«la parte centrale del romanzo è sorretta dalla tensione fortissima che scaturisce dal complesso rapporto tra i personaggi e che, per fare un paragone, ricorda quella, quasi insostenibile, del romanzo misery di stephen king (lo scrittore prigioniero della sua ammiratrice pazza). Una situazione senza vie d'uscita». (corrado augias)
«i popoli non amano essere conquistati e per questo non lo saranno. Gli uomini liberi non possono scatenare una guerra, ma una volta che questa sia cominciata possono continuare a combattere nella sconfitta. Gli uomini-gregge, seguaci di un capo, non possono farlo, ed ecco perché sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie e gli uomini liberi che vincono le guerre. »seconda guerra mondiale. Un piccolo paese della norvegia viene occupato dall'esercito tedesco senza che gli abitanti riescano a capire la gravità della situazione e senza che possano organizzare qualche forma di opposizione. Dopo lo shock iniziale la piccola comunità imparerà una lezione fondamentale: la forza dell'individuo si basa sull'unione del gruppo. Dopo aver assistito a violenze e tradimenti dell'invasore, si farà strada e si consoliderà lo spirito di indipendenza e rivalsa del gruppo. Prima con sporadiche esecuzioni dei soldati occupanti, poi con una guerriglia sistematica e organizzata, la comunità dimostrerà agli altri e a se stessa che nessuno è vinto finché non si arrende.
L'infanzia, l'adolescenza e l'apprendistato all'arte e all'amore di paul morel, figlio di un povero minatore di nottingham, allevato con tenero affetto da una madre piena di vitalità. Opera profondamente autobiografica nella narrazione di una vita intensamente e dolorosamente vissuta, questo romanzo rivelò a un'inghilterra in fondo ancora vittoriana il talento di uno scrittore potentemente originale.
New york, negli anni dieci del novecento, una coppia inquieta: lei, gloria gilbert, bellissima rubacuori arrivata dal kansas; lui, anthony patch, ricco ereditiero che a venticinque anni si sente già stanco della vita. Sono giovani, belli e innocenti, ma l'alcol e l'avidità finiranno per dannarli. Tramite dei personaggi che ricordano almeno in parte lo stesso scott e la moglie zelda, fitzgerald mette in scena una velleitaristica rivolta della gioventù contro le convenzioni vittoriane: un'epica disincantata e dolceamara sulla caduta dei sogni e delle illusioni.
'maurice' è forse il capolavoro di forster e certamente il suo romanzo più intimo e commovente, uno squisito esercizio privato di scrittura della verità. Tra le pieghe della società vittoriana, forster insegue affettuosamente la storia d'amore di maurice e clive, suo compagno di college, i tormenti di una passione complice e innominabile, che se per clive è destinata a seppellirsi nella 'normalità', per maurice è il calvario che conduce a nuova vita. È forse il delicato ricamo d'epoca, su cui si staglia la tormentosa affermazione della diversità, che ha spinto un regista come james ivory a cimentarsi, dopo 'camera con vista', anche con questo prezioso 'libro-scandalo'. Postfazione di marisa bulgheroni.
Fra crateri spenti, nebbie e pantani gelati, uno squadrone della cavalleria austriaca si addentra nell'ignoto. Sono centoventi uomini, vestiti e armati nello stile di un tempo ormai lontano, «come una schiera di fantasmi a cavallo» sperduti sul fronte orientale della prima guerra mondiale. Seguendo il loro scalpitare, varchiamo la soglia di un regno intermedio che è insieme dei vivi e dei morti, del sogno e della veglia perfetta. Di quel regno, in tutta la sua opera, lernet-holenia è stato un magistrale cronista. «i racconti più perfetti sono quelli che, pur potendo pretendere al massimo della verosimiglianza, raggiungono il grado supremo dell'irrealtà» egli scrisse una volta. Il barone bagge, pubblicato per la prima volta nel 1936, applica questo proposito con precisione abbagliante – e al tempo stesso dimostra che lo si può rovesciare: perché qui ciò che più è irreale ha il massimo della verosimiglianza. Solo alla fine scopriremo che questo racconto, oltre che una delle ultime cronache della cavalleria, è un archetipo, una sfaccettatura intatta nella pietra di amore e morte.
1832 goethe pubblica la seconda parte del faust e muore a weimar. Evariste galois redige la sua memoria sulle equazioni algebriche la notte prima di morire in un duello. Nel canale di sicilia sprofonda l'isola ferdinandea. Viene dato alle stampe presso l'editore bocca di torino le mie prigioni, scritto da pellico l'anno prima su consiglio del suo confessore. La polonia è proclamata provincia russa. Viene fondata la società michelin. Von clausewitz pubblica della guerra. Scoppiano rivolte liberali nello stato pontificio. In inghilterra viene approvata una riforma della legge elettorale che concede il suffragio ai proprietari di beni immobili. Applaudito scrittore di tragedie fino al 1832, a partire da quella data pellico inizia a essere fischiato a ogni sua apparizione pubblica. La ragione di questa diffidenza, se non di aperta ostilità, è da cercarsi nella pubblicazione de le mie prigioni, il libro che
In procinto di morire, il trentenne culkaturin decide di ripercorrere per iscritto la sua vita. Storia di un uomo vissuto invano o, come dirà il protagonista con compiaciuta lucidità, di un 'uomo superfluo', definizione che attraverserà la storia della letteratura russa dell'800.
Una riflessione sulla giustizia e sulla sua impossibilità in una narrazione dal respiro ampio, in cui palpitano il divino e una natura incantata. Un libro amato da hermann hesse, che vedeva nella