Un racconto emozionante e drammatico. La cronaca minuto per minuto, centimetro per centimetro, di una delle più discusse e tragiche salite all'everest. Una storia in cui vita e morte si rincorrono come vento furioso. Passo dopo passo, da un campo all'altro. Dalla vetta alla via di ritorno, senza certezze e con l'incubo di una tragedia imminente a pesare come un fardello aggiuntivo. La vicenda umana e professionale di uno dei più grandi scalatori d'alta quota della fine del secolo scorso, raccontata e analizzata con profondità e dovizia di particolari. Un tributo di verità dovuto a uno dei più forti scalatori di ottomila dei nostri tempi.
Nel 1980, nel texas meridionale, al confine con il messico, il giovane llewelyn moss, un reduce dal vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.
Stratford non è solo la cittadina inglese in cui nacque william shakespeare, ma è anche un paese degli stati uniti dove vive un bambino di nome bob smith. La sua modesta famiglia deve affrontare la tragedia di una figlia handicappata, che assorbe tutte le energie e turba la routine quotidiana, coinvolgendo madre, padre e il fratello, affettuosamente dedito alla sorellina ma in credito d'affetto con i genitori. Finché un giorno bob entra nella biblioteca locale e, attratto dalle incisioni in oro di un libro, lo apre e resta incantato dal mondo meraviglioso delle opere di shakespeare. Il profondo amore per i testi shakespeariani accompagna bob per il resto della sua difficile esistenza, aiutandolo ad affrontare i traumi personali e familiari.
Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di troia. L'autore 'rinuncia' agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Tema nodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.
Akhila è una donna di 45 anni, single, che non ha mai potuto vivere la sua vita: sempre figlia, sorella, zia sino al giorno in cui compra un biglietto ferroviario di sola andata per un paese in riva al mare di kanyakumary, in india, gloriosamente sola per la prima volta nella sua esistenza e determinata a essere libera da tutto ciò che l'aveva confinata sino a quel momento. Nell'intima atmosfera dello scompartimento del treno che divide con altre cinque donne, akhila conosce le sue compagne di viaggio. Ascoltando le storie delle donne, akhila entra nei più privati momenti delle loro vite, cercando in loro una soluzione alle domande che l'hanno accompagnata per tutta la vita: può una donna restare single e felice, o ha bisogno di un uomo per esserlo?
Che cosa succede in una famiglia quando nasce un figlio handicappato, come si evolvono le paure, le speranze, l'angoscia, le normali esperienze di tutti i giorni. Come reagiscono i familiari, gli amici, i medici, 'la gente', e il padre, la madre, il fratello. I bambini disabili, come suggerisce il titolo, nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è una rinascita affidata all'amore e alla intelligenza degli altri. Coloro che nascono con un handicap devono conquistarsi giorno per giorno, più degli altri il proprio diritto alla felicità. Il libro è un romanzo coraggioso e anticonformista che alterna a pagine tese, drammatiche e commoventi altre eccentriche o decisamente comiche.
Uno dei racconti più surreali, delicati ed emozionanti di murakami si anima grazie alle illustrazioni di lorenzo ceccotti. Quando katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c'era un ranocchio gigante. Eretto sulle zampe posteriori, superava i due metri. E aveva anche un fisico massiccio. Katagiri, alto appena uno e sessanta e mingherlino, si senti sopraffatto dal suo aspetto imponente. – mi chiami ranocchio, – disse il ranocchio.
Quando qualcuno si accinge a scrivere la biografia di qualcun altro, parenti e amici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare un'iniziativa che, in un futuro minacciosamente vicino, li costringerebbe a leggere la solita compilazione di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. È quindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l'amante del defunto jules gund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane omar rezaghi si rechi nella tenuta di famiglia in uruguay, e si impicci di faccende che non lo riguardano. È solo l'inizio di una commedia dove nessuna combinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza.
Come tutti i suoi amici giulia è la rampolla di una ricca famiglia 'perbene' di una altrettanto ricca e perbene città di provincia del nord italia. È iscritta all'università, ma non studia. Le sue giornate iniziano tardi e sono fatte di shopping e aperitivi, di interminabili serate in discoteca ed esclusive feste private. Giulia non mangia, ma si imbottisce di psicofarmaci e droghe. Una corsa verso l'autodistruzione attraverso eccessi di ogni tipo che lascia un solo, esile, margine alla speranza.
La nuova indagine del commissario di polizia più amato degli italiani. Montalbano questa volta si trova a giocare duro e decide di intervenire in prima persona gettando a mare problemi di coscienza e sensi di colpa. In un supermercato di vigàta viene commesso un furto, nella notte è stato sottratto l'incasso - una grossa somma - ma non ci sono segni di effrazione. Il direttore borsellino appare un po' frastornato, si sente chiamato in causa dalle domande di augello e montalbano, in una parola ha paura. Il giorno seguente borsellino è morto, impiccato nel suo ufficio. Suicidio? Il dottor pasquano ha qualche dubbio; cosa si nasconde dietro quel furto? E cosa ha taciuto il direttore? Nel frattempo in un appartamento di vigàta viene trovato il cadavere di una ragazza. È stata accoltellata, a denunziare l'omicidio il convivente, giovanni strangio, che però ha un alibi di ferro. I due fatti criminosi sfiorano i nomi di due potenti: l'onorevole mongibello, amministratore della società proprietaria del supermercato, e michele strangio, presidente della provincia, padre di giovanni. Come sempre nei gialli di camilleri due storie si rincorrono, si incrociano, si separano e poi tornano a intrecciarsi. E montalbano questa volta si trova a giocare duro: stretto da un lato dai superiori che dicono e non dicono, dall'altro dal giudice che non la vede come lui, infine dall'opinione pubblica guidata da televigàta, decide di intervenire in prima persona gettando a mare problemi di coscienza e sensi di colpa. E il quadro improvvisamente si ricompone e appare in tutta la sua scomoda verità.