Niagara falls, 4 luglio 1996. Attraversando un parco con la figlia di dodici anni, teena maguire viene aggredita e violentata da una banda di ragazzi sotto l'effetto della droga. Risvegliatasi dal coma, la donna riesce a identificare i suoi aggressori, ma una furibonda campagna giornalistica maschilista e la compiacenza del giudice portano all'incredibile assoluzione dei colpevoli. John dromoor, veterano della guerra del golfo, appassionato d'armi e idealista che ha soccorso teena subito dopo l'aggressione, vendica la donna uccidendo per legittima difesa uno degli imputati, mentre gli altri spariscono nel nulla o si suicidano in circostanze misteriose.
Una signora bellissima e molto ricca viene trovata morta nel suo studio. La scena del crimine è quella di un gioco sadomaso: la donna sospesa al centro della stanza, strangolata, indossa biancheria sexy e una parrucca bionda, ed è legata mani e piedi con un lungo nastro di seta rossa. La notizia arriva in esclusiva al cronista di nera marco corvino che, oltre a seguire le indagini ufficiali della polizia, inizia una sua inchiesta parallela sul mondo del sesso estremo. Corvino scopre, a poco a poco, un universo sommerso di pratiche sadomaso e perversioni erotiche portate all'eccesso, di cui ignorava completamente l'esistenza. Nel frattempo, dopo essere stato interrogato, il partner della vittima viene riconosciuto colpevole e il caso viene considerato risolto. Ma corvino non sembra convinto e le indagini proseguono. Le ricerche lo portano a scoprire che nel mondo delle pratiche bondage è coinvolta anche la malavita d'oltreoceano, che ha l'obiettivo di conquistare la piazza di spaccio locale inondando il mercato con una nuova droga, destinata a soppiantare lo smercio della cocaina. Tra colpi di scena, omicidi, torture e giochi erotici, massimo lugli ci traghetta in un mondo torbido e ambiguo dove l'eccesso è la norma.
Ci sono frasi tenere, ma ci sono anche incomprensioni, tensioni, matrimoni finiti male, divorzi, annullamenti della sacra rota, amanti che hanno avuto un ruolo decisivo nella vita privata e anche nella vita pubblica degli uomini che hanno guidato l'italia nell'ultimo secolo. Questo libro di bruno vespa è assai diverso da tutti gli altri: non racconta i retroscena della politica (che pure non mancano), ma i retroscena dell'anima. Con una serie di vicende finora mai rivelate, o dissepolte da un lungo oblio. Quanti sanno che mussolini era forse bigamo? Che francesco cossiga ha ottenuto, dopo sette anni di istruttoria, l'annullamento del suo matrimonio? Veronica berlusconi parla dopo la famosa lettera alla
Ci sono frasi tenere, ma ci sono anche incomprensioni, tensioni, matrimoni finiti male, divorzi, annullamenti della sacra rota, amanti che hanno avuto un ruolo decisivo nella vita privata e anche nella vita pubblica degli uomini che hanno guidato l'italia nell'ultimo secolo. Questo libro di bruno vespa è assai diverso da tutti gli altri: non racconta i retroscena della politica (che pure non mancano), ma i retroscena dell'anima. Con una serie di vicende finora mai rivelate, o dissepolte da un lungo oblio. Quanti sanno che mussolini era forse bigamo? Che francesco cossiga ha ottenuto, dopo sette anni di istruttoria, l'annullamento del suo matrimonio? Veronica berlusconi parla dopo la famosa lettera alla
Con brutalità e con delicatezza, con frasi che ogni volta hanno un filo perfettamente tagliente, cioran vaga in questo libro non già intorno ai «problemi», come fanno spesso i filosofi, ma intorno alle «cose», come fanno i pochi che pensano veramente – e, fra le tante cose, intorno a quella unica che non cesserà mai di torturarci e di travolgerci: il puro fatto di «essere nati», quella rinuncia primordiale alla possibilità che costituisce la nostra esistenza. In questo libro, più che mai prima, cioran si avvicina a certi temi, a certi modi dei buddhisti più radicali. E forse proprio questa diversione verso l'oriente, verso la sua asciuttezza dinanzi alle cose ultime, gli permette di trovare un passo aspramente idiosincratico, un'andatura insofferente verso tutto, soggetta però ad «accessi di gratitudine per giobbe e chamfort, per la vociferazione e il vetriolo». È il passo di una lunga deambulazione notturna, da cui nasce e si concatena questa sequenza di aforismi, annotazioni, aneddoti, in un tentativo di evasione «dalla specie, da questa turpe e immemoriale marmaglia».
Mr darcy era perfetto. (quasi perfetto, se si esclude che aveva moglie e figli. ) stesse origini, stesse montagne intorno alla loro infanzia, il primo bagno nello stesso mare, stessi anni all'università nella stessa città. Ma lui e lei si conosceranno solo da adulti, per un miracolo di coincidenze. E allora innamorarsi sarà un attimo, a dispetto dello stato civile di lui. Lei, una giornalista di un importante quotidiano nazionale, è sentimentalmente libera. Lui è un manager, sempre in viaggio per lavoro. Abitano in città lontane, ma la distanza sembra svanire. Si incontrano ogni volta che è possibile, a casa di lei, come due fidanzati. E gli ostacoli paiono superabili. Perché lei è l'altra, anche se non si sente mai tale, almeno all'inizio. E perché lei e darcy vivono dentro una bolla di felicità, i cui confini diventano, giorno dopo giorno, più stretti e fragili. Lui, ogni sera, torna dalla famiglia vera, nella sua casa vera, di cui quella milanese è la copia contraffatta.
Michele, venticinquenne, lavoratore precario, è addetto alla qualità in una ditta che produce conglomerato bituminoso ma, soprattutto, è consumato da una divorante mania per la scrittura. La sua camera e il suo ufficio sono invasi da una distesa di fogli e foglietti: attaccati ai muri, sparsi sul pavimento, traboccanti dai cassetti e dalle tasche. Su ciascuno sta scritto qualcosa che michele immagina di poter, un giorno, inserire in un suo libro. Una mania e un'ossessione che cambieranno la sua vita. Si rintanerà nel mondo illusorio del libro che ossessivamente cerca di comporre e dove trasferisce e trasfigura il mondo reale. Qui tutto è possibile: che dalla bocca del capoufficio fuoriescano, insieme alle parole, prese multiple per la corrente, acqua gelata, manici per pentole; che gli insetti si ingrandiscano a dismisura; che una persona scriva un discorso per il suo stesso funerale; che i morti ritornino in ordine alfabetico; che un ragazzo divori il suo migliore amico e poi si trasformi in lui; e che una casa venga invasa dai folletti. Per arrivare a un finale inatteso e pacificatore.
Da diversi anni il detective myron bolitar non ha più notizie di terese collins, con cui diversi anni prima aveva avuto una breve ma appassionata relazione e che sembrava scomparsa nel nulla. Così, quando lei lo chiama da parigi chiedendogli di raggiungerla subito, la telefonata lo coglie totalmente di sorpresa. Myron decide di aiutarla e la donna, in una sconvolgente confessione, gli rivela la tragica morte della figlia miriam dieci anni prima in un incidente d'auto. E questo è solo l'inizio: arrivata in francia per incontrare l'ex marito, un famoso reporter investigativo, scopre che l'uomo è stato ucciso e che lei è la sospettata numero uno dell'omicidio. Ma una prova sorprendente rinvenuta sulla scena del delitto apre una nuova prospettiva, portando alla luce fatti rimasti nascosti per molto tempo e suggerendo la possibilità che miriam sia ancora viva. Myron e terese iniziano a indagare per scoprire che cosa le è realmente accaduto e si ritrovano ben presto alle prese con nemici misteriosi, in un paese dove niente è come sembra, al centro di un complotto terroristico internazionale.
Nel 1924, lo scalatore inglese george mallory, insieme al compagno andrew irvine, tentò la prima conquista dell'everest. Entrambi morirono nell'impresa - erano al terzo tentativo - ma nessuno ha mai saputo con certezza se prima o dopo aver raggiunto la cima. Di sicuro, entrambi furono avvistati a circa 250 metri dalla vetta, prima che scomparissero per sempre dietro alle nubi. Poi, nel 1999, il ritrovamento del corpo perfettamente conservato di mallory ha riproposto questa storia leggendaria. Purtroppo mallory non aveva con sé la macchina fotografica che avrebbe potuto confermare o meno il compimento dell'impresa: non fu mai ritrovata neppure la foto della moglie che intendeva lasciare sulla cima a testimonianza della sua conquista. Reinhold messner, il più grande scalatore vivente, celebre tra l'altro per aver compiuto la prima ascensione dell'everest senza ossigeno e in solitaria, proprio sulla parete tentata da mallory sessant'anni prima, affronta l'enigma della fine del suo predecessore, e ci offre una ricostruzione insieme documentata e romanzesca. Attraverso la vicenda pionieristica di mallory, riletta alla luce della propria esperienza e ricostruita al di là del mito, l'autore di questo racconto appassionante accompagna il lettore sulla scena himalayana, quando era ancora sede d'imprese eroiche, prima che diventasse meta turistica per comitive. E fornisce, forse, la soluzione dell'enigma.
Un uomo enigmatico. Una donna sola, ostinatamente orgogliosa della propria solitudine. Lui è sempre in viaggio. Ogni volta che torna in città, le fa visita. Incontri improvvisi e fugaci, senza alcuna spiegazione. Di quell'uomo lei non sa nemmeno il nome, né che lavoro faccia: il mistero è parte del suo fascino. Un rapporto che non esige impegno né approfondimento. Entrambi preferiscono non farsi domande. Fino al giorno in cui lui le propone di trascorrere insieme un week-end in una casa al mare. Una volta giunti in quel luogo, sulla spiaggia, i segreti vengono a galla come spinti da un'improvvisa mareggiata. A unirli c'è qualcosa di sconvolgente che affonda nel loro passato marchiandoli per sempre, qualcosa che assomiglia al rapporto tra vittima e carnefice. Intorno a loro tutto precipita.