Durante i sogni della rivoluzione russa, il poeta osip mandel'stam, il protagonista di questo romanzo, cerca di affrontare la quotidianità attraverso un particolare ménage à trois con la moglie nadezda e l'amica attrice zinaida. Per sopravvivere si barcamena tra la stesura di qualche articolo e il lavoro di traduttore, finché un giorno, quasi per gioco, scrive un epigramma contro stalin, dove lo definisce 'il montanaro del cremino'. Da quel momento in poi la sua vita subisce un tragico destino: prima viene mandato al confino per 'intercessione' dello stesso stalin, e successivamente viene rinchiuso in un campo di lavoro. 'l'epigramma a stalin' racconta la prigionia nel carcere della lubjanka, la confessione di colpevolezza inevitabilmente estorta al poeta e poi l'esilio in siberia; il tutto viene narrato in prima persona, dallo stesso mandel'stam, dalla sua devota moglie, dai carissimi amici boris pasternak e anna achmatova. Attraverso i loro occhi, robert littell ci racconta gli orrori della russia stalinista e di come il senso di umanità rappresentava l'unica speranza in una spietata tirannia.
Se è vero che ogni famiglia infelice lo è a suo modo, quella di miriam e sebastiano appare dal di fuori normalmente infelice: tra loro qualche discussione, la frustrazione di fondo per una modesta vita borghese, a volte liti furiose seguite da silenzi devastanti (quanto possano essere devastanti i silenzi, miriam lo impara presto a sue spese); poi, finalmente, la sospirata riappacificazione. Sebastiano la porta fuori a cena, le regala un oggetto desiderato o un viaggio. A miriam questo basta per andare avanti senza porsi domande. Ma a poco a poco la vera natura di sebastiano viene a galla. Se miriam lo contraddice e cerca di farsi valere, lui risponde ignorandola, ostile, fino a che lei sente la propria volontà assottigliarsi e cede, scusandosi. Ai silenzi subentrano ben presto le parolacce, le offese, i pugni gonfi di lui che minacciano, che fanno paura, l'umiliazione di un possibile tradimento. Miriam subisce e perdona perché si sente colpevole: in fin dei conti è sebastiano che la mantiene, che l'ha preferita a sua sorella sara l'eterna rivale - lui che l'ha resa madre. Ma quando resta sola col piccolo teodoro e deve lottare contro il cumulo delle incombenze quotidiane e soprattutto contro il bisogno di sonno che la tortura, ecco che i suoi fantasmi ritornano, facendola sentire ancora una volta non all'altezza. Fino a quando un avvenimento imprevisto la aiuterà a risalire dagli inferi e a riscattarsi.
Il mondo della bassa, irruente e sanguigno, e i due protagonisti, il parroco don camillo - a volte intemperante nella sua missione pastorale - e il sindaco comunista peppone, pronto a ignorare - nei casi di coscienza - le direttive di partito. Il primo libro della saga di don camillo e peppone comincia nell'immediato dopoguerra: fra rivalità e dispetti continui, sfide etiche e proclami di ultimatum mai eseguiti, guareschi dipinge con grande umanità i conflitti tra stato e chiesa, le passioni politiche e la vita semplice di un immaginario paesello padano 'tra il po e l'appennino'. Un 'mondo piccolo' in cui don camillo e peppone incarnano due uomini dall'anima pura che desiderano solo la salvezza e il benessere per i loro cittadini. Perché il rispetto, la simpatia e l'amicizia non hanno nulla a che fare con il colore della bandiera, o della tonaca.
Nel loro paesello della bassa peppone e don camillo continuano, negli anni dell'immediato dopoguerra, il loro conflitto privato fatto di avventure, vendette, scherzi, strategie opposte e complementari. Perché, si sa, spesso gli estremi sono così estremi che si ricongiungono dall'altra parte. Così può capitare che i due escano dalle cabine elettorali e non si sappia chi abbia fatto la croce sul pci e chi abbia consegnato la scheda bianca, oppure addirittura che nascondano insieme un carro armato, ingombrante ricordo della guerra da poco finita. Le avventure di don camillo e peppone superano le divergenze politiche, le ideologie, la storia e si trasformano oggi in racconti pieni di umanità, in cui riscoprire il valore di un 'mondo piccolo' pieno di buona volontà, purezza e dignità.
Dalle storie della grande guerra, scaturite dall'album di famiglia e dai bollettini ufficiali, a quelle della seconda guerra mondiale che ripercorrono la campagna di francia, la tragica spedizione albanese, il drammatico fronte russo, la prigionia, il ritorno sull'altipiano: pagina dopo pagina, attingendo alla sua memoria personale e a quella collettiva, 'il sergente' rigoni costruisce un quadro scarno e spietato di un tempo che non è il nostro ma che ci viene lasciato in eredità. Tutti i racconti che rigoni stern ha dedicato al tema della guerra nelle sue opere precedenti, oltre a numerosi altri testi sparsi in giornali e riviste, vengono qui pubblicati in un ordine storico-narrativo a cura dell'autore.
Questa è una storia contemporanea. Un giovane d'oggi, dopo la maturità, si trova a dover decidere cosa sarà del suo futuro, ma l'unica consapevolezza del protagonista è che vuole vivere per migliorarsi come uomo. Questa sua ambizione, però, sarà messa alla prova dalle persone che lo circondano, che si rivelano le uniche vere avventure possibili. 'quello che ho provato a fare con questo libro è stato raccontare in modo leggero la mia generazione, e più in particolare la storia di uno dei suoi figli, lorenzo tagliafuoco. Per far ciò nel modo più autentico mi è parso opportuno fermarmi a raccontare la superficie e l'apparenza della vita, che forse rappresentano già la sua essenza se guardate senza malizia. Nel caso però il mio tentativo sia fallito, spero di regalare perlomeno qualche sorriso' (l'autore).
Alla fine dell'ottocento, nel nordest del brasile, appare una strana figura di santo e di profeta - «le ossa sporgenti e gli occhi ardevano di un fuoco perpetuo» - che attira intorno a sé migliaia di persone sbandate e vinte dalle ingiustizie della vita. Così comincia la storia della piccola e remota canudos, solitario avamposto contro l'immenso brasile e incontaminato luogo di pace, che sarà raso al suolo e cancellato dal nuovo governo repubblicano. Raccontando «cose attuali, concrete, quotidiane, inevitabili come la fine del mondo e il giudizio universale», vargas llosa ricrea uno dei più tragici episodi della storia dell'america latina, facendone un romanzo e una saga di forte intensità, specchio realistico e insieme fantastico delle crudeltà, speranze e illusioni dell'uomo.
Che cosa custodiscono i diari di alba, anziana senzatetto che vive ai margini di milano? Che cosa ha reso così determinata lorenza, giovane funzionaria di banca che per la prima volta arriva in città con un importante incarico? Due donne agli opposti, senza alcun punto di contatto. Eppure, un incontro - casuale? - fra loro getta il seme per una breve, intensa amicizia. L'intreccio delle loro solitudini fa riemergere il passato di entrambe, scava nell'infanzia e descrive l'affannoso presente: si raccontano, si commuovono, si capiscono. Ambientato tra milano, roma e la bretagna, il romanzo si snoda attraverso mezzo secolo di storia, ripercorrendo le vite delle protagoniste per arrivare a un inaspettato, folgorante finale.
Una storia cruda, forte e violenta, ma reale. È la storia di tante, di troppe donne! Paola è una donna segnata profondamente dalla violenza subita fin da bambina dal padre di una sua compagna di giochi prima, dal suo stesso padre poi. Si ritrova all'età di 52 anni con la depressione come sua compagna di vita. L'incontro con l'amico d'infanzia riccardo, psicologo, sembra un segno del destino. Con sedute terapeutiche, paola sarà costretta a fare i conti con il suo passato per affrontare il dolore e combatterlo. Sedute crudeli, al limite dello sconforto, raccontando gli amori sbagliati, gli anni difficili della sua infanzia, gli anni scapestrati passati a roma, l'alcolismo, la droga e gli aborti clandestini, per arrivare ad un finale che la porterà davanti al proprio passato: un portone chiuso, oltre il quale verrà superato il limite assoluto di ogni suo più intimo confine. 'un libro verità che fa riflettere sull'angoscia prodotta dalla depressione. ' i diritti d'autore saranno devoluti alla fondazione onluss luca barbareschi.
Fu il destino a trasformare il marinaio spezzino giovanni battista caviciòli in uno dei più temuti pirati del tirreno: dalla spezia a trafalgar e dall'atlantico alla costa azzurra, corre veloce la vita del bacicio tra navi e guerre, furti e amori, ricchezze e miserie. Alla ricerca del suo tesoro, uno strampalato biografo cerca di ricalcare le impronte lasciate sulla sabbia dal marinaio divenuto corsaro per necessità sempre che un'onda non le cancelli prima. Il romanzo è stato pubblicato nella prima stesura nel 2003. Le nuove ricerche del biografo infaticabile hanno portato a questa revisione.