Il secondo e più celebre romanzo di w. Somerset maugham, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare. Maugham precisò in diverse occasioni che
Romanzo 'profetico' che prende il titolo dal discorso tenuto da san paolo nell'areopago di atene, 'al dio sconosciuto' fu pubblicato nel 1935 e tradotto da eugenio montale nel 1946. Racconta la storia di un contadino, joseph wayne, che lascia la vecchia fattoria del vermont per traversare l'america e stabilirsi insieme ai fratelli in una fertile vallata della california. Le vicende, talora cruente, che si susseguono nella 'terra promessa' raggiunta da questo indecifrabile sacerdote-colono, danno luogo a un quadro di sapore pagano - primitivistico - che steinbeck ammanta di una luce sacrale.
Homer è un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo. La famiglia macauley, da cui proviene, è modesta: il babbo è morto e il fratello maggiore è partito per la seconda guerra mondiale; eppure tutti si dedicano con energia a quel che va fatto: la mamma alle galline come all'arpa, la sorella agli studi e al pianoforte, e ulysses è il fratellino più curioso del mondo. Homer, che di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell'ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere. Pochi giorni, e già si rivela come il messaggero più veloce della west-coast. Entra così nel mondo degli adulti: il suo segreto è prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo già.
Terzo romanzo di hardy, fu il primo che lo scrittore pubblicò a nome suo: una grande storia sulla gelosia e sui dubbi del cuore da uno dei massimi esponenti della letteratura vittoriana. «nessuno mi ha più insegnato niente da quando è morto thomas hardy» - ezra pound «È innegabile l'abilità di hardy – l'abilità del vero romanziere – di farci credere che i suoi personaggi siano persone come noi, guidate dalle proprie passioni e idiosincrasie; al contempo – e questo è il dono del poeta – in loro vi è un qualcosa di simbolico che ci accomuna tutti» - virginia woolf «credo di capire la differenza tra me e te… forse tra gli uomini e le donne, in genere. Io mi contento di costruire la felicità su qualsiasi bene accidentale mi si possa presentare a portata di mano, tu vuoi creare un mondo che si adegui alla tua felicità». La bellissima e volubile elfride, orfana di madre e unica figlia del pastore swancourt, si innamora di stephen smith, giovane architetto di londra erroneamente ritenuto di nobili origini. Poi, quando questi per poterla sposare accetta un incarico in india, elfride conosce l'affascinante e maturo henry knight, antico mentore di stephen; ben presto knight, come già era accaduto al suo pupillo, perde la testa per la fanciulla. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a stephen e la nuova passione per knight, infine accetta la proposta di matrimonio di quest'ultimo. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di elfride insinua in knight il tarlo del sospetto sull'onestà della sua futura sposa e il fidanzamento è sciolto. Smith e knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi, entrambi si scopriranno ancora innamorati di elfride, ma ormai sarà troppo tardi.
Tutti a riggan conoscono quel tipaccio di dan lowrie. Minatore manesco, amante di birra e complotti, da sempre porta con sé sua figlia joan a lavorare nelle cave. Anche joan è una creatura fuori dal comune, ma in positivo: bellissima e fiera, in lei una forza quasi maschile convive armoniosamente con una speciale e delicata grazia. Purtroppo nella piccola comunità rurale del lancashire, da cui londra sembra un miraggio, il destino sembra segnato per joan. Fino al giorno in cui in paese arrivano paul grace 'il prete piccolo', anice 'la figlia del prete vecchio' e derrick, l'ingegnere a capo delle miniere, i quali tra amori non corrisposti, struggimenti segreti e propositi eroici riusciranno a scalfire la ritrosia altera della ragazza spingendola a sviluppare le sue doti naturali e a sfidare una volta per tutte suo padre. Il tema dell'ingiustizia sociale trattato con acume, la trama incalzante e la galleria di personaggi principali e secondari indimenticabili - come sammy craddock, vecchio burbero dickensiano, o la giovane e frivola liz, incinta senza un marito - hanno conservato intatto il valore di questo romanzo.
In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l'idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l'ineluttabilità della morte. Il più significativo romanzo di giovanni verga prima dei suoi due capolavori assoluti: 'i malavoglia' e 'mastro don gesualdo'.
L'amore infelice e 'scandaloso' tra la démi-mondaine margherita gautier e armando duval; un romanzo che se a suo tempo suscitò lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato (e per il modo in cui era denunciata l'ipocrisia del ceto borghese), commosse migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.
La storia di zeno cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. E' il capolavoro di svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il più grande romanzo del novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo.
Nato come uno sfogo contro una determinata congiuntura sociale e politica nell'inghilterra dei primi del settecento, gulliver è uno di quei libri che cedono nuove ricchezze ad ogni successiva lettura. I suoi bersagli - l'intolleranza, la corruzione, l'avidità, l'ipocrita fiducia nella scienza come soluzione dei mali causati dall'uomo - non hanno perso nulla della loro attualità, e l'amara sintesi che ne deriva è racchiusa nelle parole del re di brobdingnag, il paese degli abitanti alti come campanili. «da quando mi avete narrato della vostra nazione» egli dice a gulliver, «devo concludere che la maggioranza dei vostri indigenti è la più perniciosa massa di vermiciattoli che la natura mai soffrì che strisciasse sulla superficie della terra».
Francis chisholm è un prete 'scomodo', un ribelle nel nome del vangelo. Il suo cammino verso dio è una selva di ostacoli, è come se dio lo mettesse continuamente alla prova, seminandogli la strada di continue calamità e tentazioni. Guerre, cataclismi, pestilenze, violenze sono il prezzo che francis chisholm paga per le anime guadagnate alla fede e per la conquista delle 'chiavi del regno'.