Forse non tutti sanno che socrate è stato bocciato a scuola, perché davanti all'esaminatore ha affermato con grande serenità: 'so di nulla sapere'. Oppure che alessandro magno portava sempre con sé - probabilmente per fargli imparare la lingua greca - un pappagallo trovato in india. O ancora che a roma, sul gianicolo, si vede ancora tutt'oggi la quercia del tasso del tasso. Da giacomo casanova ad alessandro manzoni, da gutenberg fino a dante, i grandi personaggi della storia vengono passati al setaccio umoristico di achille campanile, visti di scorcio, colti in un piglio particolare e inconsueto, in ritratti comici, a volte ridicoli. Nascono così queste 'vite degli uomini illustri', racconti basati su aneddoti veritieri o inventati, che grazie allo stile limpido e a quell'ironia effervescente e inconfondibile non possono che farci ridere e metterci di buonumore.
Finalista premio mare di libri 2018 dall'autore di tutta colpa delle stelle. Tutto inizia con un miliardario in fuga e la promessa di una ricompensa ti ricordi il primo amore perché ti mostra, ti dimostra che puoi amare ed essere amato, che a questo mondo non ci si merita niente tranne l'amore, che l'amore è come diventi una persona e perché. Tartarughe all'infinito parla di amicizie capaci di vincere il passare del tempo, dell'intimità di una riunione inaspettata, delle fan fiction su star wars e di strani rettili che si chiamano tuatara. Ma al suo cuore c'è aza holmes, una ragazza di 16 anni sballottata dalle onde della sua vita quotidiana, prigioniera nella spirale – ogni giorno più stretta – dei suoi stessi pensieri.
La storia egocentrica ed esagerata dell'uomo prima di diventare una rockstar: l'infanzia con un padre violento, l'adolescenza nella periferia romana, la crescita, musicale e personale, in una comune di artisti e quindi le droghe, gli eccessi prima del successo. Da quel bambino silenzioso che sogna di uccidere la bestia fino a quel giovane uomo che ce l'ha fatta: achille lauro ha costruito un impero dalla polvere, ha attraversato l'inferno e ha trovato la sua strada nella musica. Se volete rimettere insieme i pezzi del puzzle achille lauro, è con
Da strangolagalli a ventotene, da roma allo spettrale manicomio di aguscello, una nuova avvincente indagine della psicologa criminale più acuta e imbranata di sempre. Insomma, era stata quasi strangolata e uccisa, e serra non si era degnato neanche di farle una telefonata! Lei aveva rischiato di morire e lui le aveva mandato degli sms! Ecco perché evitava i legami. Per non essere delusa. Già era stata abbandonata da sua madre, non voleva che accadesse di nuovo. Non le restava che suo padre. Il suo vero e unico punto di riferimento, il solo uomo che le fosse rimasto sempre accanto, nel bene e nel male.
Sono passati quarant'anni dalla grande guerra che ha messo fine alla sete di conquista di aster il tiranno, ma ancora il mondo emerso non ha trovato pace. La misteriosa gilda degli assassini ha riportato in vita il culto sanguinario e terribile di aster. Per compiere i propri oscuri piani, la gilda ha bisogno di dubhe, che, a diciassette anni, è la ladra più abile della terra del sole. La ragazza ha giurato che non avrebbe mai tolto la vita a un umano, ma la gilda ha molti mezzi per convincere chiunque.
Una calda estate del nuovo millennio: nella piazza assolata di hora, paese della calabria fondato secoli fa da esuli albanesi, si ferma un autobus e ne scende una splendida ragazza bionda con un bimbo fra le braccia. Ad assistere al suo arrivo c'è michele, un giovane fresco di laurea che sta trascorrendo l'ultima estate al paese, prima di emigrare al nord. E proprio michele presto scoprirà il segreto di laura damis, la bionda sconosciuta. A guidarlo nell'indagine sul passato, a raccontargli le vicende degli antenati albanesi, e quelle più vicine che hanno condotto il padre di laura, anni prima, a lasciare hora, è gojàri, cioè boccadoro, con le sue mille storie tutte vere e preziose come i tasselli del grande mosaico a cui sta lavorando da tempo.
Due donne molto diverse, un amore travolto dalla storia e un'oscura vicenda che riemerge da un passato ormai lontano. La lista di carbone, 'nera come la morte, come la fine delle speranze' è una storia intensa e drammatica che racchiude anche un messaggio di grande forza perché quando una tragedia è condivisa, si trasforma quasi sempre in un racconto d'amicizia e d'amore. Frivola, impulsiva, a tratti indisponente: anna a 27 anni non si è mai messa in discussione. Finché, a causa di un ragazzo sbagliato conosciuto sui banchi dell'università, rimane coinvolta in un brutto giro e viene mandata dai servizi sociali a lavorare presso l'antica libreria del ghetto di roma. L'incontro con cristina, l'anziana libraia che da anni gestisce quello spazio carico di tradizione e di storia, non è dei più felici. Anna è scontrosa e arrabbiata, cristina diffidente e fredda. Ma un plico di lettere ingiallite trovato tra quei vecchi volumi attirerà l'attenzione della ragazza e la metterà di fronte senza preavviso a una delle tragedie più grandi della storia. E al più intimo segreto della vita di cristina: l'uomo che amava, deportato in un campo di concentramento. Determinata a ripercorrere passo passo quelle righe così piene di tormento e coraggio, anna intraprenderà un viaggio che la porterà da lipsia a berlino fino a riga, in lettonia, sulle orme di un dossier segreto e di un'oscura vicenda che ha segnato al tempo stesso vittime e carnefici.
I quadri dell'anziano pittore masuji ono «per il momento sono riposti altrove». Il giappone ha perso la guerra e chi ne ha appoggiato ed esaltato, come ono, la politica imperialista e fascista, è stato messo in disparte. L'eufemismo della rimozione è soltanto un esempio delle ambiguità generate dai toni cerimoniosi e pacati di ono, narratore delle vicende di questo romanzo. Si rende conto il già famoso pittore del marchio d'infamia che grava sul suo passato, o l'ha rimosso, come il mondo dell'arte ha rimosso le sue tele gonfie di retorica? Non è dato al lettore di saperlo con certezza, nemmeno quando ono dichiara pubblicamente il suo pentimento. L'estrema bravura di ishiguro sta proprio nell'invenzione di una voce che blandisce e ipotizza.