grigia e fredda, da poco uscita da una guerra le cui macerie sono ancora visibili nelle strade. Mentre intorno sopravvivono usi e costumi destinati presto a sparire. Il piccolo mondo dei coinquilini della presunta suicida sfila davanti a arrigoni, rivelando diversi personaggi curiosi, una portinaia molto perspicace, nonché miserie, ambizioni frustrate o sbagliate, velleità. Al termine degli interrogatori, il collaudato metodo investigativo e una felice intuizione finale portano il commissario arrigoni alla soluzione del caso, una soluzione del tutto imprevedibile quanto amara.
Napoli, 1764: vincenzo di vivaldi ed elena di rosalba, giovani innamorati dall'animo semplice e puro, vedono il loro sogno d'amore contrastato dalla perfida marchesa, la madre di lui, che non ritiene la ragazza all'altezza della sua nobile e ricca famiglia. Ad aiutare la malvagia donna nel tessere la sua trama è il diabolico monaco schedoni, uno dei personaggi più riusciti della radcliffe: è lui
Berlino, anni settanta, quartiere dormitorio di gropiusstadt. Christiane f. Ha dodici anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. È l'inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente dopo due anni. La sua storia, raccontata ai due giornalisti del settimanale 'stern' kai hermann e horst rieck, è diventata un caso esemplare, una denuncia dell'indifferenza della nostra società verso un dramma sempre attuale. Una testimonianza cruda, la fotografia di un'epoca. Postfazione di vittorio andreoli.
Figlia di un facoltoso imprenditore ebreo. Batsheva ha-levi è nata negli stati uniti ed è cresciuta tra gli agi e le opportunità di cui può disporre una ricca ragazza americana. Bellissima e dotata di una grande curiosità intellettuale, ama studiare, progetta di iscriversi all'università e, come tutte le sue coetanee, sogna il grande amore. Ma al compimento dei diciott'anni batsheva si ritrova a fare i conti con le tradizioni della sua famiglia ultraortodossa. Per assicurare agli ha-levi una degna discendenza, suo padre ha deciso di darla in sposa a un grande studioso del talmud: isaac harshen, un rabbino molto rispettato della comunità di gerusalemme. Batsheva accetta e si trasferisce in israele. Ma la meravigliosa città presto diverrà per lei una prigione: isaac si rivelerà un uomo freddo e crudele, assorbito dagli studi teologici e ossessionato dalla religione. Costretta a subire i soprusi di un marito geloso e violento, e attorniata da una comunità devota e accondiscendente, giorno dopo giorno batsheva rinuncerà ai suoi sogni e perderà la fiducia in se stessa. Solo un gesto di grande coraggio - e un incontro inaspettato - potranno restituirle la libertà.
Katrine e joakim westin si trasferiscono con i loro due bambini, livia e gabriel, sull'isola svedese di oland. Hanno acquistato Àludden, una grande villa sul mare risalente alla metà dell'ottocento. Quello che per i westin doveva essere un idilliaco nuovo inizio non tarda a trasformarsi in tragedia quando katrine muore nel tratto di mare antistante la villa. Mentre l'autunno lascia il posto ad un gelido inverno, joakim si rende conto che Àludden nasconde drammatici segreti e nella stalla di fronte alla casa scopre una piccola stanza cieca sulle cui pareti sono stati incisi i nomi delle persone decedute nel corso di centocinquant'anni. Le tragiche storie di alcune di quelle vittime riaffiorano attraverso le pagine di diario di mirja rambe, la madre di latrine. Il passato s'intreccia al presente e i morti tornano a parlare con i vivi, manifestandosi nella vita di joakim e dei suoi bambini con sogni e visioni inquietanti, che costringono i personaggi a fare i conti con i propri traumi. In particolare, mentre si avvicina il natale e sull'isola incombe una tempesta di neve terribile e implacabile, joakim deve affrontare il suo segreto più intimo e nero, la misteriosa scomparsa, qualche anno prima, della sorella maggiore ethel. Il cadavere di ethel non è mai stato trovato. Un romanzo sospeso tra il gotico e il thriller, nel quale si intrecciano vicende psicologiche, storiche e atmosferiche, creando un universo misterioso e appassionante.