«stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l'ingenua credulità dei greci, la sacerdotessa di delfi pannychis xi, lunga e secca come quasi tutte le pizie che l'avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio la morte della pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L'insolenza di dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di delfi: l'enigma.
Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l'ironia che solo una social-linguista può avere. Sindaca, architetta, avvocata: c'è chi ritiene intollerabile una declinazione al femminile di alcune professioni. E dietro a queste reazioni c'è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo, come ci costruiamo. Attraverso le innumerevoli esperienze avute sui social, personali e dell'accademia della crusca, l'autrice smonta, pezzo per pezzo, tutte le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciandone l'inclinazione irrimediabilmente maschilista. Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l'ironia che solo una social-linguista può avere. La verità è che i femminili sono comuni nelle professioni in cui le donne erano abituali, e meno comuni laddove le donne, fino a tempi recenti, erano una rarità. Ha senso quindi mantenere distinzioni tra mestieri al femminile e mestieri al maschile? E se fosse proprio questa una forma di discriminazione? 'se faccio un mestiere figo, allora mi definisco al maschile. Ma operaie, sarte, maestre, stagiste tranquillamente'.
La guerra tra i mondi di midkemia e kelewan si è conclusa: il regno delle isole si prepara a vivere un periodo di pace e a festeggiare il matrimonio tra il principe arutha di krondor e la principessa anita. Ma la tragedia è in agguato: nel giorno delle nozze, la principessa e colpita da una freccia imbevuta di un'erba velenosa nota come silverthorn, così rara e misteriosa che tutti i rimedi conosciuti per contrastare i suoi effetti risultano inutili. E mentre la vita della giovane si spegne lentamente, arutha si convince che l'unica speranza per salvarla sia spingersi fino nella lontana sarth, dove sorge un'antica abbazia che custodisce più conoscenze di qualsiasi altro luogo del regno. Così, in compagnia di un mercenario. Di un menestrello e di un giovane ladro, il principe si mette in cammino.
Maia è rimasta sola al mondo, ma un giorno, presso la scuola femminile delle signorine banks, le giunge notizia che alcuni lontani parenti, che vivono in brasile, sono disposti ad accoglierla tra loro. Maia parte subito, accompagnata da una bizzarra e misteriosa governante, miss minton. Già il viaggio in nave porta alla bambina una nuova amicizia, quella con clovis, piccolo attore di una compagnia itinerante piuttosto male in arnese; inoltre il suo rapporto con miss minton si fa sempre più intenso, improntandosi a una complicità intellettuale che va oltre le parole. Giunte a destinazione, in una vivace cittadina amazzonica, le due scoprono ben presto che i loro ospiti sono interessati più ai soldi di maia che alla sua persona. Età di lettura: da 10 anni.
Un vocabolario che comincia con un 'abbraccio' e prosegue con 'cuore', 'dedica', 'incontro', 'notte', e 'piangere' in cui barthes interviene con il suo sottile ingegno di linguista a collezionare tutti questi discorsi spuri in un unico soliloquio. Per il grande pensatore francese l'amore è un discorso sconvolgente ed egli lo ripercorre attraverso un glossario dove recupera i momenti della 'sentimentalità', opposta alla 'sessualità', traendoli dalla letteratura occidentale, da platone a goethe, dai mistici a stendhal. Si realizza così un repertorio suffragato da calzanti riferimenti letterari e da obbligati riferimenti psicanalitici sul lessico in uso nell'iniziazione amorosa.
Apparsa per la prima volta nel 2005, 'due punti' è l'ultima raccolta in versi della poetessa polacca, premio nobel per la letteratura nel 1996. La singolarità di queste poesie risiede nella densità e nello spessore della riflessione sulla vita e sulla morte. Una riflessione che contrassegna tutto il volume e che prende corpo in liriche di straordinaria concretezza ed efficacia.
Questo libro è una lunga e appassionata lettera di enzo biagi a lucia, una lettera d'amore a una ragazza di una volta e le parole rivolte alla compagna scomparsa si trasformano in una dolce e commossa rievocazione del tempo perduto, di anni lontani in cui il futuro brillava davanti a entrambi, in cui tutto appariva possibile. Il nascere dell'amore nell'italia del secondo conflitto mondiale, le prime esperienze professionali, l'approdo a milano, la chiamata alla rai, il lavoro nei grandi giornali. E poi gli amici (uno per tutti: federico fellini), i genitori, pianaccio - il paese natale quasi fuori dal tempo -, i viaggi, gli incontri, i potenti e la gente comune. Sessantadue anni di vita schiva, lontana per scelta di entrambi dai salotti alla moda.
La prima e unica puntata di raiot fu soppressa immediatamente per ragioni politiche e sabina guzzanti, dopo il ciclo di trasmissioni previste, avrebbe dovuto proseguire la tournée teatrale. Ha deciso invece di scrivere uno spettacolo nuovo che tenesse conto di quanto era accaduto. Così nasce reperto raiot presentato al pubblico nell'aprile del 2004 e ora disponibile in dvd per tutti quelli che non sono riusciti a vederlo o che lo vogliono rivedere.
Una donna avvolta in un qipao rosso. Il suo corpo viene ritrovato in città alle prime luci dell'alba. Dopo averla uccisa, qualcuno l'ha vestita con l'antico abito in stile mandarino che, bandito dalla rivoluzione culturale, è tornato di gran moda tra i ricchi nella shanghai del duemila. È il primo di una serie di omicidi, per la polizia cinese, costretta a confrontarsi con un fenomeno considerato occidentale, uno scandalo. L'ispettore capo chen cao decide di occuparsi del caso, solo lui è in grado di tracciare il profilo psicologico di un serial killer che colpisce in una shanghai sconvolta dai contrasti, dove l'industria dell'intrattenimento è sempre più prospera e redditizia e le inchieste sono manipolate dagli interessi di partito e dei nuovi capitalisti. Indagando un crimine che affonda le sue radici nel recente passato, tragico e tumultuoso, dell'era post-mao, il caso del qipao rosso offre a qiu l'appiglio per scavare nei meccanismi politici e nella società della cina moderna in preda a una corruzione incontrollabile, e di affrontare la questione bruciante delle ferite lasciate aperte dalla rivoluzione culturale.
Miles è segretamente innamorato della figlia del dignitario bothari, elena. A causa però dei suoi handicap fisici, miles non riesce a superare l'esame necessario per diventare ufficiale e per riprendersi dall'insuccesso viene mandato su colonia beta. Nel corso di una tumultuosa serie di avventure, il fedele bothari perde la vita, e miles deve rassegnarsi a lasciare che elena vada in sposa a un disertore barrayariano.