Lucy honeychurch e george emerson sono i due protagonisti del romanzo di edward morgan forster. Intorno alla loro contrastata vicenda sentimentale l'autore affronta uno dei suoi temi preferiti: quello del cuore non sviluppato e della lacerazione tra perbenismo ed emotività. E' l'anima stessa dell'inghilterra, un'anima nordica, gotica, puritana, contrapposta allo spirito mediterraneo, gioioso, pagano e rinascimentale che i due protagonisti non a caso respirano proprio a firenze, dove è ambientata la prima parte del libro.
Perry e gail, lui insegnante idealista a oxford, lei avvocato rampante: una coppia di fidanzati inglesi in vacanza nello scenario da sogno di antigua, nei caraibi. E un russo di nome dima, rozzo eppure magnetico, che possiede una tenuta sull'isola. Un incontro destinato ad avere conseguenze inimmaginabili per i due giovani, quando il russo chiede a perry di giocare a tennis con lui è solo una normale partita quella che si svolge alle sette di mattina davanti agli occhi stralunati di gail e alla più strana accozzaglia di persone che le si sia mai parata davanti? Chi è veramente questo russo carismatico che ostenta amicizia e giovialità nei confronti della giovane coppia? E, soprattutto, cosa vuole da loro? L'esito della partita di tennis andrà ben oltre il risultato. Ha inizio un'avventura che vede i due fidanzati coinvolti dai servizi segreti inglesi e dal 'riciclatore numero uno al mondo' di denaro, dapprima chiusi in un asfissiante seminterrato, poi spettatori della finale del torneo del roland garros a parigi e infine catapultati in uno chalet sulle alpi svizzere. La posta in gioco è alta: volti nuovi della mafia russa cercano una propria 'rispettabilità ufficiale' nei mercati di tutto il mondo, intrecciando i loro affari con quelli delle multinazionali e inevitabilmente con le politiche degli stati sovrani. John le carré reinventa il romanzo di spionaggio, strappandolo alle sue definizioni classiche.
'quella mattina ricevetti una lettera diversa dal solito'. Inizia così l'ultimo libro di amélie nothomb, in cui la scrittrice si confronta con un genere che conosce bene, quello epistolare. Amélie infatti passa parte del suo tempo a rispondere alle lettere dei suoi numerosissimi fan. La lettera arriva da un soldato americano di stanza a bagdad, melvin mapple. Siamo agli inizi della presidenza obama. L'uomo spera di tornare a casa. Come molti soldati americani in iraq è afflitto dalla bulimia e da un'obesità sempre più preoccupante, legate alla paura degli attentati, all'orrore della repressione e alle costrizioni della vita militare. Poco a poco amélie si affeziona al soldato mapple e ai suoi compagni obesi, quelli di taglia xxxxl. Per aiutarlo a trovare una via d'uscita, gli suggerisce di praticare la body art fotografando sé stesso e il cibo in ogni momento della giornata. All'improvviso però melvin mapple smette di scriverle e amélie, sconcertata, tenta di ritrovarlo. Il finale è naturalmente del tutto inatteso. In questo romanzo l'autrice torna ad affrontare temi a lei profondamente congeniali, come la bulimia, la solitudine e la fuga nella monomania.
Due amiche. Un'estate. Un inganno. Quando miriam parte per la sua prima esperienza via da casa, un lavoro estivo in un albergo sul mare, crede di allontanarsi solo di pochi chilometri. Ma marie-thérèse, con cui condividerà una stanza, il lavoro e le sue prime avventure 'da adulta', la condurrà molto più lontano dalla sua vecchia vita, e da se stessa. Di qualche anno più grande, bella, disinvolta, infinitamente più esperta, diventa la sua guida, la sua alleata, in poche parole la sua prima, vera migliore amica. Da un'inattesa serata al pub a un'indimenticabile vacanza in cinquecento, miriam spiega finalmente le ali. Ma volare significa anche poter cadere. Con uno sguardo delicato e profondo, catherine dunne trasfigura la storia di due ragazze in un ritratto dell'adolescenza e dei sentimenti struggenti e cangianti che la nutrono. Un racconto senza tempo sull'amicizia e sul cambiamento, sull'abbandono e sul ricordo.
I funerali di berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di parise e il primo amore che muore il giorno di san valentino, il discorso con cui bertinotti cancellò il governo prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di berlusconi al potere, una frase di craxi e un racconto di carver. Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco piccolo ha scritto un libro che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. 'un'epoca quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla'.
'in brida, il mio terzo romanzo che ho scritto appena dopo l'alchimista, racconto l'iniziazione di una ragazza al mondo della magia attraverso diverse tradizioni esoteriche. In esso esploro svariati temi che mi sono cari, come la grande madre, le religioni pagane e l'amore. Quando ho scritto brida e l'ho pubblicato in brasile più di 18 anni fa, alcune tematiche come il volto femminile di dio erano ancora estranee alla maggior parte delle persone. Tuttavia ho notato, con il passare del tempo, un cambiamento della percezione - una crescente apertura della gente nei confronti di un approccio intuitivo alla conoscenza, accompagnata da una maggiore insofferenza verso le rigide regole sociali. Come ho scritto nel libro, 'la cosa più nobile che un essere umano può sperimentare è l'accettazione del mistero'. Ho la sensazione che il mondo stia sempre più prendendo coscienza del mistero, così, cari lettori, vi faccio oggi dono della storia di questa giovane donna. ' (paulo coelho)
Un romanzo sulla periferia di roma, su quelle 'borgate' che stanno trasformandosi in un'indifferenziata poltiglia urbana. E umana. Nessuno si salva, in questo percorso. Non la leggendaria 'vitalità' popolare, esaltata in tanti libri e film, non l'autore che in questa vitalità presunta ha provato a rigenerarsi, non le ideologie contemporanee troppo impegnate a simulare paradisi inesistenti. La borgata come metafora, perché mentre le borgate si stanno adeguando ai valori borghesi, la borghesia assume le caratteristiche della borgata: legge della giungla, sogni di lusso impossibile, diffidenza reciproca, assenza di futuro.
Villa ventosa è una casa di campagna circondata da un incantevole parco che viene sistematicamente devastato dalla furia della padrona di casa, l'eccentrica lilith collett, che nella sua vita ha detestato ogni istante in cui ha dovuto essere madre. Ma per i suoi quattro figli viene il momento della rivolta, complici l'omosessualità di william e il promesso sposo di barbara, un seducente cameriere spagnolo dall'improbabile nome di miguel angel arqueso algaron perz de vega. Tanto basta perché si scateni una trascinante sequenza di eventi comici che coinvolgono tutti i membri della famiglia.
Inghilterra, primi dell'ottocento. Di famiglia nobile caduta in disgrazia, raelynn barrett decide d'imbarcarsi per l'america, la terra delle opportunità. Sogna un futuro migliore, ma andrebbe incontro a un triste destino se non intervenisse jeff birmingham, aitante e ricco uomo d'affari di charleston. Innamorata del suo salvatore e ricambiata con passione, raelynn è felice, ma un nemico trama nell'ombra per separarli.