Due ragazze partono per l'islanda, meta sognata nelle serate romane arroventate dallo scirocco, alla ricerca di un luogo di purezza incantata. Due donne intellettualmente spregiudicate, pronte a godere dei piccoli piaceri della vita che girovagano per una terra straordinaria tra deserti di lava e ghiacciai, fiordi e steppe, elfi, pietre runiche e antiche saghe.
L'11 settembre 2001 il mondo occidentale viene colpito: due aerei colpiscono le torri gemelle a manhattan, l'america è sconvolta, la paura di altri attacchi terroristici si diffonde, ogni arabo diventa sospetto. È a partire da questo scenario che si sviluppa questa conversazione tra tahar ben jelloun e sua figlia - dieci anni - a disagio con se stessa, con le proprie origini musulmane, di fronte a una televisione che continua a dire 'che i musulmani sono tutti cattivi'. Ben jelloun spiega, con semplicità ma rifuggendo ogni semplificazione, cos'è l'islam, qual è la differenza tra arabo e musulmano, cos'è il fanatismo, cos'è il terrorismo, quale spazio ha la tolleranza nel mondo arabo, quali lezioni ha dato all'occidente.
Una donna giovane, cristina, irrompe nella vita di due uomini maturi, paolo e bernardo. Paolo è architetto, bernardo un pittore che vive fra new york e roma e, presto, conoscerà il successo. L'amore per la
Il volume propone un repertorio di battute, motti, giochi di parole, situazioni inventate dell'artista per sé e per i suoi fratelli. Sono battute, frammenti, lettere, brani di articoli usciti nei periodici americani, dal
Flavio caroli, storico dell'arte fra i più noti e accreditati in italia, disegna un grande affresco che parte dal rinascimento e giunge fino ai giorni nostri. Compendio di oltre trent'anni di riflessioni sull'arte di un grande studioso, il libro appaga quel bisogno di magia nella lettura dell'opera d'arte, che è la grande richiesta del pubblico colto di oggi. Caroli legge e narra, in questo volume, oltre 600 capolavori che appartengono al nostro immaginario.
Quando un gruppo di nazionalisti greci si impossessa di un traghetto con trecento passeggeri a bordo, il commissario charitos capisce subito che non sarà un caso come gli altri: su quella nave c'è sua figlia katrina. Inizia così un'indagine che metterà con le spalle al muro il poliziotto che ama dire di sé
'ho trovato una porta per uscire dalla prigione, una porta che si apre verso la libertà. Scrivo queste pagine per mostrartela. ' comincia così il nuovo romanzo di peter hoeg. La prigione è ovviamente una metafora, è la vita che non viviamo ma da cui ci lasciamo vivere. A raccontare è peter, un quattordicenne appassionato di calcio, che vive a fino, piccola isola di fantasia nell'arcipelago danese, posta nel mezzo del mare delle possibilità. Peter è figlio del pastore dell'unica chiesa e la madre è organista, ma i suoi non sono due genitori normali, e ogni tanto, senza preavviso, spariscono nel nulla. Conoscendo la loro tendenza a truffare il prossimo, quando scompaiono per l'ennesima volta lasciandosi alle spalle poche tracce, peter decide di battere sul tempo la polizia e parte alla ricerca dei genitori per impedire che si mettano definitivamente nei guai, condannando i figli all'orfanotrofio. Con lui ci sono anche il fratello maggiore hans, che sembra 'nato con ottocento anni di ritardo' tanto il suo animo è cavalleresco, la sorella tute, incantatrice dalla memoria prodigiosa, e il cane basker iii, tutto sommato il più normale della compagnia. Una vicenda e un romanzo sorprendenti, dal ritmo incalzante, dove i ruoli sono continuamente rovesciati: in una fuga rocambolesca i piccoli inseguitori diventano a loro volta inseguiti.
May e selina sono amiche. Vere amiche: la spregiudicata selina si diverte a turbare e sconvolgere la timida may che a sua volta ha bisogno dell'interesse, del calore, della luce dell'altra. Due facce di una stessa medaglia, due aspetti di una stessa anima. May sa che dentro di sé c'è qualcosa che aspetta di emergere, e desidera che selina lo veda. Ma non può immaginare che l'amica ha ben altro per la testa: sostiene di essere una strega e offre a may la possibilità esserlo a sua volta. Un sodalizio magico, che le lega per sempre, in nome del temibile potere dell'ombra. Attratta e atterrita al tempo stesso, may sente che quella magia sta penetrando nel suo quotidiano; vede cose che prima non vedeva, coglie significati dove prima non c'erano. Scopre il sapore della ribellione alla famiglia e alle convenzioni. Ma soprattutto scopre la forza travolgente dell'amore, le sue tirannie, il suo mistero. E fin dove può arrivare per averlo. Una jacqueline wilson diversa dal solito, dalla prosa asciutta e dalle atmosfere cupe, racconta il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, scandito da amore e dolore, consapevolezza e rabbia.
L'incubo inizia sempre nello stesso modo. E stata una lunga nottata, il pianto del neonato intermittente, la stanchezza che ti attanaglia gli occhi. Ma finalmente, alle prime luci dell'alba, il bambino si è addormentato. E tu sei crollata dalla stanchezza. Solo pochi minuti, appena riaperti gli occhi sei subito corsa verso la culla per vedere le sue manine paffute protendersi verso di te. Ma il piccolo è immobile. Lo tocchi, e non respira più. Per molte donne questo è solo un brutto sogno da cui risvegliarsi in un bagno di sudore. Ma per helen yardley, ray hines e sarah jaggard l'incubo è continuato anche una volta sveglie. Il loro bambino è morto, senza una ragione apparente. Tutte sono state accusate di infanticidio e ci sono voluti lunghi processi e molti anni di prigione, prima che fossero scagionate. 'morte in culla' è il verdetto finale. Fliss benson è una giovane produttrice televisiva, a cui viene affidato l'incarico di girare un documentario sulla loro vicenda. Questo è l'ultimo progetto a cui vorrebbe lavorare, perché riapre in lei una ferita mai sanata che riguarda il suo passato. La mattina in cui sta per rinunciare all'incarico riceve un biglietto con sedici cifre. Un biglietto oscuro e ricattatorio. A indagare sulla minaccia è la poliziotta charlie zailer, la quale scopre che gli stessi numeri sono stati inviati anche alle tre donne accusate di infanticidio.
Barbara lope è una donna nel pieno della vita, ha un'attraente frangetta bionda, vestiti eleganti, un bel lavoro. Eppure ogni tanto sente come un peso, un fastidio acuto: a scuola era il compagno presuntuoso, al lavoro la collega arrivista, e poi le scarpe con il tacco a spillo, le serate mondane, i discorsi ufficiali, le cerimonie, i matrimoni. E quando le situazioni si fanno insopportabili, quando le sembra che le persone e i luoghi abbiano perso il senso di quello che sono realmente (se mai l'hanno posseduto), in barbara scatta qualcosa, un piccolo movimento, un gesto minimo, di insofferenza. Sfrontato? Scherzoso? Provocatorio? Non si può dire. Di certo si tratta di un impulso irresistibile, e barbara non può trattenerlo. È il suo modo di reagire alle assurdità, alle distorsioni. Forse il desiderio di trovare qualcuno che le somigli. Insomma fa quel gesto, e d'improvviso ciò che appariva così serio e importante perde consistenza, diventa aria, si dissolve.