Il nuovo libro di uno degli scrittori italiani più amati dei nostri giorni. La prima si vestì da prostituta per offrirsi all'uomo desiderato. La seconda era prostituta di mestiere e tradì il suo popolo. La terza s'infilò di notte sotto le coperte di un ricco vedovo e si fece sposare. La quarta fu adultera, tradì il marito che venne fatto uccidere dal suo amante. L'ultima restò incinta prima delle nozze e il figlio non era dello sposo. Queste sono le sante dello scandalo. Cinque donne stanno nell'elenco maschile delle generazioni tra abramo e ieshu/gesù. Cinque casi unici forzano la legge, confondono gli uomini e impongono eccezioni. Le donne qui fanno saltare il banco, riempite di grazia che in loro diventa forza di combattimento.
'mi chiamo karim amir e sono un vero inglese, più o meno. ' comincià così 'il budda delle periferie', romanzo con il quale hanif kureishi esordiva nella narrativa nel 1990, dopo aver scritto le sceneggiature di 'my beautiful laundrette' e 'sammy and rosie get laid' e dopo aver scritto e diretto 'london kills me'. Il libro è un racconto di formazione che narra le peripezie sentimentali e le avventure di vita di karim, adolescente metà inglese e metà indiano nella periferia londinese degli anni settanta.
Quando nello stadio di berlino, ai campionati delle forze alleate, scorgono dietro il cartello czechoslovakia un solo atleta male in arnese, tutti si sbellicano dalle risate. E quando quell'atleta, che storditamente non si è accorto della convocazione, attraversa lo stadio come uno sprinter decerebrato urlando e agitando le braccia, i giornalisti estraggono avidi i taccuini. Ma poi, quando nei cinquemila, pur avendo già un giro di vantaggio, non smette di accelerare e taglia il traguardo in solitudine, ottantamila persone in delirio scattano in piedi. Il nome di quel ceco alto, biondo e che sorride sempre non lo dimenticheranno più: emil zatopek. La sua aria mite e gentile è una trappola: dacché, apprendista nello stabilimento bata di zlin, ha scoperto che correre gli piace, nessuno l'ha più fermato. Il fatto è che vuole sempre capire fin dove può arrivare. Dello stile se ne frega: ignaro dei canoni accademici, corre come uno sterratore, il volto deformato da un rictus. È, semplicemente, un motore eccezionale sul quale ci si sia scordati di montare la carrozzeria. Ai giochi olimpici di londra e poi a helsinki emil varca le possibilità umane, diventa invincibile. Nessuno può fermarlo: neppure il regime cecoslovacco, che comincia a chiedersi se un grande sportivo popolare non sia una forma di individualismo borghese.
Un uomo cammina su una scogliera e guarda l'oceano cercando di ritrovare la serenità di quando, da piccolo, passeggiava in quel magico luogo accompagnato dalla mamma. Improvvisamente si imbatte in un libriccino abbandonato su un sasso: è il diario scritto da un accanito surfista come lui. Ecco l'inizio di una storia che sa di mare, di ore passate tra il surf e una lettura ricca d'incontri ed esperienze interiori. Dodici giorni e dodici notti passati da solo a
Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, yuko assapora l'incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande.
Siamo agli inizi degli anni novanta. E' un giorno piovoso come tanti altri ad aberdeen, piccola cittadina dello stato di washington, quando homer alienson, un solitario che tira a campare vendendo per corrispondenza l'enorme quantità di giocattoli collezionati nella sua infanzia, viene improvvisamente assalito dalla domanda pronunciata da una voce misteriosa:
Le storie a volte nascono dal niente, dalla danza leggera di un delfino o da una mente che ricorda silenziosa. Dolore e gioia, amore, perdita e rinascita: il cuore di una donna racconta il lungo cammino del vivere.
La sigla pao, che sta per picchetto armato ordinario, evoca l'esperienza della caserma, punto di partenza di un romanzo in cui tondelli intreccia sapientemente i fili di una trama ora sentimentale ora comica, e sempre sorretta da una vivacissima invenzione linguistica. Di fatto pao pao narra le storie amorose e poco marziali che travolgono una compagnia di giovani durante l'anno di servizio militare. Al grigiore dell'apparato burocratico e militare questi giovani oppongono una vitalità a volte sfrenata riuscendo ad attraversare indenni le istituzioni nonostante le infrazioni ai codici disciplinari e una più o meno larvata resistenza alla sottomissione.
Se la flotta bizantina riesce a mantenere il dominio del mediterraneo per più di cinque secoli, prima e dopo il mille, lo deve soprattutto al 'fuoco greco', proiettili che non si spengono a contatto con l'acqua e inceneriscono le navi nemiche. La sua formula segreta, e l'immenso potere che ne deriva a chi la possiede, è la protagonista indiretta di questo romanzo che si addentra nelle trame della corte di bisanzio sulla fine del x secolo. Usando come arma la segretezza della formula, la reggente teofane imbastisce una serie di intrighi e di delitti con i quali riesce a liberarsi di ogni rivale, ma non riuscirà a sottrarsi a quella logica del potere in cui ha creduto negli anni del suo dominio.