Eccoli lì alla fermata dell'autobus o alla stazione in attesa di un treno: due ragazzi che si baciano con gli zaini sulla spalla. Una storia d'amore. Come tante. Eppure dentro la storia i mille volti del mondo: l'amicizia, la scuola, la politica, il sesso, l'amore, il tradimento, la fatica di capire e di capirsi. Un mondo che si raddoppia, che si divide per cercare di entrare nel pensiero di una ragazza e di un ragazzo che con tenerezza tentano di dare un senso ad un periodo della vita che spesso spaventa per la sua energia e forza e per un mondo che si apre davanti ai tuoi occhi.
Lo specchio delle nostre miserie chiude la straordinaria trilogia inaugurata con ci rivediamo lassù, premio goncourt nel 2013, e proseguita con i colori dell'incendio, confermando pierre lemaitre come uno dei grandi maestri della narrativa mondiale. Aprile 1940. Louise ha trent'anni. Fa l'insegnante di scuola elementare a parigi e il sabato dà una mano come cameriera al ristorante del signor jules a montmartre, dove non si parla d'altro che di quella ' drôle de guerre ', quella 'strana guerra' scoppiata da pochi mesi con l'invasione tedesca in polonia e che non si pensa possa realmente coinvolgere la francia. Nessuno dunque ha previsto la catastrofe, men che meno louise che finirà per ritrovarsi in mezzo alla strada, costretta alla fuga come milioni di altre persone in preda al panico in un paese sprofondato nel caos. Ed è proprio nel corso del drammatico esodo dalla capitale che lei potrà ricostruire la storia della sua vita e delle sue origini e scoprirà che questa guerra, proprio come tutte le altre, porta con sé un corteo grandioso e squallido di eroi e di mascalzoni. Segreti di famiglia, grandi personaggi, amori appassionati, colpi di scena, farsa e tragedia, avventure e sventure si avvicendano con rara potenza narrativa grazie a una scrittura magnifica e a una perfetta padronanza della trama.
Un romanzo potentissimo capace di ribaltare con forza tutti i luoghi comuni sull'amore. Puntando impietosamente la telecamera sulla ferocia che la delusione e l'offesa possono generare in una coppia. «ha l'aria di uno di quei romanzi che hai una sola occasione nella vita per scrivere» - grazia«ma non ti viene mai voglia di mollarmi? In continuazione. E a te? In continuazione». Un matrimonio ferito e ostinato è una perfetta bomba a orologeria. È un duello in cui il cuore e la testa hanno sempre lo stesso peso, e l'intelligenza può perfino complicare le cose. Quali piccole e grandi crudeltà ci si può infliggere quando si sceglie di restare nonostante tutto, mentre la fede nuziale rotola nella tasca dei jeans e poi nel cassetto delle posate? La rabbia è una passione, e la violenza del tempo che claudia e antonio vivono insieme, anche quando si tratta di un tempo immobile, è capace di sconvolgere entrambi, trascinandoli verso un finale imprevedibile, quasi noir. Perché ci sono due misteri da risolvere, in questo libro. Uno è sentimentale: che cos'è questo amore? Qual è la sostanza che tiene legate due persone in bilico tra il bisogno reciproco e il desiderio di vendetta? Ma l'altro mistero riguarda una colpa che non può essere nascosta per sempre. Lui è in cima a una scala appoggiata a un albero del giardino. Improvvisamente la scala oscilla, lui cerca un appiglio tra i rami e non lo trova. Lei osserva quella schiena flettersi all'indietro, quelle braccia che ruotano nell'aria. Lui precipita a terra, non si rialza. I soccorritori lo legano alla barella, lo caricano sull'ambulanza e chiedono a lei di salire. Ma lei rientra in casa, si sfila il maglione e si mette a riordinare. È cosí che comincia questo potentissimo romanzo capace di ribaltare con forza tutti i luoghi comuni sull'amore. Puntando impietosamente la telecamera sulla ferocia che la delusione e l'offesa possono generare in una coppia. Quando lui, dopo l'infarto, torna dall'ospedale, tutti e due – come tenuti insieme da una colla invisibile – devono affrontare il dolore e i loro lati oscuri. L'unico linguaggio comune sembra essere fatto di poche parole fraintese e di molti gesti che nascono come carezze e finiscono per assomigliare a schiaffi. Un'escalation di crudeltà che lascia senza fiato. Barbara frandino costruisce, scena dopo scena, un distillato d'intelligenza che arriva a toccare le nostre corde piú profonde grazie alla scelta di una voce femminile lucidissima e spietata, che procede per sottrazioni e smottamenti. È attraverso quella voce e attraverso gli occhi di claudia che il lettore decritterà il doppio mistero del libro. E troverà qualcosa che lo riguarda da molto vicino.
Due adolescenti feriti che insieme affrontano lo stupore della vita, che nonostante tutto vince. «quello di fabio geda è lo sguardo di chi conosce la complessità dell'educare e di chi sa accogliere la difficoltà di un processo incerto e inesatto. Di chi non fa la predica, non dà risposte, ma sa guardare e narrare» – alice bigli«un dolore che non è mai pietistico, una compassione che non è mai retorica» – valeria parrellamarta ha 12 anni, ma sembra piú grande, perché arriva in comunità alloggio dopo aver affrontato problemi che l'hanno costretta a crescere in fretta: un padre andato via di casa, una madre fragile che riempie i suoi vuoti con l'alcol, tre fratelli da accudire. Corrado ha 16 anni, pensa di essere un duro, ma, in quella stessa comunità, aspetta soltanto che la madre esca finalmente dal carcere, per recuperare l'amore che gli manca. Tra rabbie, delusioni e piccole felicità le esistenze dei due ragazzi si intrecciano a quelle di elisa, di ascanio e degli altri educatori che si occupano di loro. Fino a quando marta e corrado decidono di prendere in mano il proprio destino. Con una scrittura tesa, asciutta, concreta, fabio geda segue le loro vite e restituisce ai lettori la fatica di diventare grandi in un mondo di adulti imperfetti.
Marías ha scritto una magnifica storia sul rancore, sulle conseguenze delle dicerie, e sul passato che non passa ma anzi affonda i suoi denti là dove piú fa male. Nel cuore. «può darsi che non si possa neppure annullare o sostituire quello che si è creduto, se lo si è creduto per molto tempo. »siamo nella madrid degli anni ottanta, una città in cui il ricordo della dittatura franchista è ancora dolorosamente vivo. Il giovane juan de vere, fresco di laurea, viene assunto da eduardo muriel per fargli da assistente. Muriel è un regista che vive in una grande casa nei quartieri alti della capitale insieme alla moglie, l'esuberante beatriz noguera, e i figli. I due avrebbero tutto per essere felici, eppure
È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a emerenc szeredàs, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell'alone di mistero che ne circonda l'esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell'anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti più drammatici del novecento.
Romanzo di formazione che racconta la vita di augusto graniero, mio nonno, attraverso le tante pagine dimenticate della storia d'italia da lui vissute: dal feudalesimo nelle campagne alla lenta avanzata alleata (1943-1945), dalle marocchinate al protettorato italiano sulla somalia(1950-1960), il nonno alla continua ricerca della libertà personale e della giustizia sociale - si è ritrovato protagonista, spesso mancato, della propria vita e del proprio tempo, fino alla partenza (su mandato dell'onu) per la somalia.
Un truce fatto di sangue. L'inviato di un giornale popolare di nome firmino. Un avvocato anarchico e metafisico, ossessionato dalla norma base, che assomiglia a charles laughton. L'antica e affascinante città di oporto. Un romanzo che sotto le apparenze di un'inchiesta costituisce una riflessione sull'abuso e sulla giustizia.
Mrs bridge è una donna come tante. Una donna che ci assomiglia, magari di cui siamo figli. Nulla sembra rendere particolare la sua vita. Come quella di tutti è una vita piena di
Dopo la perdita del marito, soldato dell'esercito americano, jo marie rose, senza dare ascolto a chi le consiglia prudenza, decide di lasciare il lavoro sicuro alla columbia bank e di trasferirsi lontano dalla grande città. Un annuncio, scovato su internet, attira la sua attenzione: è in vendita una pittoresca locanda a cedar cove, paesino affacciato sull'oceano pacifico. Con vista sul faro che svetta dal porticciolo naturale, quel luogo è perfetto per ritrovare l'equilibrio che jo marie teme di avere smarrito. Stabilitasi in questa oasi di apparente tranquillità, immersa in un paesaggio incantevole, accarezzata da brezze salmastre, la giovane donna sente subito la sferzata di una nuova energia. Così si mette al lavoro per trasformare la graziosa locanda in un alberghetto, dove dedicarsi con calore all'accoglienza dei clienti e continuare a svolgere le attività predilette: il bricolage,l'arredamento, i lunghi lavori a maglia. È proprio vero che la vita, per quanto provata dalla sofferenza, può sempre ricominciare. Quando accoglierà i suoi primi ospiti, infatti, jo marie realizzerà con stupore quante sorprese si nascondono tra quelle mura. La vita di ciascuno di loro è un universo al tempo stesso meraviglioso e travagliato: c'è chi cerca l'amore, chi il perdono e chi vuole ritrovare se stesso. Il b&b rose harbor - così jo marie chiama la sua locanda - diverrà, per volontà e decisione della sua amabile proprietaria, un luogo dove nessuno che desideri aprire il proprio cuore rimarrà inascoltato.