Tre amici si danno appuntamento in un magazzino di santiago del cile. Li accomuna l'antica militanza tra i sostenitori di salvador allende e uno sguardo amareggiato sulla vita. La città è molto cambiata, e anche loro non sono più gli stessi: c'è chi ha una valvola saltata in seguito a un soggiorno obbligato in un centro di tortura, chi ha perso la splendida chioma alla jimi hendrix, chi ha messo su una ragguardevole pancia. Convocati dall'anarchico pedro nolasco, detto l'ombra, per compiere insieme un'ultima, audace azione rivoluzionaria, lucho arancibia, lolo garmendia e cacho salinas hanno però deciso di scrollarsi gli anni di dosso e attendono l'arrivo del loro leader. Invano: perché il destino cieco e beffardo ci mette lo zampino, prendendo le forme di un mitico giradischi che si trasforma in un micidiale proiettile, riservando a nolasco la più musicale delle uscite di scena. Chi prenderà il suo posto, in una vicenda che è una girandola di coincidenze, se non il più sprovveduto tra i militanti delle molte correnti di un tempo, quel coco aravena a cui il destino offre finalmente una possibilità di riscatto? E dove condurranno le indagini dell'ispettore crespo, alle prese con l'identificazione di un cadavere e con un furto di elettrodomestici?
Con questo libro eugenio scalfari abbraccia l'avventura della sua esistenza: a partire dalla stagione magica dell'infanzia, passando per gli anni di formazione (la scoperta della filosofia al liceo di sanremo, compagno di banco l'amico italo calvino), fino all'impegno giornalistico, che dura da oltre sessantacinque anni, per arrivare al tempo lungo della vecchiaia. Ma scalfari non si accontenta di rammemorare, nel suo libro ogni ricordo vive e perdura in funzione di una continua tensione etica e intellettuale. Egli non entra nelle varie stanze della memoria, se prima non è certo di intravedere dalla soglia il bagliore di un fuoco razionale che possa ampliare il dato autobiografico, fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori di ogni gesto compiuto. Ripensarsi bambino, vestito da ballila ad ascoltare il duce da palazzo venezia, lo costringe a fare i conti con l'intossicazione del virus ideologico del fascismo. Poi si osserva adolescente entrare nella gabbia dell'io, con indosso quella maschera che toglie l'innocenza; e nei due anni passati nella campagna calabrese, in fuga da roma occupata dai tedeschi (
Io e te a 313 km dalla felicità. 313 sono i chilometri che ci dividevano, anche se poi noi, divisi, non lo siamo stati neanche per un attimo nicole ha 15 anni e gli occhi quasi neri, è ormai assuefatta alla solitudine e vive in abruzzo con una madre che a stento si ricorda di lei. Marco di anni ne ha 17, gli occhi azzurri come il mare e un sorriso timido, vive a roma e i genitori la loro presenza la fanno sentire eccome, limitandogli al massimo libertà e spostamenti. Si sfiorano in spiaggia per caso in un giorno d'estate solo con uno sguardo fugace, si ritrovano su facebook e da quel «ciao, posso disturbarti? » scritto da nicole la loro vita cambia per sempre. Cominciano a sentirsi ogni giorno, a sognare insieme, si innamorano fino a non poter più fare a meno l'uno dell'altra neppure per un minuto. E cosa può esserci di più vero e più sconvolgente di un amore a distanza? Cosa può restituire la stessa gioia e lo stesso dolore di veder partire e tornare ogni volta la persona che desideriamo? Nel caso di nicole e marco, non c'è nemico più grande dei 313 chilometri che li separano, e lo combattono mettendo in gioco tutto ciò che hanno. Oppure forse un nemico più grande c'è ed è la paura che improvvisamente prende nicole: la paura di non essere abbastanza per marco, la paura che lui voglia accanto una persona diversa, più bella. Iniziano così le scuse, le bugie, le incomprensioni e i silenzi. Qualcosa dentro nicole si spezza e marco si troverà a un bivio: perderla per sempre oppure riportarla a casa, rendendo il loro amore finalmente perfetto.
Alla riunione del comitato centrale del partito comunista, d'improvviso va via la luce. Con la complicità del buio viene assassinato il segretario generale fernando garrido. Gli ingredienti sono quelli di un classico giallo: una stanza chiusa dal di dentro e senza possibilità di uscita. Ma l'assassino non è l'unica altra persona presente nella stanza, i sospettabili sono circa due milioni e i moventi metà di mille. E lo svolgimento delle indagini farà emergere coinvolgimenti oscuri e misteriosi tradimenti. Chi ha commesso l'omicidio, e perché? I nemici del segretario vanno cercati dentro il partito o fuori? È davvero opera del fascismo internazionale? C'entra qualcosa il kgb?
Perry e gail, lui insegnante idealista a oxford, lei avvocato rampante: una coppia di fidanzati inglesi in vacanza nello scenario da sogno di antigua, nei caraibi. E un russo di nome dima, rozzo eppure magnetico, che possiede una tenuta sull'isola. Un incontro destinato ad avere conseguenze inimmaginabili per i due giovani, quando il russo chiede a perry di giocare a tennis con lui è solo una normale partita quella che si svolge alle sette di mattina davanti agli occhi stralunati di gail e alla più strana accozzaglia di persone che le si sia mai parata davanti? Chi è veramente questo russo carismatico che ostenta amicizia e giovialità nei confronti della giovane coppia? E, soprattutto, cosa vuole da loro? L'esito della partita di tennis andrà ben oltre il risultato. Ha inizio un'avventura che vede i due fidanzati coinvolti dai servizi segreti inglesi e dal
Dall'autrice di non è mia figlia e non è come pensi, un nuovo agghiacciante thriller. Amber hewerdine è una madre perfetta. Nessuno, meglio di lei, sa prendersi cura di dinah e nonie. Due bambine adorabili, anche loro perfette. Le figlie che ogni madre vorrebbe per sé. Ma non sono sue. Dinah e nonie sono figlie di sharon, la migliore amica di amber, morta un anno prima nell'incendio doloso della sua casa. A lei amber ha fatto una promessa: prendersi cura delle bambine, amarle come una madre. Quando amber decide di rivolgersi a una psicoanalista per risolvere il problema d'insonnia che la tormenta da qualche mese, è sfiduciata e scettica. Non si aspetta nulla. Non si aspetta di sussurrare, durante l'ipnosi, poche parole, niente più che una frase sconnessa e apparentemente insensata, che la collegano alla morte di sharon. Quelle cinque, fatali parole non significano nulla per lei, ma sconvolgono la sua esistenza. La costringono ad abbandonare una vita che non lascia mai spazio al dubbio e a chiedersi chi è veramente: una madre perfetta o un'assassina inconsapevole e spietata? La risposta è celata in un mondo fatto di ombre e segreti, in cui la forza di un trauma antico torna a vivere nel presente. Un mondo che ben presto sfugge al controllo di amber, sospesa tra conscio e inconscio, presente e passato, colpa e innocenza. Ma la risposta va trovata subito, perché, due ore dopo, la polizia arresta amber con l'accusa di omicidio.
«poter cacciare tutta la vita e scrivere finché riesci a vivere. »verdi colline d'africa (1935) racconta un safari che hemingway fece in compagnia della moglie pauline. Oltre a ritrarre con «precisione» e «verità» il mondo della caccia, hemingway non rinuncia a conversazioni sull'arte dello scrivere e a riferimenti alla tradizione letteraria americani. Ne risulta un romanzo appassionante che, pur registrando fedelmente la realtà, ha il fascino di una creazione di fantasia. Un libro – per il «times literary supplement» – «che è espressione di una profonda gioia per la vita in africa. Il gioco della caccia è una parte intensa di quella gioia, ma c'è di più: il colore e l'odore del paese, la compagnia degli amici. E la sensazione che il tempo non conti più».
John le carré scrive un romanzo avvincente di straordinario spessore letterario, raffinata ironia e ambivalenza morale e segna il ritorno della spia più famosa della letteratura contemporanea, george smiley, chiudendo il cerchio di un'epoca che non esiste più. «un grande scrittore di spy-story con l'anima. E il ritorno dopo anni di assenza del suo personaggio più iconico, george smiley. Bastano questi due elementi per rendere unico questo romanzo. Da leggere d'un fiato, anche senza conoscere i classici della serie» - robinson, la repubblica «con un passato da spia john le carré completa il puzzle iniziato oltre cinquant'anni fa. Come il vino, la sua scrittura è diventata più ricca con il tempo. » - the times come il vino, la sua scrittura è diventata più ricca con il tempo.
A lungo l'umanità si è considerata perfetta, attribuendo le proprie eventuali défaillances all'alienazione portata dalla tecnica o all'azione di entità arcane e malvage come il capitale e l'europa. Ma sarebbe bastato un esame di coscienza per capire che il problema era un altro: l'imbecillità, dentro e fuori di noi. L'imbecillità è una cosa seria, a cui sinora non si è dato che uno sguardo distratto, come fosse una cosa per pochi e, soprattutto, per altri. Non è così, e, appena ce ne accorgiamo, i conti tornano, nell'economia, nella società e nella storia. Parte da qui l'irresistibile riflessione del filosofo su questa imbarazzante caratteristica dell'umano. Ce n'è per chiunque: per i titani del pensiero, per i giganti indiscussi della letteratura, per i protagonisti della storia universale. L'umano, insomma, è essenzialmente (e non accidentalmente) un imbecille. Ed è di qui, solo di qui, dal sentirci tutti lambiti dalla grande ala dell'imbecillità, che ha origine il progresso, la lunga avanzata dell'umanità verso il bene - ossia, la sua fuga senza fine dall'imbecillità.
1943, milano è sotto le bombe degli alleati. Una famiglia è sfollata in una cascina fuori città. Una bambina affidata alle cure dei nonni cresce immersa in un universo rurale, dove ha inizio il suo apprendistato alla vita. La bambina protagonista di questo libro è sveva casati modignani, la quale affida per la prima volta a un racconto autobiografico i ricordi della sua infanzia, che si intrecciano con la memoria di cibi e sapori. Sono anni di fame, di mercato nero e di succedanei. Le donne si ingegnano a cucinare con fantasia i pochi ingredienti di cui dispongono. Nel racconto i ricordi dell'infanzia spaziano tra ricette golose e le attività solitarie della bambina che osserva silenziosa il mondo degli adulti sempre indaffarati: tra questi una nonna amorevole e un po' ruvida, che la crede posseduta dal diavolo, e una mamma che, incapace di esprimere altrimenti il suo amore, cuce per lei abitini raffinati e cucina cibi gustosi. Il libro include un ricettario, con i piatti della cucina lombarda rivisitati dalle consuetudini di famiglia, tutti singolarmente commentati dall'autrice che rievoca con rara autenticità una cultura gastronomica radicata nel territorio, in un mondo di tradizioni e sapori dimenticati.