Gli hanno tolto la figlia, ha perso il lavoro, ha divorziato dalla moglie. Era un uomo felice, un fotografo di successo. Adesso ha abbandonato tutto, ha lasciato berlino, la germania, vaga senza meta in toscana, convinto di aver toccato il fondo. Ma qui incontra la giovane sophie e incomincia una nuova vita. Fino a quando il passato non bussa inaspettatamente alla sua porta e gli fa capire che l'unica cosa che vuole veramente è vendicarsi.
Madrid. La luce si riflette sulle immense pareti a specchio del palazzo. Emma guarda dalla sua scrivania il mondo che si perde in quell'intenso bagliore. Fare l'impiegata in una grande azienda non è mai stata la sua aspirazione. Ma emma deve ricominciare dopo il fallimento della sua storia d'amore e del sogno di diventare una scrittrice. Il posto di assistente è arrivato al momento giusto. Eppure quel lavoro non è come se l'aspettava. Il suo capo, sebastiàn trenas, passa le giornate a leggere libri: nessuna telefonata, nessuna riunione. Emma non riesce a spiegarselo, ma il suo sesto senso le suggerisce di non fare domande. Fino a quando, mettendo in ordine certe vecchie carte, smuove qualcosa che doveva rimanere nascosto. Da allora tutto cambia: trenas perde la carica di vicepresidente e dopo pochi giorni muore. Emma si sente in colpa e ha paura di quello che le sta accadendo intorno. Perché nulla è come appare. E ora che due oscuri personaggi, due fratelli manager di successo, hanno sostituito il suo capo, la ragazza è convinta che i suoi sospetti siano fondati e che sia necessario scavare nel passato. Un passato che parla di bugie e segreti, di amori clandestini e di adozioni difficili. Solo in sé stessa emma può trovare il coraggio per svelare il mistero. Perché c'è chi vuole che su ogni cosa ricada il silenzio. Un silenzio a cui emma ha deciso di dare finalmente una voce.
Il 'rumore bianco' del titolo è il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: forse è una semplice emissione della 'partitura panasonica' in cui siamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice. Jack gladney, studioso di hitler e direttore di un dipartimento di studi hitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnotico esercitato dai discorsi del fuhrer, dai canti e dagli inni del terzo reich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto di ricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire. Il romanzo è appunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvola di gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio.
Ray atlee, professore di legge all'università della virginia, appena divorziato, riceve una lettera dal padre, giudice di clanton. Il vecchio, gravemente malato, lo convoca insieme al fratello per discutere della sua eredità. Ray si reca all'appuntamento malvolentieri ma trova il padre morto sul divano. Il fratello forrest, che ancora non si è presentato, è la pecora nera della famiglia, tossicodipendente e con molti precedenti penali. Mentre ray lo aspetta nella vecchia casa di famiglia, scopre nello studio del padre una serie di scatole zeppe di dollari, una vera fortuna. Che fare? Chi oltre a lui sa di questi soldi? E da dove vengono?
Un guaritore indiano lancia la sua maledizione per vendicare l'assassinio della moglie: un'epidemia semina la morte tra gli abitanti di mud creek, facendoli diventare degli zombi. A risolvere la situazione ci penserà il reverendo jebidiah mercer, armato di fede e di un revolver calibro. 36.
Qualcuno perseguita beryl madison. Qualcuno che la spia e la minaccia con telefonate oscene. La donna, terrorizzata e stanca di scappare, finisce una sera con l'aprire la porta a colui che poi sarà il suo assassino. Gli indizi che emergono sotto il microscopio della dottoressa kay scarpetta, capo dell'ufficio di medicina legale, si trasformano poco a poco in un incubo che minaccia la sua vita stessa.
«segreti, colpi di scena, un intreccio di ampio respiro. Nessuno – ripeto: nessuno – è all'altezza di james rollins. » – lee child «il massimo della letteratura di intrattenimento. » - the new york times di ritorno da uno scavo, l'archeologa ashley carter rimane sconcertata nel trovare dei militari ad attenderla in casa. In una grotta nei pressi di una base militare in antartide, è stato rinvenuto per caso un antico idolo scolpito nel diamante e, sebbene dalle prime analisi risulti che quell'oggetto risalga all'epoca preistorica, non è stato possibile collegarlo a nessuna civiltà conosciuta. E adesso l'esercito sta organizzando una spedizione archeologica che s'inoltri tra i ghiacci in cerca di risposte. E di altri tesori simili. E vuole che sia ashley a guidarla. Per lei, è un'occasione da cogliere al volo. Tuttavia, già all'ingresso di quel labirinto di tunnel di ghiaccio, ashley e la sua squadra avvertono una presenza inquietante aleggiare su di loro. Come se qualcuno - o qualcosa - li stesse seguendo e controllando. E, quando scoprono una grotta piena di diamanti enormi, al cui interno sono incastonati dei teschi umani, per loro è l'inizio di un incubo. Perché sono diventate prede di un nemico spietato e sfuggente, pronto a tutto pur d'impedire al gruppo di portare alla luce il suo segreto.
Una spietata analisi, senza infingimenti, senza autoillusioni, senza autoinganni sulla vecchiaia, al di là delle ipocrisie e della retorica con cui oggi cerchiamo di abbellire ed edulcorare quella che chiamiamo eufemisticamente 'la terza età' rendendola così, se possibile, ancor più crudele e beffarda. E, insieme, in un gioco di rimbalzi e di controspecchi, un appassionato inno alla giovinezza, 'quella irripetibile età in cui ci chiamavano ragazzi'. Animato da ricordi ed esperienze personali, nelle quali il lettore non farà fatica a riconoscersi perché fini riesce a dare ai fatti che rievoca, ora con tenerezza, ora con ironia, ora con sarcasmo, a volte con lucida ferocia, significati e valenze universali. Il volume è anche una sorta di singolare autobiografia giocata solo sul filo del rapporto giovinezza/vecchiaia, sul cui sfondo domina, enigmatico e incontrastabile, il vero protagonista del libro: il tempo.
La giovinezza, si sa, è l'età degli ideali, delle grandi battaglie, ma anche del velleitarismo, delle bevute con gli amici, dell'inquietudine sentimentale. E i giovani sudamericani degli anni settanta non facevano certo eccezione. In questo «romanzo in storie» luis sepùlveda racconta il passato e i sogni della sua generazione, e lo fa attraverso la lente dell'affetto e dello humour, che stempera le tensioni e ci riporta intatti le passioni e i momenti di entusiasmo della sua giovinezza militante. Tra sorriso e nostalgia, queste pagine ci fanno rivivere «il bel sogno di essere giovani senza chiedere il permesso».
'indignatevi! ' è un pamphlet liberatorio e corrosivo di stéphane hessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne combattivo che ha conquistato con questo testo migliaia di lettori. Nelle sue pagine hessel affronta i mali della nostra epoca e lancia un grido che ha saputo farsi ascoltare diventando un vero manifesto che supera gli schieramenti politici e le divisioni ideologiche. Dove sono i valori tramandati dalla resistenza, dove la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti? A ricordarci le cose che non vanno sono gli eventi di una quotidianità fatta di ingiustizie e di orrori come le guerre, le violenze, le stragi. Hessel parte da qui, per indicare a tutti quali sono i motivi per cui combattere e per cui tenere alta l'attenzione. L'indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze, e il grido di hessel ce lo ricorda con fermezza e convinzione. A completare il libro, l'appello degli ex partigiani francesi (di cui hessel è uno dei firmatari), sottoscritto a parigi nel marzo 2004 e la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo di cui hessel è stato uno degli estensori.