Seconda puntata delle avventure dell'alligatore, ovvero marco buratti, strano tipo di investigatore con la passione del blues, del calvados, e degli assistenti malavitosi, come beniamino rossini, gangster di vecchio stampo. Stavolta la vicenda si svolge tra la sardegna e la corsica: l'alligatore ha ricevuto un incarico assai delicato - ovvero 'rognoso' - da tre avvocati cagliaritani che hanno scontato anni di carcere per l'omicidio (presunto) di un altro avvocato, tale giampaolo siddi. Che però morto non è, anzi gode di ottima salute, soprattutto finanziaria, grazie a lucrosi traffici illegali. Seguendo la pista del siddi viene alla luce l'esistenza di una vera e propria banda criminale di eterogenea composizione - ex funzionari del sisde, trafficanti di droga, avvocati corrotti, delinquenti francesi assoldati per stroncare l'indipendentismo corso - ma unita da un curioso gergo derivato da un vecchio film francese.
Premio bancarella 2000. Howard elias, un importante avvocato di colore, viene trovato ucciso in una funicolare di los angeles alla vigilia di un processo esplosivo. Le sue invettive nei confronti della polizia cittadina, accusata di razzismo e di brutalità, gli hanno procurato un'enorme popolarità e l'odio feroce di quasi tutti gli agenti. A capo delle indagini viene messo harry bosch, un detective con una marcia in più. Bosch sa che i primi ad essere sospettati dell'omicidio saranno gli agenti e mentre indaga deve fare i conti con il proprio matrimonio sull'orlo del fallimento e il suicidio di un compagno di squadra.
Al comando di una piccola fregata, jack aubrey salpa per una missione verso l'indonesia come sempre in compagnia dell'amico (e agente segreto) stephen maturin. Li attende una delle traversate più difficili della loro carriera: per evitare il capo di buona speranza, in mano al nemico, dovranno veleggiare molto a sud e attendere
Fra i lettori di hillman si sentono spesso ricordare due scritti: il saggio sul tradimento e senex e puer. Di fatto sarebbe difficile trovare una migliore via d'accesso al pensiero di hillman. Nel primo caso perché in poche pagine egli ci offre un'analisi esemplare di una di quelle realtà condannate e deprecate che solo lo scandaglio psicologico riesce a illuminare dietro le grevi cortine della morale. Nel secondo perché la caratterizzazione del puer aeternus e quella parallela del senex hanno una tale precisione e capacità individuante da offrirsi come ausilio immediato per riconoscere nella nostra psiche i tratti dell'eterna fanciullezza e della saturnina vecchiaia.
Un giovane di area lombarda racconta la sua adolescenza e la sua giovinezza: dalla scoperta della propria omosessualità alle prime amicizie, maschili e femminili, i rapporti con la famiglia, con la scuola e poi l'università, le prime delusioni e i primi scontri. Ne viene fuori un ritratto, un quadro generazionale di grande vivacità. L'autore si diverte, imita le soap opera, ironizza con se stesso e la sua vita. La sua prosa imita il mondo delle canzonette, i suoi idoli sono quelli del gioco parodistico più scoperto. La sua sessualità è vista come una scelta esistenziale accettata e serenamente vissuta. Ne nasce così una visione attuale dei giovani di oggi assolutamente inedita.
Un décor quasi convenzionale (la firenze frequentata dalla colonia inglese, vista però da una distanza molto più ravvicinata del solito), una donna bellissima e a suo modo perduta, due uomini molto diversi che se la contendono, e al centro di tutto uno scabroso fatto di sangue. Ma per combinarli a dovere ci voleva la mano di somerset maugham.
Gennaio 1925. Mentre il duce si assume alla camera la responsabilità del delitto matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull'isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre più insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è dawero impossibile.
Gennaio 1925. Mentre il duce si assume alla camera la responsabilità del delitto matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull'isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre più insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è dawero impossibile.
Forse non tutti sanno che socrate è stato bocciato a scuola, perché davanti all'esaminatore ha affermato con grande serenità: 'so di nulla sapere'. Oppure che alessandro magno portava sempre con sé - probabilmente per fargli imparare la lingua greca - un pappagallo trovato in india. O ancora che a roma, sul gianicolo, si vede ancora tutt'oggi la quercia del tasso del tasso. Da giacomo casanova ad alessandro manzoni, da gutenberg fino a dante, i grandi personaggi della storia vengono passati al setaccio umoristico di achille campanile, visti di scorcio, colti in un piglio particolare e inconsueto, in ritratti comici, a volte ridicoli. Nascono così queste 'vite degli uomini illustri', racconti basati su aneddoti veritieri o inventati, che grazie allo stile limpido e a quell'ironia effervescente e inconfondibile non possono che farci ridere e metterci di buonumore.
Senza aristotele niente sherlock holmes. È questa, verosimilmente, l'idea alla base di questo giallo investigativo. Il metodo del tipo di detective alla sherlock holmes non sarebbe stato possibile se non applicando il metodo dimostrativo della logica aristotelica al crimine. Stefanos, un simpatico giovanotto dell'atene del iv secolo, dunque, guidato dallo stagirita che non si muove di casa come nero wolfe, indaga sull'assassinio di un ricco oligarca, di cui è accusato ingiustamente il cugino, esule per un precedente errore. Al primo omicidio, ne segue un secondo, e tra colpi di scena, travestimenti, testimonianze reperite avventurosamente, aristotele alla fine scioglie l'enigma e consente al giovane di smascherare il vero assassino.