Il dottor saunders è un medico drogato, radiato dall'albo, a suo agio solo nella 'futilità'. E' lui a guidare a piccoli tocchi, fingendo di assistervi impassibile, una vicenda d'amore, di fuga e di morte. E' lui che ci fa attraversare il romanzo, avvolgendoci nel fumo del suo stesso oppio, finché fatti e moventi fino ad un attimo prima oscuri, non diventano improvvisamente 'chiari come i disegni geometrici del quaderno di un bimbo'.
Nella terra dove le stagioni possono durare intere generazioni, divampa la guerra tra la bella e corrotta regina cersei lannister e i lord dei sette regni fedeli ai coraggiosi signori di grande inverno. Intanto, nelle grandi pianure orientali, la principessa daenerys targaryen, ultima discendente della dinastia del drago, si prepara con i suoi poteri straordinari alla riconquista del regno dei suoi avi. Ma la vera minaccia sono gli estranei che avanzano da nord, esseri misteriosi, per secoli ritenuti a torto frutto della fantasia. Odiano la vita, il fuoco, il calore, l'estate, perché essi sono la morte, il freddo, il ghiaccio e l'inverno. La fine dell'estate è vicina e solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre.
Nel 1995 l'autore vede intervistato in tv un suo vecchio professore di college con cui ha perso i contatti e che ha avuto influenza sulla sua vita. Le trasmissioni riscuotono un successo enorme e migliaia di persone gli scrivono per ricevere parole di saggezza e di conforto. Scosso, vergognandosi del proprio lungo silenzio, albom si decide infine ad andare a trovare l'anziano professore, ormai gravemente malato. Insieme dibattono dei temi più vari: l'amore, il denaro, la morte, i valori, la famiglia, il perdono, e ogni volta l'autore esce arricchito da quelle chiacchierate illuminanti e rivelatrici.
«bisogna che accada qualcosa, è questa la spiegazione della maggior parte degli impegni che gli uomini assumono. » clamence, un brillante avvocato parigino, abbandona improvvisamente la sua carriera e sceglie come quartier generale un locale d'infimo ordine, il mexico-city, ad amsterdam. Presa coscienza dell'insincerità e della doppiezza che caratterizza la sua vita, clamence decide di redimersi confessando e incitando (per sincerità, per virtù, per il gusto della dialettica) gli occasionali avventori della taverna portuale a confessare la loro «cattiva coscienza». Ma non bisogna lasciarsi ingannare: clamence non si redime. L'eroe di camus secondo le sue stesse parole «percorre una carriera di falso profeta che grida nel deserto e rifiuta di uscirne».
'romeo e giulietta' intreccia numerosi elementi nella vicenda dei due innamorati 'nati sotto contraria stella'. Dalla 'morte viva' al drammatico scontro tra due generazioni - la lotta tra le ragioni dell'odio e le ragioni dell'amore - il dramma si arricchisce di temi la cui complessità va oltre la vicenda d'amore. Tuttavia è questa a fare di 'romeo e giulietta' l'opera forse più celebre e più amata di shakespeare e nel contrasto tra la purezza, l'appassionata consapevolezza dell'amore e l'inesorabile concatenarsi delle circostanze funeste va cercata la grandezza del dramma, la chiave della sua autentica dimensione tragica annunciata nel prologo grazie alla contrapposizione dei due termini amore e contraria stella.
Un libro di divulgazione filosofica che si fonda su un'idea originale: partire dalle formule dei filosofi, cioè dalla massima sintesi del loro pensiero, per spiegare le teorie, l'ambiente e l'epoca in cui sono nate. Un modo di raccontare la filosofia che vuole allontanare l'idea che si tratti di una materia incomprensibile, avulsa dalla realtà quotidiana.
'nessuno scrive al colonnello' costituisce un prezioso tassello di quel ciclo di macondo che troverà la sua grande sintesi in 'cent'anni di solitudine'. Il vecchio militare in attesa da quindici anni di una pensione che non arriva mai e che sacrifica persino i magri pasti per allevare un gallo da combattimento da cui si aspetta scommesse e guadagni, appartiene alla galleria di ritratti maschili di cui è ricco l'universo di macondo. La sua semplicità ne fa uno tra i più riusciti personaggi dello scrittore.
Il romanzo si apre fra le antiche rovine di gallala, già luogo di un'importante vittoria degli egizi sugli assiri. Il faraone tamose ha radunato lì le sue truppe e si sta preparando allo scontro con apepi, re dei temibili hyksos. A gallala, però, si trovano anche il principe nefer (figlio di tamose) e taita, l'eunuco che ha fatto da tutore a lostris, nonna di nefer, e che, dopo aver trascorso quattordici anni nel deserto ad affinare le sue arti magiche, è diventato un potente stregone. Su indicazione di lostris (che gli è apparsa in sogno), taita è tornato alla civiltà, diventando il tutore del principe, e adesso si appresta a condurre il giovane in una località misteriosa per completarne la formazione.
Che cos'è perla, la città artificiale in cui alfred kubin, grande disegnatore e maestro del fantastico, ha ambientato il suo unico romanzo? È un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. Una quinta perfetta per la sua popolazione di nevrastenici e nostalgici in fuga dal proprio tempo – ma anche il dominio di un sovrano inafferrabile che tiene sotto il suo incantesimo uomini e cose, accomunandoli in un unico, allucinante disegno. Nato nel 1908 dalle visioni che tormentavano l'autore, e illustrato dal suo pennino febbrile, questo libro ha finito col sembrare, nei decenni, sempre meno un ordito di incubi e sempre più l'evocazione di un mondo che a poco a poco si sta svelando – e suona molto più plausibile se lo situiamo nell'epoca di «blade runner» che all'inizio del novecento.