Attratto dal fascino del mare, il giovane arthur s'imbarca come clandestino sulla baleniera grampus. È l'inizio di una serie di avventure inquietanti e misteriose, raccontate in prima persona nel diario del protagonista, dapprima nutrito di nascosto dall'amico augustus, poi solo, nella stiva, con un messaggio che augustus ha scritto col sangue. Tra cuochi giganti, ammutinati, marinai che rasentano la delinquenza, l'avventura sprofonda nell'orrore quando, ridotto alla fame, l'equipaggio deve scegliere chi sacrificare per nutrirsi della sua carne. Età di lettura: da 12 anni.
'una stanza tutta per gli altri' tradisce la sua promessa (già nel titolo, parodistica parafrasi del celebre scritto emancipazionista della woolf 'una stanza tutta per se'') per essere soprattutto il romanzo di nelly, la domestica che dal 1916 al 1934 servì in casa woolf. Il romanzo, certo, di ciò che nelly vedeva: il marito leonard, i sodali del gruppo, la sorella vanessa, grande pittrice, catherine mansfield; e, di virginia, la presenza, quasi volatile, l'ipersensibilità, il suo amore per essere amata. Ma il gruppo di bloomsbury è solo una cornice, uno sfondo, e forse, viene voglia di dire, una placenta che nutre un mondo di donne che anela a nascere, ma diventa presto il decorso di una ossessione impossibile a sciogliersi.
Boston: al suffolk county general hospital il comitato, formato dai medici e dal primario, si riunisce periodicamente - a porte chiuse - per decidere se i decessi avvenuti fossero inevitabili o invece da imputare a imperizia o negligenza. Una sorta di terribile 'governo ombra' dell'ospedale che incombe sul destino di tre giovani e brillanti medici, legati da amicizia e divisi da rivalità di carriera e personali. All'intrecciarsi delle vicende personali e professionali dei protagonisti, nel corso di un anno alla fine del quale la vita di nessuno dei tre sarà più la stessa, fanno da corona le vicende dei pazienti della clinica, i loro drammi, le loro speranze, le loro angosce.
Scritto nel 1979, 'shakespeare non l'ha mai fatto' è il resoconto del viaggio che lo scrittore e la sua compagna linda lee intraprendono in europa. Rivediamo parigi e nizza con gli occhi di bukowski, gonfi per il poco sonno e frequentemente di malumore per le continue sbronze, ma soprattutto la provincia tedesca che gli aveva dato i natali. Non certo nelle loro caratteristiche geografiche bensì in quelle umane: gli amici artisti, i parenti di linda, il vecchio zio tedesco e l'accoglienza di un pubblico che ama i suoi scritti nonostante l'autore continui a eccedere in comportamenti fuori dalla norma, persino scorbutici. Un diario di viaggio, dunque, ma soprattutto una serie di aneddoti, di storie di vita, in cui il grande scrittore continua a sorprenderci con le sue genuine quanto maledette rivelazioni sul senso dell'esistenza, la morte e l'amicizia. Il viaggio si srotola tra reading, presentazioni televisive e cene nel corso delle quali bukowski non fa proprio nulla per conquistare il suo pubblico. Ma in questo sta la sua forza e originalità: presentarsi al mondo semplicemente per quello che è, senza nascondere le proprie umane debolezze, scrivendo alla fine un inedito viaggio sentimentale, composto di poesie e appunti di vita vera.
Il libro presenta il percorso autobiografico di un protagonista delle grandi inchieste degli anni ottanta e novanta. I valori di famiglia, l'educazione e le tappe formative sfociano nella decisione di entrare in magistratura: la narrazione scorre rievocando la cultura del sessantotto, gli omicidi dei colleghi alessandrini e galli; l'adesione a magistratura democratica; la clamorosa inchiesta su licio gelli e la loggia p2 e gli altrettanto clamorosi 'tronconi' derivati dell'inchiesta; la partecipazione e la consulenza alla commissione stragi; l'incontro con giovanni falcone, l'inchiesta 'mani pulite', le dimissioni di di pietro, gli ultimi sviluppi.
Armando il santero guida l'autore alla scoperta della santeria e dei misteri della possessione. Tra le pagine di questo libro scoprirete che i santi cubani possono essere terribili e vendicativi, ma imparerete pure la mitologia cubana con tutto quel corredo di storie che sembrano fiabe per ragazzi e che i santeri chiamano con rispetto patakís. Armando fa conoscere all'autore il culto dei morti, la setta segreta degli abakuás, il malocchio, il potere delle erbe, la nganga, la boúmba, la zarabanda. Spiega i poteri delle pietre magiche e illustra i vizi umani di buffe divinità che si chiamano: osain, elegguá, olofi, changó.
Il libro presenta il percorso autobiografico di un protagonista delle grandi inchieste degli anni ottanta e novanta. I valori di famiglia, l'educazione e le tappe formative sfociano nella decisione di entrare in magistratura: la narrazione scorre rievocando la cultura del sessantotto, gli omicidi dei colleghi alessandrini e galli; l'adesione a magistratura democratica; la clamorosa inchiesta su licio gelli e la loggia p2 e gli altrettanto clamorosi
Colin lamb, biologo nonché agente del controspionaggio inglese, sta cercando qualcuno al numero 61 di wilbraham crescent, a crowdean nel sussex, quando si imbatte in una ragazza che fugge atterrita dal numero 19, dove ha scoperto il cadavere di un uomo. Nessuno ha idea di chi sia la vittima. Ma l'identità dell'uomo non è l'unico problema della polizia. Se per la polizia di crowdean il delitto è indecifrabile, per hercule poirot, che ha raccolto come una sfida l'invito a partecipare alle indagini, si tratta di un crimine molto semplice da risolvere.
Sepúlveda racconta il lato più avventuroso e intimo della sua vita: gli amici, gli incontri con i grandi scrittori come francisco coloane e osvaldo soriano, i momenti condivisi con i compagni, hernan rivera letelier, mario delgado aparain, mempo giardinelli e mario benedetti. Rivive i festival letterari, le occasioni di incontro pubbliche e private, sullo sfondo dei luoghi dove il suo 'gruppo' è solito ritrovarsi: da parigi a santiago del cile, da gijon a guadalajara, da roma alle tante province italiane. E lo fa conversando con bruno arpaia, egli stesso scrittore e conoscitore della letteratura sudamericana.
Un mondo intermedio fra l'organico e l'inorganico, dove la droga, ogni sorta di droga, costituisce il collante universale, e la paranoia, con la sua inclinazione a trovare in tutto, e in primo luogo nella mente dei singoli come della società, qualche perverso agente di controllo, costituisce la 'lingua franca', l'unica in cui personaggi larvali sono in grado di intendersi.