Con la consueta passione polemica, senza mai abdicare alla sua caratteristica soggettività tesa e vibrante, sepúlveda offre in questo libro un'altra prova della sua passione politica e umana. Ma non è solo la denuncia sociale a dare energia alle pagine: alle riflessioni sugli argomenti più scottanti della politica internazionale, in cui è netta la presa di posizione contro blair e bush e la guerra in iraq, si alternano i commossi ricordi di amici scomparsi e storie, semplicemente da raccontare. E tutto, sembra dirci lo scrittore, tanto la necessità di raccontare quanto il desiderio di combattere, trovano ragione semplicemente nella capacità di sognare ancora, di non rinunciare ai nostri sogni.
L'ultimo romanzo di yehoshua è tra i suoi libri più misteriosi e profondi: una vertiginosa meditazione sui legami segreti fra identità, creazione artistica e perdono. Indebolito dall'età nel fisico ma non nello spirito, yair moses è un regista israeliano invitato a santiago de compostela per una retrospettiva sui suoi film. Lo accompagna ruth, protagonista di gran parte delle sue pellicole, di volta in volta definita «compagna», «musa», «personaggio». Ad accoglierlo, però, vi saranno alcune sorprese: la rassegna è organizzata da un religioso appassionato di cinema e si concentra sui suoi primi titoli, pellicole così datate che lo stesso regista fatica a ricordarne il contenuto (facendo assomigliare le proiezioni a stranianti viaggi nella memoria, a metà tra la seduta psicanalitica e la confessione religiosa). Inoltre nella stanza d'albergo è appeso un quadro che lo turba profondamente: una versione del celebre tema iconologico della «carità romana» in cui la giovane pero allatta il padre cimone, chiuso in carcere e condannato a morire di fame. Il dipinto ricorda al regista una scena simile che sarebbe dovuta apparire in uno dei suoi film. Ruth, però, si era rifiutata di girarla: l'avallo di moses alla decisione dell'attrice aveva causato la loro rottura con lo sceneggiatore, shaul trigano, la mente creativa alla base dei loro successi (e all'epoca compagno della donna). Una rottura tanto dolorosa quanto irrimediabile. Almeno fino ad oggi: moses scopre che dietro l'organizzazione della rassegna c'è proprio trigano. La scena perduta è il romanzo più misterioso e profondo di yehoshua: un libro che ha il sapore del bilancio di una carriera, ma anche un'indagine sui segreti legami fra creatività e trascendenza, desiderio e identità, passione e compassione. Su ciò che di più prezioso abbiamo perso pur non avendolo mai posseduto.
Questa è una storia di vento, di foglie e di scoiattoli. È una storia di timidezza e di coraggio, di ribellione e di saggezza. Di uno strano autunno in cui le foglie si rifiutano di cadere e tutti si domandano perché. Specialmente i bambini, che sanno guardare, e una scoiattola inquieta che ha bisogno di sapere. Ed è soprattutto una doppia storia d'amore: per un amore che non vorrebbe finire mai, ce n'è un altro che vorrebbe iniziare ma non osa. Mentre tutti - umani e animali - cercano di fronteggiare la nuova vita nel paese in cui non cadono le foglie, la scoiattolina si avventura in un'indagine che finirà per sollevare interrogativi importanti sulla felicità e sulle leggi della natura. Intorno a queste domande soffia il vento, che conosce le storie di tutti, ed è il vento, in questa favola leggera come l'aria, a incrociare i destini, cambiare gli animi e decidere le sorti.
Secondo una leggenda africana, le donne persero coda e pelliccia quando il dio della creazione insegnò loro a fare la birra. Fu così che ebbe origine l'umanità. Da allora, incontriamo l'alcol ovunque, dai primi insediamenti neolitici fino alle astronavi che sfidano l'ignoto spazio profondo, e insieme al bere troviamo la sua compagna più sfrenata, allegra e sovversiva: l'ubriachezza. L'ubriachezza è universale e sempre diversa, esiste in ogni tempo e in ogni luogo. Può assumere la forma di una celebrazione o di un rituale, fornire il pretesto per una guerra, aiutare a prendere decisioni o siglare contratti; è istigatrice di violenza e incitamento alla pace, dovere dei re e sollievo dei contadini. Gli esseri umani bevono per sancire la fine di una giornata di lavoro, bevono per evasione, per onorare un antenato, per motivi religiosi o fini sessuali. Il mondo, nella solitudine della sobrietà, non è mai stato sufficiente.
Cosa c'era prima del labirinto? Qual è il vero obiettivo della c. A . T . T . I . V . O ? Cos'è il gruppo b? Chi è davvero thomas? E se lui e i suoi compagni avessero scelto di entrare nel labirinto? Il principio di tutto è la fine. Le foreste bruciano, laghi e fiumi si prosciugano, gli oceani sommergono le terre. Un'epidemia inarrestabile decima gli esseri viventi e le leggi degli uomini decadono. In questo scenario la c. A . T . T . I . V . O va in cerca delle risposte e trova il ragazzo perfetto per portare a termine i propri disegni. Il suo nome è thomas. Davanti a lui un muro invalicabile di menzogne e segreti, cui si contrappone la forza dell'amicizia e della fedeltà, in un mondo che sembra averle dimenticate del tutto. La sua missione è trovare le risposte agli interrogativi che non avrebbe mai pensato di doversi porre. Questa è la storia di quel ragazzo e di come costruì un labirinto che lui solo avrebbe potuto violare.
«di fronte a noi una linea d'ombra che ci avvisa che bisogna lasciarsi alle spalle anche la regione della prima giovinezza» con questo lungo racconto, pubblicato nel 1917, conrad torna ai suoi temi e scenari prediletti. Il protagonista è un giovane ufficiale a cui viene affidato il comando di una nave, dopo la morte del capitano in circostanze poco chiare. Approdato nel porto di bangkok, egli viene a sapere che il precedente comandante era morto suicidandosi in mare e che prima di farlo aveva lanciato una maledizione sull'imbarcazione. Ripreso il viaggio, la nave sembra effettivamente attirare su di sé continue sventure, tra cui una bonaccia che perdura per alcune settimane. E per di più, nel corso di questo periodo, a uno a uno tutti i membri dell'equipaggio si ammalano di una febbre tropicale. Nell'ispirarsi anche a precedenti classici della letteratura inglese, quali la
In queste pagine oscar farinetti racconta, con grandi protagonisti del nostro tempo, le serendipity che riguardano il suo mestiere: quello del cibo. Cinquanta storie ricche di ironia e di spunti di riflessione sul senso della vita, sull'importanza della ricerca continua, su quanto conti non mollare mai, soprattutto nei momenti di grande difficoltà. «commettiamo un sacco di errori, spesso sbagliamo strada. Quante volte capita di cercare un oggetto perduto e trovarne un altro che inutilmente avevamo cercato giorni prima. Questo succede perché siamo imperfetti. Ma non è una brutta cosa. » «in questo libro racconto le grandi serendipity che riguardano il mio mestiere: quello del cibo. » oscar farinetti, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, introduce così il suo nuovo libro, nel quale dopo tanti anni torna a parlare di cibo e bevande. Cinquanta storie che raccontano come alcuni dei più grandi successi ed eccellenze in campo agroalimentare siano nati per caso, mentre si guardava altrove. Dalle ricette dell'insalata russa e della tarte tatin al sandwich e al babà, dai prodotti di successo internazionale come la nutella o i corn flakes ai migliori vini del mondo (champagne, barolo, amarone della valpolicella); dalle tradizionali farinata e finocchiona al gorgonzola all'aceto balsamico. Ricette di successo, come il risotto alla milanese e altre prelibatezze, ma anche qualche
È il 101 d. C, l'anno in cui roma, all'apice della sua potenza ed espansione, intraprende forse la sua più grande e meno conosciuta guerra: la campagna per la conquista della dacia, l'odierna romania. Il carismatico imperatore traiano guida l'impresa, ossessionato dall'idea di emulare le gesta di alessandro magno. Ma se i romani possono mettere in campo la disciplina, la strategia e la collaudata forza delle legioni, i daci, condotti dal re decebalo, hanno fama leggendaria di essere uomini dal sovrumano coraggio, guerrieri pronti a tutto. E a contrastare la minaccia dell'invasore appaiono anche alcune misteriose creature, assetate di sangue romano. All'ombra delle operazioni dirette da traiano si intrecciano i destini di due fratelli romani: tiberio claudio massimo, valoroso cavaliere, soldato ambizioso e determinato, e marco, indolente e refrattario alle responsabilità. Tiberio passerà alla storia come colui che catturò il temibile decebalo: la colonna traiana e la sua stele ritrovata nel secolo scorso lo raffigurano mentre tenta di impedire al sovrano nemico di suicidarsi. Marco invece è un frumentarius, una spia, un infiltrato nelle file daciche, eppure per la vittoria finale anche le sue mosse sotterranee risulteranno decisive.
Un intreccio di storie che ci parla di diritti negati e crimini d'odio, di omotransfobia e revenge porn, di nuove forme di genitorialità e leggi ancora tutte da scrivere. Per raggiungere un diritto extralarge così «comodo e confortevole» da non escludere nessuno. I diritti civili e sociali nel nostro paese sono costantemente sotto attacco, mentre le leggi che cercano di includere e integrare vengono messe in discussione, procrastinate. Intanto, quasi ogni giorno le cronache raccontano di violenze e aggressioni nei confronti di chi incarna una diversità. Ma dietro ogni ingiustizia si celano sempre un volto e una storia. Cathy la torre dà voce a queste storie, sottraendole al silenzio e all'indifferenza. E ci racconta di michele, nato michela, e del suo dolore di sentirsi lacerato perché si sente un uomo. Oppure di luca, omosessuale e cattolico, padre meraviglioso di una splendida bambina con la sindrome di down. Ma anche di ada e della sua battaglia per diventare magistrato benché non vedente. E di alice, vittima di uno «stupro virtuale» a causa di alcune sue immagini finite su telegram. O ancora di suor mariachiara, che si batte per vedere riconosciuta l'«autorevolezza» delle donne di chiesa e intanto tiene sempre aperta la porta per chi ha bisogno del suo aiuto. «accompagnare le persone lungo un percorso di giustizia vuol dire anche questo: fare casino. Trasgredire regole ingiuste, e rendere accessibili i diritti a un numero sempre più grande di persone. » nata e cresciuta in sicilia, cathy ha vissuto da sempre sul proprio corpo una battaglia tra generi e stereotipi. Un percorso complesso il suo, che ci racconta in questo libro insieme alle battaglie che le hanno valso, nel 2019, la nomina di migliore avvocata pro bono d'europa. Ne risulta un intreccio di storie che ci parla di diritti negati e crimini d'odio, di omotransfobia e revenge porn, di nuove forme di genitorialità e leggi ancora tutte da scrivere. Per raggiungere un diritto extralarge così «comodo e confortevole» da non escludere nessuno.
Nel suo primo romanzo in volume, scerbanenco racconta con l'istinto del detective un'implacabile dark lady, sospesa tra peccato e innocenza. Un esordio che ha la firma inconfondibile del maestro del noir italiano. Elena varani è una donna giovane, bella, fatale. Ama sedurre e farsi sedurre, un gioco pericoloso che la lascia sola con un figlio, il piccolo giovanni, detto anni. Giulio, il padre del bambino, fa perdere le proprie tracce, così elena trova la protezione del signor margoni, il titolare della pellicceria in cui lavora. L'uomo si prende cura di lei e le procura un lavoro come attrice, ma elena preferisce alle sue attenzioni cortesi quelle meno nobili di un giovane ricco, bello e sfrontato. La loro vita eccitante, tra circoli esclusivi e corse in automobile nelle notti di milano, si rivela un'illusione che si dissolve alle prime luci dell'alba, quando elena dovrà scegliere tra il suo terzo amore e una nuova, inaspettata, possibilità.