Quando nel 1949, il gornalista, poeta e critico d'arte inoue yasushi pubblica il suo primo romanzo ha quarantadue anni. In quest'opera l'autore trova nella brevità una misura ideale e, nell'oscillazione tra il detto e il non detto, raggiunge un miracoloso equilibrio narrativo. Un equilibrio difficile e impervio come il gioco amoroso che tiene legati i destini dei quattro personaggi, un uomo e tre donne, e che li accompagna nel corso degli anni senza mai turbare la calma ritualità delle loro esistenze. Eppure il romanzo è attraversato da una tensione costante, da una rabbia sorda e trattenuta che esplode alla fine, quando ogni menzogna viene svelata, ogni passione consumata e a regnare è la consapevolezza che ogni essere è abitato da una vita segreta.
Che cosa può ancora fare un'insegnante che ama il suo lavoro? Quali sono le prospettive di un mestiere che non sa nemmeno più riconoscere se stesso? Un racconto-riflessione, amaro e divertito, sulla nuova scuola italiana, le sue follie e il suo declino che pare inarrestabile. Tra aneddoti, curiosità e stridenti effetti comici, il ritratto di un mestiere che davvero 'non c'è più', perché è stato strozzato e fatto a pezzi da insensate 'parole d'ordine', ingabbiato in un labirinto di 'progetti', 'strategie educative' e 'recuperi', lasciando i suoi protagonisti, insegnanti ma anche studenti, spaesati e delusi, forse anche nostalgici di un mondo in cui le parole 'insegnare' e 'studiare' non significavano altro che se stesse.
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di khomeini, mentre le strade e i campus di teheran erano teatro di violenze barbare, azar nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.
Poco lontano da st. Louis, in un bosco, viene scoperto il cadavere di un uomo orrendamente mutilato. Anita capisce subito che l'assassino è un lupo mannaro e ricollega quella morte a una serie di sparizioni tra la comunità dei licantropi che sta sconvolgendo il branco di st. Louis. Non a caso, anita viene convocata dal capobranco, marcus, che tra l'altro è anche l'avversario di richard, il suo nuovo fidanzato. Così, in una sola notte, anita verrà coinvolta in un'indagine pericolosa e sfuggente, come inquietanti sono i protagonisti della vicenda: i licantropi, lo stesso richard che deve fare i conti con la sua natura 'animale' e l'onnipresente jean-claude, l'affascinante master dei vampiri, che probabilmente non è del tutto estraneo agli omicidi.
L'isola di guernsey, nel canale della manica, è un luogo perfetto per nascondersi. Guy e ruth brouard vi hanno trovato rifugio al termine della seconda guerra mondiale dopo un'avventurosa fuga dalla francia. Un luogo paradisiaco dove i due possono coltivare la passione per l'arte al riparo dal resto del mondo. Quando china e cherokee river, fratello e sorella, giungono sull'isola per portare ai brouard i progetti di ristrutturazione di una nuova ala del loro maniero, saranno accolti da una strana, misteriosa atmosfera, fatta di personaggi ambigui, molti segreti e un delitto.
Ossessioni. Ricordi rimossi, un'angoscia crescente, poi, all'improvviso, una scintilla che scatena un terrore sepolto in un angolo oscuro dell'anima. Raúl jiménez, personaggio ambiguo legato al bel mondo di siviglia, ma anche alla malavita e ai ricordi delle atrocità della guerra civile, muore all'inizio della semana santa, il momento dell'anno più denso di religiosità e passione in una spagna tutt'altro che solare, anzi, enigmatica e inquieta. L'ispettore capo javier falcón capisce ben presto di trovarsi di fronte a un crimine rituale, quasi iniziatico: l'assassino ha voluto impartire alla sua vittima una 'lezione di vista'. Jiménez è stato legato e costretto a guardare una videocassetta, finché il suo cuore non ha ceduto.
La pietra di tear, inespugnabile fortezza, è stata conquistata e callandor, la spada che non è una spada, è nelle mani di rand al'thor, il pastore che è diventato il drago rinato, all'inizio della sua nuova vita. La torre bianca è scossa da eventi impensabili, i reietti cercano callandor per acquisirne il potere e rand per distruggerlo nella carne. Il tenebroso lo brama per distruggergli l'anima; perrin deve affrontare la realtà di emond's field, alla ricerca di una via d'uscita dalla vita da lupo; mat scopre un'incognita che potrebbe costargli la vita. Mentre amici e nemici complottano, il drago studia i testi delle profezie e combatte per controllare il proprio potere. Ma tutti sanno che vi sarà la guerra, contro i reietti e i nemici del drago rinato.
Ossessioni. Ricordi rimossi, un'angoscia crescente, poi, all'improvviso, una scintilla che scatena un terrore sepolto in un angolo oscuro dell'anima. Raúl jiménez, personaggio ambiguo legato al bel mondo di siviglia, ma anche alla malavita e ai ricordi delle atrocità della guerra civile, muore all'inizio della semana santa, il momento dell'anno più denso di religiosità e passione in una spagna tutt'altro che solare, anzi, enigmatica e inquieta. L'ispettore capo javier falcón capisce ben presto di trovarsi di fronte a un crimine rituale, quasi iniziatico: l'assassino ha voluto impartire alla sua vittima una
Immaginate una scuola di provincia in cui tutti i ragazzi si vestono allo stesso modo e fanno le stesse cose, e poi chiedetevi che effetto farebbe, in un posto del genere, l'apparizione di una ragazza vestita nel modo più stravagante, che va in giro con un topo in tasca e un ukulele a tracolla, piange ai funerali degli sconosciuti e sa a memoria i compleanni dell'intera cittadinanza. Resterebbero tutti a bocca aperta, naturalmente, proprio come succede a leo quando la vede per la prima volta e si chiede se è una svitata, un'esibizionista o tutte e due le cose insieme. Ma stargirl è semplicemente se stessa: e non è detto che questo sia un vantaggio, in un mondo fatto di persone che vogliono soltanto 'adeguarsi'.
Ceylon, inizi del novecento. Una giovane viene data in sposa a un uomo malese molto più vecchio di lei che per averla si finge ricchissimo. La ragazza è costretta a seguirlo in malesia e scopre che l'uomo, tra l'altro bruttissimo, è solo un modesto impiegato e vive in povertà. Da quel momento sarà lei la vera 'colonna' della famiglia, sia moralmente che economicamente. Malese, ma residente in inghilterra, laureata in economia, rani manicka firma questa saga femminile ambientata nel cuore esotico della sua terra natale.